54. Inatteso

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Demian stava davanti alla porta della stanza di Christian. Era immobile ad ascoltare il suono del sax diffondersi per il corridoio.  Gli sembrò una melodia tormentata e piena di passione. Voleva entrare in quella stanza e chiarire ogni cosa con Christian. Basta fuggire. Era come prendersi in giro a vicenda. Quante volte si erano letti nel pensiero? Quante volte le emozioni di Christian erano state così intense da stordirlo? 

Deciso a porre fine a qualsiasi titubanza, aprì la porta e la figura sensuale di Christian che suonava il sax, lo bloccò sulla soglia, con le parole e il coraggio che si strozzarono sulla bocca.

Christian si fermò e lo guardò. Demian sussultò: i suoi occhi sembravano quelli di un felino affamato. 

Il vampiro dovette accorgersene, perchè si girò subito per mettere a posto il sax nella custodia. Demian non lo aveva mai visto così. Era stato qualcosa di spaventosamente eccitante.

- Dem - si sentì chiamare.

No, il coraggio era completamente svanito. Sentì le gambe muoversi da sole verso l'armadio. Il corpo gli stava chiedendo di scappare. Si chinò alla ricerca della sua tuta speciale, quella che resisteva alla super velocità di cui era dotato. Prima che Christian lo chiamasse di nuovo si rialzò con la tuta in mano e lo guardò raggiante.

- Vieni a fare una corsetta con me? Ho bisogno di scaricare un po' di tensione. -

- No, va pure! Lo sai che non amo l'attività fisica, specie se si tratta delle tue "corsette"... farai un giro intorno al mondo come sempre? -

Demian tirò un sospiro di sollievo. Pur sentendo gli occhi di Christian puntati addosso, finse di non essere agitato e canticchiando scioccamente si infilò la tuta. 

- Dem, al tuo ritorno vorrei parlarti. -

Demian si irrigidì. - Certo! -

- Buona corsa. - Christian lasciò la stanza e Demian si ritrovò con la fronte imperlata di sudore ancora prima di correre.

                                                                                         ***

Milacre aveva insistito perchè Kalì restasse a riposare a letto, ma la sua caparbia compagna si era affrettata per raggiungere Roxen al Castello e sapere da lei il famigerato segreto di Eros. Milacre aveva protestato senza successo e come risultato aveva ottenuto di ritrovarsi nei corridoi del maniero, brontolando e sorreggendo una bottiglia di vino demoniaco.

- Ragazzi? Ma che ci fate qua? - Roxen era appena sbucata da un angolo del corridoio.

Kalì le corse incontro e si aggrappò al suo braccio, per farsi accarezzare. Milacre storse il naso infastidito, sembrava che sua moglie adorasse Roxen più di quanto adorasse lui e questo lo indisponeva. Kalì era preziosa, la amava sinceramente e l'avrebbe protetta con tutto se stesso. Se avesse potuto l'avrebbe sottratta a quella guerra, imponendole di restare nella dimensione di Hayek*, ma lei non glielo avrebbe mai perdonato.

Guardò Kalì scodinzolare sinuosa accanto a Roxen e gli sembrò così ingenua, così bisognosa di protezione che gli si strinse il cuore. 

Milacre sapeva che Kalì era stata venduta in tenera età a un demone guerriero, che questo l'aveva addestrata a uccidere chiunque le si fosse parato davanti a un suo schiocco di dita. In seguito era poi entrate nelle grazie di Re Jujus e quello che aveva dovuto fare per quel pazzo aveva quasi del grottesco. Nonostante ciò, lei era riuscita a preservare un animo infantile. Era proprio grazie alla duplice natura di Kalì che lei era riuscita ad accettare Milacre, facendogli trovare finalmente la pace cercata in ogni luogo e in ogni animo. 

Prophecy - Sapphire [Completa]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora