40. Antidoto alla cocciutaggine

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Sara passeggiava avanti e indietro per la Congrega di Soriana. Samuel e Christian la fissavano cercando di calmarla: era rimasta disgustata dalla richiesta, quasi forzata, di Riscke riguardo il ricevimento.

In quell'occasione ci sarebbe stato sicuramente un ballo, Mirijana adorava quelle manifestazioni così sfarzose e Sara conosceva bene il tipo di feste che organizzava quella donna. Come era ben intuibile dal suo modo di vestire e dallo stile d'arredamento della sua Petite Versailles, non si sarebbe lasciata sfuggire l'occasione di dare un bel ballo in stile "Maria Antonietta".

- No! Non ci posso credere! È tutta una trappola, sicuramente... che cos'ho fatto? Perché ho accettato? - si lamentava stringendosi il labbro inferiore tra il pollice e l'indice, come una bambina che cerca di trattenersi dal fare il broncio.

- Non avevi scelta, Sara. Riscke ha detto chiaramente che lo avrebbe fatto lo stesso. - Cercò di confortarla Algidea.

Sara la guardò per un attimo fermandosi al centro della stanza, s'incupì e passò lo sguardo da Algidea a Soriana, che stava ancora seduta immobile sulla sua sedia, dietro la tavola.

- Si può sapere perché voi due non siete intervenute? -

Algidea scoccò un'occhiata eloquente a Soriana che con fatica si alzò dalla sedia, posò una mano rugosa sul tavolo e zoppicò seria verso Sara. Sospirò, come se parlare le costasse molta fatica.

- In occasione del ricevimento Riscke potrebbe essere il vostro asso nella manica. Manterrà la parola data. Più di questo non posso dirvi e poi... come Algidea ben sa, quel demone è diverso da tutti gli altri... attraversa le dimensioni senza l'uso di portali, può manipolare la materia a suo piacimento... insomma è pericoloso e scaltro. Non il solito cavernicolo che vuole solo menar le mani per aria. -

Algidea si sentì in dovere di confortare Sara, forse per i suoi vissuti con Riscke, pensò la vampira. - Sta' tranquilla, stava scherzando riguardo al ballo. Probabilmente sarà così impegnato ad attuare il suo piano che non ricorderà di avertelo chiesto. Voi comunque stategli lontano, non affrontatelo da soli, fate in modo che Xander e Roxen siano con voi. Senza offesa, ma dei comuni vampiri non possono molto contro di lui. -

Sara notò subito il risentimento di Samuel a quelle parole, ma doveva ammettere che nonostante la durezza con cui erano state dette, erano assolutamente veritiere. Con dolcezza invitò l'amico e il fratello a tornare a Bran, nella speranza che Roxen potesse arrivare prima di Alexander. Fortunatamente Algidea decise di aiutarli e di teletrasportarli al Castello, evitandogli un altro viaggio in aereo, anche se non mancò di punzecchiarli.

- Possibile che voi vampiri detestiate così tanto volare in aereo? -

La domanda rimase sospesa nell'aria, perchè in un batter di ciglia i tre furono a Bran.

***

Demian dormiva e Alexander lo fissò incredulo, credendo che lo stesse prendendo in giro, ma quando lo sentì russare, capì che faceva sul serio.

Alexander si guardò attorno, non c'era molto spazio per due persone là dentro e il senso di claustrofobia che gli dava l'ambiente gli ricordò il dolore che gli causava Mirijana separando i fili. Come diamine ha fatto quella pazza a procurarsi i fili dalle Parche? Possibile che la Sacerdotessa Milene non se ne sia accorta e non ci abbia avvisati? Mettere a repentaglio così la nostra vita.

- Xander taci - si lamentò improvvisamente Demian - mi arrivano i tuoi pensieri - si girò dandogli le spalle e mettendosi, inutilmente, il cuscino sulla testa.

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