29. Bran

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Subito dopo la morte della Sterminatrice...

Alexander convinse i suoi amici a raggiungerlo a Bran in aereo, lui doveva fare ritorno al Castello in fretta. Lo Zaffiro smaniava dalla voglia di entrare in contatto con lui. Lo sentiva vibrare accanto alla sua coscia e irradiava luce blu con sempre più intensità. Pur stando a contatto con il suo corpo, la pietra non si scaldava, restava piacevolmente fredda.

Quando arrivò a Bran, non salutò neanche Vlacu, si diresse direttamente nella stanza che custodiva la Falce. Doveva dirle che la sua padrona era morta e voleva farlo subito.

L'arma si illuminò e reagì sia alla presenza di Alexander che del pugnale che portava con sè. Lui le disse ciò che era successo all'interno della grotta: di come la Sterminatrice non gli aveva creduto e di come lo aveva più volte aggredito, delle sue parole che gli erano sembrate una maledizione e infine del suo folle gesto.

La Falce sembrò quasi emettere un lamento di dolore quando Alexander finì il racconto.

- Ci scioglieremo come neve al sole - disse l'arma.

- No, credo che per voi non sia ancora giunta la fine - il tono immensamente triste di Alexander lasciò trapelare che aveva interpretato la minaccia della Sterminatrice.

Roxen avrebbe preso il suo posto, era quello il significato della sua minaccia. Roxen sarebbe diventata la nuova Sterminatrice e se lui non avesse tenuto a bada il Principe delle Tenebre sarebbero diventati nemici mortali. 

Sorrise amareggiato mentre si lasciava scivolare con la schiena lungo la teca. Chiuse gli occhi, mandando la testa all'indietro. Perchè la mia vita deve essere sempre così dannatamente complicata? si domandò, frustrato.

Si diresse in camera, pronto ad assorbire lo Zaffiro e si assicurò di lasciare un messaggio per Vlacu:

Dormirò per quattro giorni circa, il tempo che il mio corpo assorba la pietra magica. Al mio risveglio dovremo parlare.

Si coricò nel letto, sdraiandosi a pancia in sù, con il cuore che gli martellava insistentemente. Prese lo zaffiro dalla tasca dei pantaloni e se lo portò al petto. Era così perfetto, così giusto averlo tra le mani. Agognò il momento in cui gli sarebbe entrato in corpo, diventato un tutt'uno con esso. Sentiva il bisogno di sentirsi completo e pregò che quel momento arrivasse presto.

In quei pochi frangenti di attesa, la sua mente si perse nel pensare a Roxen e al suo gesto impulsivo quanto generoso: pur rischiando di ritardare la sua guarigione, si era lanciata sulla Sterminatrice per salvarlo. Ancora una volta aveva agito di testa sua, incurante del pericolo. Ancora una volta lo aveva tratto in salvo.

In quell'istante avvertì una piccola fitta al centro del torace, proprio dove si delineava il marchio del Sangue di Rosa. Strizzò gli occhi in una smorfia di dolore, sentì mancare l'aria e uno strano vuoto allo stomaco. Si contorse nel letto, si aggrappò alle lenzuola e, emettendo un verso gutturale, perse i sensi, cadendo in un sonno profondo.

***

Quando Sara, Samuel e Christian fecero ritorno, trovarono il loro amico già addormentato e Vlacu li informò che per almeno quattro giorni  avrebbe dovuto vegliare su di lui.

Flin, invece, disse che sarebbe ritornato alla Foresta Incantata ora che tutti avevano fatto ritorno. Voleva vedere se c'erano folletti superstiti e magari provare a curare i feriti. Essere l'unico sopravvissuto al suo popolo lo rattristava parecchio.

Sara e Christian decisero di alloggiare al Castello, non volevano sentire le lamentele dei loro genitori, né tanto meno incorrere nei loro pranzi disgustosi. Samuel, invece, fece ritorno al suo palazzo.

Prophecy - Sapphire [Completa]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora