68. Scacco

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Nonostante fosse una notte calma al Castello, Alexander non riusciva a darsi pace. Si aggirava per i corridoi come una sentinella, a controllare che tutti stessero bene. Alla fine giunse alla Sala del Trono e lì si sedette. Rigido e vigile.

Le luci del giardino riflettevano sulle grandi vetrate e ad Alexander parevano tante piccole fiaccole in movimento. Il vento soffiava forte fuori e a lui pareva che lo avvisasse di un pericolo imminente.

La verità era che aveva paura. Temeva di dover battersi di nuovo con Patrick e che l'antidoto non avesse fatto effetto o, peggio ancora, che Riscke li avesse ingannati e in realtà fosse tutta una trappola per poterli consegnare a Origine. 

Senza accorgersene aveva contratto così tanto i muscoli della braccia, che quando la porta si aprì, nello scattare in piedi, fu preso da un crampo. Imprecò contro se stesso e cercò di regolare la respirazione, per non mostrare a Roxen quanto fosse teso.

La strega gli si avvicinò con due tazze fumanti e gliene porse una. - Non riesco a dormire - spiegò con un debole sorriso.

Alexander ne bevve un sorso e subito assaporò la valeriana e il timo. - L'hai preparata tu? -

Lei scosse la testa nascondendosi dietro la tazza. - Milacre. -

Lui inarcò un sopracciglio e allontanò la tisana dalle labbra. - Perchè è ancora qua? Gli avevo detto di tornare al Casolare con Samuel e Lucy. -

Vide Roxen accennare a un altro sorriso, questa volta un po' più ampio. - Nessuno è andato via dal Castello, Alex. Sono tutti preoccupati per il ritorno di Patrick e non solo. Dopo quello che è successo a Mediana e le conferme ricevute da Lucy, siamo in attesa di un attacco di Ares. Vlacu ha fatto preparare altre stanze per loro, ma si sono riuniti in biblioteca a giocare a carte per smorzare la tensione. Merlino vince ogni mano, Milacre ha buttato all'aria le carte già un paio di volte e lo accusa di barare. È divertente, dovremmo andare anche noi. -

Alexander la fissò e notò il lieve tremolio che la percorreva. Come aveva fatto a pensare di essere l'unico a temere il ritorno di Patrick? Era ovvio che anche lei ne avesse paura, così come Sara e gli altri. Suo fratello aveva fatto cose orribili a tutti. 

Si chinò verso Roxen e l'abbracciò, posando la testa sul suo ventre. Sentì le dita di lei accarezzargli i capelli e lui iniziò a risalirle il corpo lasciandole piccoli baci, finché non incontrò le sue labbra e lì si posò.

Ansimando la fece sedere a cavalcioni su di lui, sotto di loro il trono a sostenerli. Non riusciva a staccarsi da lei: lo aveva colto un'improvvisa paura di perderla e di non vederla mai più. La teneva stretta, senza quasi darle respiro e lei ricambiava. Lo accarezzava con dolcezza e lo baciava con la stessa foga dolorosa.

Quando riuscirono a fermarsi, Alexander si accorse di averle abbassato le spalline della maglia, lasciandole il collo completamente scoperto. Si guardarono negli occhi e la disperazione passò attraverso di essi. 

Lui si aggrappò ai vestiti di Roxen e affondò il viso nel suo petto. - Perché siamo così spaventati, Roxy? -  

Roxen lo accolse tra le braccia e si chinò su di lui, come un guscio, quasi a proteggerlo. - Non lo so, io... - fu interrotta da un enorme boato, proveniente dal giardino. 

Entrambi scattarono in piedi. Alexander corse alle finestre e vide il parco invaso davvero da fiaccole minacciose. 

Un altro suono assordante li fece scattare in direzione della porta. In pochi secondi Merlino, Eros e tutti gli altri si riversarono nella Sala del Trono.

- Che diamine sta succedendo? - chiese Milacre, col volto livido.

Un urlo di guerra si levò dall'esterno. Li stavano attaccando.

Merlino si portò immediatamente al centro della Sala. Disegnò cerchi magici tutt'intorno a sè, scudi protettivi, spiegò velocemente.

Alexander invocò la spada e Roxen, al suo fianco, sfoderò quella che le aveva regalato Merlino. Samuel, Sara e Christian si trasformarono, mostrando feroci zanne e artigli. 

Eros sembrò impietrito. - È qui, è lei - sussurrò, sbiancando di colpo.

Milacre e Kalì gli furono davanti, facendogli da scudo. 

Ancora un colpo contro il portone del Castello e urla infestanti, poi calò un silenzio minaccioso. Merlino avanzò, respingendo i ragazzi dietro di sè. - Ha rotto gli scudi magici. Ci penso io a lei, voi portate via Eros. - 

La pesante porta della sala si spalancò facendo rovesciare una folla di mostri inferociti all'interno. Una scarica elettrica colpì Merlino al petto, facendolo ruzzolare a terra e una donna eterea dal volto impassibile, lievitò sopra la sua testa.

- Da quanto tempo, mio caro Merlino - lo salutò con garbo gelido e lui come risposta si levò in piedi fronteggiandola. 

- Puoi combatterla, Milene. Ne hai il potere. - Le disse, creando una sfera di luce magica tra le mani.

La donna ridusse gli occhi a due fessure e lo colpì di nuovo, ma questa volta Merlino fu pronto e, disegnando velocemente alcune rune luminose davanti a sè, la respinse colpendola.

La sacerdotessa si adirò e adunò sotto di sè i Fredir: esseri enormi che, nonostante la loro stazza, erano in grado di muoversi velocemente e schiacciare con un solo pugno qualsiasi essere vivente, umano o sovrumano. La loro pelle era blu cosparsa di chiazze viola maleodoranti, il cui olezzo stordiva i nemici riducendoli in stato comatoso. Avevano il viso simile a quello di uno squalo, pieno di denti affilati che non lasciava molta immaginazione di come quegli esseri finivano le loro vittime.

Roxen passò la mano sulla spada e questa si infiammò. Alexander la guardò in tralice. - Sai che potrebbe essere una buona occasione per sfoderare la Falce - le suggerì.

- Dopo, ora lasciami divertire un po'. - Un lampo divertito le attraversò lo sguardo, mentre si lanciava contro i nemici.

I Fredir accerchiarono Christian e Demian, ma quest'ultimo iniziò a roteare velocemente le braccia creando una tromba d'aria che scontrandosi con i mostri, ne gettò alcuni contro le pareti, altri a terra e altri ancora contro le finestre, rompendole in mille pezzi.

- Scusa, Xander! - 

- Te le metto sul conto! - 

Demian si imbronciò, borbottando qualcosa, quando Christian gli indicò un altro paio di mostri da abbattere.

Nel frattempo Alexander cercava Vlacu tra i suoi amici. Non vedeva l'anziano dalla composizione dell'antidoto e iniziò a preoccuparsi. - Dov'è Vlacu? - 

Milene gli si parò dinanzi con un ghigno spaventoso - È in compagnia di Psiche. -

All'udire quelle parole Eros barcollò all'indietro, reggendosi appena contro una colonna della sala. Sara corse da lui a sorreggerlo.

Il dio non udiva più nulla. Le grida di battaglia che infuriavano in tutti gli angoli non lo toccavano. Un solo pensiero: il suo amore era lì e aveva scatenato tutto quello.

Angolo Autrice

Cari lettori, martedì si torna a lavorare, piango disperatamente!
Voi siete pronti al rientro?

Intanto...che ne pensate del capitolo? Troppo veloce? Caotico?

In questo spazietto breve volevo ringraziare una lettrice lettrice/ scrittrice con cui ci supportiamo a vicenda in molte circostanze qui su wattpad e vi consiglio la sua storia All of me di mcdreamyisnotdead .

Parte lenta, è vero, ma è perfetta così, perchè il ritmo diventa incalzante man mano e poi attraverso le descrizioni dei personaggi, il vederli nel quotidiano te li fa conoscere così bene che sembra che questi siano nostri amici e si sta male e in ansia per loro, oppure si salta dalla gioia con essi.

Insomma, leggetelo! 

P.S votate e commentate, se volete!
Buona Befana
Anna :)

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