L'immensità maestosa del monte Olimpo, circondato da fitte nuvole che sembravano una membrana protettiva, accolse i Prescelti e i loro compagni.
Roxen cercò Alexander, ma lui la ignorò, mescolandosi con gli altri.
Sara, accanto a lei, fissò disgustata il bracciale che aveva al polso: poco prima della partenza, Kalì l'aveva fermata e glielo aveva fatto dondolare davanti.
- Cos'è? - Aveva chiesto, incuriosita.
- Un bracciale che ti proteggerà da Psiche, è un regalo di Riscke - aveva risposto sorniona, la donna gatto.
Al suono di quel nome, Sara lo aveva respinto - Non lo voglio! -
Kalì aveva roteato gli occhi annoiata. - Non essere sciocca. Prendilo, se hai anche solo la minima possibilità di non essere dominata da Psiche, sfruttala! -
- Ma... chi mi dice che non sia una trappola? -
- Non lo è. - Demian le era passato accanto mentre raggiungeva Eros e Merlino.
Sara si era arresa, anche se con qualche rimostranza. Kalì l'aveva aiutata a legare il braccialetto e subito i lembi si erano cuciti con quelli della pelle di Sara, causandole un lieve e fulmineo bruciore. Il tribale sembrava essere tatuato su di lei da sempre.
Sara lo aveva guardato con attenzione, non si era sentita diversa, aveva provato solo una lontana sensazione di fastidio, forse data da quella piccola sconfitta nei confronti di quel dannato demone.
Kalì aveva sorriso maliziosa. - Mmh, sai? Quello era un pezzo di pelle di Riscke e lo aveva affidato a Patrick per consegnartelo. -
- Che cosa? - Sara era sbiancata di colpo, sentendo la bile che le risaliva per lo stomaco. Kalì nel frattempo si era dileguata, lasciandola lì con quella macabra cosa attaccata alla carne.
Si tirò giù la manica della felpa, nascondendo quello scempio e raggiunse Christian, qualche passo davanti a lei.
Patrick aveva assistito all'intera scena e qualcosa simile a un soffio aveva attraversato il suo petto. Era sparito nel giro di un battito di ciglia, neanche il tempo di capire se fosse stato reale o solo il ricordo di qualcosa che non sarebbe più tornato.
Se ne stava dietro tutti, con un bastone celtico tra le mani, una sua vecchia arma dotata di poteri sopranaturali, e pensò che l'assenza della sua anima sarebbe stata uno scudo perfetto per tutti gli altri. Redenzione, era quella la parola che lo ossessionava da quando era "guarito", anche se nessuno lo avrebbe mai guardato come una volta.
Aspettò che Eros aprisse la cortina di nubi e si fece largo, oltrepassando tutti. Al quinto scalino si voltò impassibile. - Vado avanti io, Psiche non può dominarmi e se muoio non importa a nessuno. -
Alexander lo seguì senza dire nulla. Forse suo fratello non sarebbe mai tornato lo stesso, ma era comunque convinto che non avrebbe più fatto del male a nessuno.
Come una fila di formiche tutti si disposero uno dietro l'altro e cominciarono la scalata.
***
Patrick risaliva quei pioli dorati verso l'incerto. Erano ormai a metà del percorso e fino a quel momento nessuno aveva provato a ostacolarli. Da quanto ricordava dai libri di storia, non avrebbe dovuto essere così facile arrivare sull'Olimpo: Zeus avrebbe dovuto fulminarli non appena messo piede sul primo scalino e invece nessuna saetta li aveva colpiti. Merlino ed Eros dovevano aver avuto la sua stessa impressione, perché continuavano a lanciarsi occhiate guardinghe alle spalle.
Nessuno comunque lo avrebbe interpellato in qualche piano. Lui era lì unicamente per la mancanza di anima e per i grandi poteri ereditati dalla madre. Non faceva parte della squadra. Lui era sacrificabile.
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Prophecy - Sapphire [Completa]
VampireSecondo libro della Saga Prophecy. Abbiamo lasciato tutti i membri della squadra in partenza, ognuno con il cuore colmo di dolore per la morte di un caro amico. Le loro vicissitudini non sono però terminate: ostacoli imprevisti, pietre da ritrovare...
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