60. Alleati inaspettati

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Sara accompagnò Eros al casolare di Samuel. In un qualche modo lo aveva convinto ad aspettare. Agire d'impulso non era la scelta migliore in quel momento.

Eros si era aggrappato a lei come a un'àncora di salvezza. Quando aveva saputo che Ares si era palesato e aveva accennato alla leggenda della guerriera Rubino, aveva perso il lume della ragione.

Non pensava che il padre fosse meschino fino a quel punto: era stato tra quelli che avevano ostacolato l'ascesa di Psiche a dea e ora se ne serviva insieme a Origine per controllare i sovraumani e farli scontrare tra loro. Questa volta Afrodite non avrebbe potuto coprirlo, non aveva scusanti, anzi, forse sua madre avrebbe fatto meglio ad andarsene dall'Olimpo al più presto possibile. Avrebbe dovuto avvisarla e avrebbe dovuto avvisare anche Zeus.

Con la mente piena di preoccupazioni, Eros si domandò in che modo avrebbe potuto raggiungere le Moire senza che Ares gli mettesse i bastoni tra le ruote. Non aveva neanche i fili con sé: Alexander si era ben guardato dal darglieli!

- Non è per sfiducia - gli disse Sara, mentre passeggiavano sulla riva del lago.

- Per stupido eroismo? Vuole portare lui i fili? - Domandò sarcastico.

- Per essere il dio dell'amore sei piuttosto irascibile oggi. -

- Beh nelle mie vene scorre anche il sangue del dio della guerra... - disse contrariato.

Sara lo guardò comprensiva, sapeva perfettamente cosa volesse dire avere un padre dedito alla violenza e alla guerra. Lei stessa in passato era stata una vampira assetata di sangue e battaglie. Ricordava alla perfezione l'orgoglio ostentato da suo padre davanti al Principe delle Tenebre dell'epoca, prima che il signor Kropowskij riuscisse a cambiare le cose.

- Penso che voglia sincerarsi della buona riuscita del piano, dopo quello che ha passato con Mirijana lo farei anche io: non vorrei mai che il filo della mia vita cadesse nuovamente in mani sbagliate. -

Eros sospirò. - Sì, è comprensibile. Io voglio aiutarli davvero, non pretendo di essere aiutato e basta. -

- E allora aiutali! Tu vivi da molto più di tempo di me, loro non sono i primi Prescelti e Origine si è già manifestato altre volte. Potresti dir loro come sconfiggerlo! -

Il dio dell'amore rimase in silenzio e affrettò il passo verso il casolare. Si era incupito di nuovo e Sara dovette rincorrerlo per raggiungerlo. Non era sicuramente la reazione che si aspettava.

Prima che potesse chiedergli spiegazioni, lui la ringraziò e le chiuse la porta in faccia.

- Ma che diamine... ? - imprecò sul punto di sfondare la porta a calci, ma una presenza familiare le fece venire la nausea.

Alle sue spalle era comparso un demone ricoperto di tribali e dai lunghi capelli rasta neri. Lei alzò gli occhi al cielo, pronta a defilarsi, ma lui le mise le mani sui fianchi e l'attirò contro il proprio bacino.

Sara gli diede un calcio col tallone sullo stinco, si trasformò e con le ali riuscì ad allontanarlo. Era pronta a spiccare il volo, ma le sue gambe rimasero incollate a terra e fu immobilizzata.

Un cerchio luminoso si delineò attorno a lei, imprigionandola. Riscke vi entrò e tutto intorno si zittì. Lei tenne lo sguardo basso, mai e poi mai gli avrebbe dato la soddisfazione di sfiorarlo anche solo con gli occhi.

Lui le si avvicinò spavaldo, le portò una ciocca dietro l'orecchio, Sara si voltò veloce e lo morse. Non una goccia di sangue uscì dalla sua mano. Il demone rise di gusto, afferrandole il viso tra le mani e costringendola a guardarlo.

- Sta' buona! Non sono qui per farti del male, anche perché, se non l'hai ancora capito, se avessi voluto saresti già morta. Ma io non ti voglio morta, anzi ti voglio viva e scalpitante... e sottomessa a me. -

Sara gli sputò in faccia. Riscke raccolse l'espettorato con un dito e se lo infilò in bocca, mugolando di piacere. - Il nostro primo scambio di fluidi. -

- Va' al diavolo. -

Riscke le si avvicinò e le sfiorò con la bocca l'orecchio, prima che lei potesse morderlo di nuovo le afferrò la mandibola e la costrinse a inclinare la testa.

- Eros non può dirti certe cose, gli è proibito: ha un sigillo divino che gli impedisce di parlarne. Ma esistono altre persone che possono darti informazioni utili. - Le leccò il collo lascivamente e si inebriò del suo sapore.

Risalì la mandibola e si fermò a pochi centimetri dalla sua bocca. Sara lo guardava con repulsione.

- Fammi indovinare? Una di queste persone sei tu e io dovrei concederti qualcosa in cambio, giusto? -

- La tua fantasia galoppa troppo. Io ho solo una settantina di anni più di te, ma c'è chi esiste da più tempo, sia in carne che in spirito... -

Il volto di Sara si illuminò - Il Principe delle Tenebre! -

Riscke si allontanò e le restituì i movimenti. Si scrutarono girandosi attorno. Era noioso tenerla immobile, la preferiva quando reagiva alle provocazioni.

- Sì, ma non è l'unico. Esiste un ex prescelto, ancora vivo, credo l'unico tra tutti i mondi. -

La vampira sgranò gli occhi sorpresa. - Sul serio? Chi è? -

Continuavano a percorrere il cerchio in una danza di tensione e Riscke era ammaliato dall'elegante ferocia di Sara. Lei non ne era caduta vittima, l'aveva addomesticata rendendola parte di sé. Mai vista una femmina del genere, doveva essere sua.

- Sì, so chi è. Ma mi riservo il nome per un altro nostro incontro. Non voglio assolutamente sprecare l'occasione per rivederti. -

Sara rabbrividì. Riscke la guardava con un'intensità tale da farla sentire a disagio. Gli diede le spalle, cercando di scacciare quella sensazione.

- Dove hai portato Patrick? -

Il demone sbadigliò rumorosamente prima di rispondere. - Pensate prima all'antidoto, poi ve lo porterò. -

Sara capì che Riscke stava per andarsene e non riuscì a trattenersi dal guardarlo. Lui la braccò tra le braccia e lei si dimenò graffiandolo.

Più la vampira affondava gli artigli e gli opponeva resistenza più lui l'attirava a sé. Si ritrovarono così stretti l'uno all'altra da non far passare neanche un filo d'aria tra loro.

Sara trattenne il respiro quando se lo trovò così vicino e lui ghignò divertito.

- Perchè mi hai dato tutte queste informazioni? - Gli domandò, evitando di pensare a quanto fossero pericolosamente aderenti i loro corpi.

Lui posò la bocca nell'incavo del collo di lei, ma quando la sentì singhiozzare la lasciò andare. Non la voleva in quelle condizioni.

- Un vecchio debito da ripagare. E il forte desiderio di vederti. - Le asciugò le lacrime e lei lo fissò imperscrutabile.

Riscke fece qualche passo indietro e inchinandosi scomparve in una bolla di vapore blu, lasciando che piccole goccioline fresche ricadessero sul viso, ora sconvolto, di Sara.

Angolo Autrice

Eccomi! Sono riuscita a riscrivere anche il capitolo 60 e infatti ho già pronto il capitolo 6 di Diamond, da pubblicare.

Non sono molto convinta nè di questo nè di Diamond, sarà che sono un po' stanca e forse ho poca concentrazione, ma non penso che questi capitoli siano al mio massimo. Vi chiedo scusa per questo.

Fatemi tutte le segnalazioni del caso, mi raccomando!

Intanto buona serata e buon inizio settimana.

Anna

Prophecy - Sapphire [Completa]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora