5. Scritte dal passato

1.6K 167 225
                                        

Alexander si svegliò all'alba: aveva avuto il sonno tormentato da un incubo riguardante suo fratello. Senza attendere oltre andò dritto alla stanza di Vlacu: era sicuro che l'anziano servitore potesse chiarirgli alcuni dubbi che erano affiorati con il sogno.

Attraversando il corridoio lanciò un'occhiata irritata al ritratto di Mirijana. Prima o poi lo avrebbe fatto sparire.

Giunto davanti alla porta della camera di Vlacu, bussò con una certa energia. L'anziano aprì ancora in vestaglia da notte e pantofole. - Signore? - domandò sorpreso.

- Vlacu, perdona l'irruzione, ma ho fatto un sogno che riguardava Patrick e ho bisogno che tu mi dica alcune cose - l'anziano si fece da parte per farlo entrare nella camera e lo fece accomodare accanto a un tavolino da tè in stile inglese.

Una volta seduti uno di fronte all'altro, Alexander ricominciò a parlare: - C'è la possibilità che esista un antidoto all'acqua della Fonte Proibita? - Col cuore che gli tremava per la paura di scoprire che le cose sarebbero potute andare in modo diverso, chiuse gli occhi deglutendo lentamente e aspettando la risposta dell'anziano.

Vlacu osservò rammaricato il suo padrone. Se gli avesse detto che sì, esisteva una specie di antidoto composto da elementi difficili da trovare in natura e impossibili da creare con la magia, lo avrebbe distrutto. Ma mentirgli era contro i suoi principi di servitore devoto. Sospirò e decise di dire la verità sperando che il suo signore non facesse qualche pazzia: - Forse è il caso che vi conduca in biblioteca, mio Signore. È una cosa lunga e complicata da spiegare. -

A quelle parole Alexander capì che i suoi sospetti erano fondati e un'ondata di malessere lo investì. Ma Vlacu non gli diede il tempo di perdersi nei sensi di colpa: con un cenno del capo lo invitò ad alzarsi e a seguirlo fuori dalla camera.

Durante il percorso verso la biblioteca nessuno dei due parlò. Una volta dentro l'enorme stanza, Vlacu accese l'interruttore e una sconfinata distesa di scaffali e librerie alte fino al soffitto affrescato si mostrò davanti ai loro occhi. Le immagini di demoni e vampiri contornati da ghiaccio e fuoco occupavano le pareti superiori incontrandosi al centro della volta. File di scrivanie e scrittoi sostavano tra uno scaffale e l'altro, ampie vetrate permettevano alle luce di entrare e posarsi sui lampadari in cristallo.

Vlacu andò verso il fondo dalla biblioteca, salì su una scala a chiocciola e da uno scaffale impolverato estrasse un libro sottile, con la copertina verde oliva mal ridotta. Raggiunse rapidamente Alexander e sedendosi di fronte a lui lo aprì, gli mostrò delle pagine con fiori ed erbe magiche, accanto alle immagini vi erano scritte note con una calligrafia piccola e frenetica. L'anziano sollevò il volto allungando il libriccino al ragazzo, gli indicò una frase e la lesse - Elementi per vanificare l'effetto dell'Acqua Eterna, o Fonte Proibita - tossicchiò cercando di mandare giù il groppo che aveva in gola. -È la scrittura di vostra madre. - confessò commosso.

Alexander afferrò il piccolo libro e lo avvicinò al viso ripassando con il dito le linee tratteggiate ai bordi delle pagine. La scrittura di sua madre, Andrada Bianca.

Ricordo così poco di lei, pensò con malinconia il ragazzo. Scuotendo la testa si concentrò su quelle parole e sul loro significato. Nel frattempo ascoltò il racconto di Vlacu sulle origini della Fonte Proibita.

- La Fonte, come forse ben sapete, inizialmente si chiamava Fonte dell'acqua Eterna, da cui l'acqua sgorgava sempre, senza sosta. Non terminava mai, neanche nei periodi di siccità. Ma non era il solo prodigio di cui era capace: le sue acque avevano poteri curativi e magici dagli effetti benefici! Si dice che una volta nella Foresta Incantata, vicino il vulcano esistesse una civiltà di stregoni che praticava solo magia naturale e solo per la sopravvivenza del loro popolo. Gli esseri umani e persino i vampiri, però, in uno dei tanti periodi di siccità si recarono alla Fonte. Solo il capo villaggio degli Stregoni aveva il permesso di prendere l'acqua dalla Fonte, una concessione datagli dalle divinità dell'epoca. Il capo villaggio si recò alla fonte con due cisterne una per gli umani e l'altra per i vampiri. Le riempì entrambe e le consegnò ai capi delle rispettive fazioni.

Prophecy - Sapphire [Completa]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora