79. Frammenti di zaffiro

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Il fischio era cessato e Demian era ancora padrone del suo corpo. Aprì lentamente gli occhi e scostò le mani dalla fronte, trovandosi davanti le spalle gracili di Christian.

Demian non sapeva come, ma Christian era riuscito a spezzare il dominio di Psiche ed era venuto in suo soccorso. Vedeva le sue spalle alzarsi e abbassarsi velocemente, aveva il fiatone. Doveva aver compiuto uno sforzo enorme per poterlo salvare.

Psiche, invece, era immobile, con gli occhi spalancati, la bocca che disegnava una "o" perfetta e il sangue che le cadeva a piccole gocce lungo la curva del mento. Fissava quei due soli incandescenti che le gridavano tutto il loro disprezzo. Era sconvolta: Christian era riuscito a rompere il dominio e l'aveva anche ferita!

Serrò la bocca in una linea dura e afferrò Christian per la testa. Accecata dalla furia gli perforò le orecchie con le unghie affilate.

Christian sentì la membrana del timpano infrangersi e una vampata di dolore propagarsi per tutto il corpo, come un gong impazzito che diffonde il proprio suono.

Demian si precipitò su Psiche e tirò verso di sé le sue mani, ma lei rinsaldò la presa, continuando a torturare il vampiro.

Sara uscì allo scoperto e l'afferrò per i capelli, strattonandola con ferocia versò di sé. Le puntò gli artigli alla gola e le intimò di lasciare andare Christian.

Psiche cercò di far leva sull'anima di Sara, ma la ragazza non subì il suo dominio. Perplessa sfilò le dita dal cranio di Christian, che privo di forze si afflosciò ai suoi piedi.

Ora tutta la sua attenzione era su Sara e la sua resistenza.

                           ༄༄༄

Il dominio di Psiche crollò anche su di loro e Milacre riuscì a sgattaiolare dietro il corridoio di colonne. Aveva il cuore che sembrava essere impazzito, non riusciva a respirare talmente andava veloce. Se Kalì fosse stata con lui lo avrebbe sicuramente seguito. Si sentì sollevato per averla costretta ad andare a Mediana, là non avrebbe rischiato così tanto la vita.

Si fermò dietro una colonna molto vicina ad Alexander, si guardò alle spalle per essere sicuro che Psiche non si fosse accorta di nulla e... dovette tapparsi il naso per il fetore emanato da quell'enorme massa nera che aveva dinanzi.

Origine puzzava di marcio e decomposizione, le sue fauci erano enormi denti neri scintillanti, sulla sua schiena scoppiavano bolle scure, che quando si rompevano emettevano un suono simile a un lamento. Faceva rabbrividire anche solo guardarlo.

Davanti a lui Alexander combatteva stremato. Patrick lo aiutava con potenti magie, ma l'attacco serrato del nemico lo stava mettendo a dura prova.

Origine toccò Alexander con un tentacolo fatto di tenebra. Lo sfiorò appena ma bastò per lasciargli una cicatrice profonda e nera sul braccio e i suoi occhi si ricoprirono di una patina grigiastra. Patrick lo afferrò prima che potesse crollare, gli fece alzare la testa e lo guardò duramente. - Non lasciarti andare. È il suo potere, è così che invade i mondi. Toglie la speranza e la voglia di vivere. Non devi cascarci, resta con me, Drei. -

Alexander lo allontanò con stizza e si penetrò il petto con gli artigli. Strinse i denti e gli occhi tornarono neri. Quel dolore lo aiutò a uscire dall'oblio. Era stato tremendo non avere speranza. Tutto era dolore e insofferenza.
Non c'era tempo da perdere, passò all'attacco e formò una sfera grande quanto Origine tra le mani. Era azzurra, circondata da spire violacee e nere.
Alzò la testa pronto a mirare e si fermò, accorgendosi di Milacre che si sbracciava per attirare la sua attenzione. Quello fu l'errore più grande che potesse commettere: la Minaccia Primordiale colse quello sguardo rivolto altrove e senza neanche sforzarsi allungò i tentacoli verso l'ex druido.

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