Merlino si chinò a terra, aveva con sè un bastone di legno scuro, liscio, con un grosso nodo sulla cima. Con la punta del bastone iniziò a scrivere le rune, per aprire la dimensione infernale in cui era caduto Milacre.
Roxen osservò tutto con attenzione e incrociò le braccia sul petto, mente il cuore batteva all'impazzata. Per un attimo le sfiorò l'idea di mettersi in contatto con Alexander attraverso il marchio. Stava per fare un viaggio in una dimensione demoniaca da cui non era sicura di poter far ritorno tanto facilmente. Aprì lentamente il palmo della mano e con titubanza lo posò sul collo, all'altezza dei fori, dove si delineava la rosa: aveva bisogno di lui e del suo coraggio, del suo fare protettivo.
Chiuse gli occhi lasciandosi andare a quel calore che l'avvolgeva da dentro e per un attimo sentì le braccia di Alexander attorno alle sue...
Eros, però, la riportò bruscamente alla realtà chiamandola e indicandole il portale aperto sul prato davanti a lei.
Il vortice si agitava sotto i loro occhi: era una spirale nera che risucchiava qualsiasi cosa avesse attorno. Merlino era in piedi di fronte a Roxen che attendeva un suo cenno. - Devo avvisarti di una cosa - le disse serio - i nostri poteri non funzionano in altre dimensioni, solo Eros sarà in grado di usarli. -
Roxen si voltò verso il ragazzo - Ci affidiamo a te, non deluderci. - Gli sorrise tirata, non riusciva proprio a calmarsi. Posò ansiosa gli occhi sul Grande Mago - Come torneremo indietro se non possiamo usare la magia? -
Eros si fece avanti scambiando un'occhiata complice con Merlino - Ci penso io, non preoccuparti. -
Roxen si strinse nuovamente le braccia attorno al corpo e annuì. - Va bene, allora andiamo. - Un piccolo sentore di pentimento le fece stringere le labbra, ma ormai non poteva più tirarsi indietro.
Eros le prese la mano, incrociando le dita con le sue e la tenne ben stretta, in modo che non potesse divincolarsi, anche se ormai si stava rassegnando.
Al cenno di Merlino saltarono tutti e tre all'interno del vortice e fu terribile: furono accolti dal gelo feroce, che sferzava la pelle tagliandola sottilmente. Attorno a loro il vuoto. Sprofondavano senza mai toccare il fondo.
Roxen aveva battiti accelerati, tanto da farle mancare il respiro. Provava paura e disperazione. Le ferite sulla pelle iniziarono a bruciarle e aveva così freddo da sentire più gli arti. Avrebbe voluto urlare, ma dalla bocca non uscì alcun suono. Un repentino quanto stordente calore la inondò, facendole sanguinare i tagli provocati dal freddo. Desiderò piangere, venendo punta dall'angoscia che le trafiggeva il cuore.
Atterrò, finalmente, con un tonfo sordo. Il suo viso era schiacciato contro il terreno e riuscì a liberare tutte le lacrime che quella disperazione le aveva fatto trattenere. Tutto il corpo era un ammasso dolorante di carne e faticava a interagire coi suoi muscoli: il cervello provò a inviare input ai suoi arti, ma questi non risposero. Percepiva la mano di Eros ancora incrociata alla sua, ma non riusciva a vedere il ragazzo. Come diamine avrebbero fatto a salvare Milacre se erano in quelle condizioni?
***
Alexander si bloccò a metà strada tra il tavolo che aveva alle sue spalle e la teca che aveva davanti. Avvertì una strana fitta al cuore e provò l'impulso di stringersi il petto. Tossì come se stesse soffocando, sentendo i polmoni schiacciati.
Sara corse immediatamente al suo fianco: era pallido e tremava. - Alex, che succede? -
Alexander si appoggiò al braccio della ragazza, mentre si afferrava la maglietta all'altezza del cuore. I marchi si illuminarono: era Roxen, ed era in pericolo.
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Prophecy - Sapphire [Completa]
VampierSecondo libro della Saga Prophecy. Abbiamo lasciato tutti i membri della squadra in partenza, ognuno con il cuore colmo di dolore per la morte di un caro amico. Le loro vicissitudini non sono però terminate: ostacoli imprevisti, pietre da ritrovare...
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