Alexander si trovò in piedi davanti a Christian che gli parlava, ma aveva come la sensazione di essersi appena svegliato da un lungo sonno. Sentiva la mente rallentata, le mani e i piedi intorpiditi e gli occhi pesanti. Aveva una sensazione di smarrimento, come se avesse dovuto ricordarsi qualcosa, ma non sapeva bene cosa.
Si stropicciò gli occhi e cercò di prestare più attenzione a Christian, mentre alle sue spalle Sara e Samuel avevano un'espressione sfinita, come se fossero reduci di una battaglia. Sara sembrava triste: aveva lo sguardo basso, si stringeva le braccia attorno al corpo e gli occhi... quelli, notò Alexander, erano spenti e arrossati, come se avesse pianto a lungo.
Interruppe Christian e azzardò un passo verso i suoi amici - Ehy - si approcciò loro con un timido sorriso, come a chiedere "permesso".
Samuel alzò la testa, abbozzando un sorriso di circostanza: avrebbe voluto abbracciarlo per il sollievo di riaverlo in vita, ma la sofferenza di Sara lo invase da capo a piedi e non riuscì a staccarsi da lei.
Sara invece incrociò gli occhi neri di Alexander e scuotendo la testa si gettò tra le sue braccia singhiozzando. - Va bene, va bene, non è stata colpa tua - affondò il viso nel suo petto e lui l'abbracciò con incertezza, guardando confuso Samuel.
Alexander le carezzò la schiena scossa dal pianto e rimasero così per diversi minuti, finchè Sara non iniziò a calmarsi. Si scostò da lui e si asciugò le lacrime facendo qualche passo indietro.
Sara respirò a fondo e cercò di rimettersi in sesto: doveva pensare al fatto che aveva avuto una seconda occasione per salutare Lionel, e che lui era stato doppiamente un eroe! Sì, decise che doveva concentrarsi su quello per poter andare avanti.
La rabbia verso l'amico era svanita dal momento in cui le era stato detto che in un modo o nell'altro qualcuno di caro avrebbe perso la vita, e aveva finalmente aperto gli occhi sull'intera vicenda: la colpa era solo di Origine.
- Sono qui per dirti che voglio tornare a combattere al tuo fianco. - Alzò la testa impavida - Non è colpa tua se Lio è morto. - Affermò con voce incrinata.
Alexander la guardò con affetto, Sara gli aveva appena tolto un peso dal cuore e aveva di nuovo accanto a sè i suoi amici. Un'espressione di gioia infantile gli si disegnò sul volto e la sensazione di solitudine si sollevò dal petto.
Christian ruppe quel momento denso di commozione con fare piuttosto spazientito - Ehm... - tossicchiò attirando la loro attenzione - quindi con questa teca: cosa dobbiamo fare? - finse un tono distaccato, ma moriva dalla curiosità riguardo l'oggetto in questione.
Alexander gli si rivolse alternando lo sguardo tra lui, la teca e Flin. - Devo portarla a Bran, in un luogo sicuro del Castello. Lo farò con il teletrasporto, nessuno dovrà vederla uscire da questa Foresta, è una questione delicata! - Si fermò sul folletto e si inchinò ai suoi piedi - Flin, verrai con me, d'accordo? -
Il folletto alzò lo sguardo e si indicò sorpreso - Dici sul serio? -
Alexander annuì e lo accolse nuovamente sulle spalle. Comprendeva l'angoscia del folletto: il tesoro non aveva mai lasciato la Foresta e non era mai stato mostrato a nessun altro essere magico e non, all'infuori dei folletti stessi. Se ne sarebbe preso cura lui e avrebbe rassicurato in tutti i modi il suo piccolo amico.
***
Alexander aveva pensato che la biblioteca del Castello fosse il posto più sicuro e che nessuno vi mettesse piede eccetto lui e Vlacu. Come avrebbe dovuto immaginare, quando si teletrasportò vi trovò proprio l'anziano vampiro a esaminare alcuni tomi antichi.
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Prophecy - Sapphire [Completa]
VampireSecondo libro della Saga Prophecy. Abbiamo lasciato tutti i membri della squadra in partenza, ognuno con il cuore colmo di dolore per la morte di un caro amico. Le loro vicissitudini non sono però terminate: ostacoli imprevisti, pietre da ritrovare...
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