20. Andare

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Milacre aveva deciso di ospitarli per un paio di giorni, per dimostrargli che stava bene e che era riuscito a rivoluzionare la dimensione Infernale, grazie alla sua collaborazione con Kalì e ai nuovi poteri di demone.

Lui e la donna demone avevano lavorato per mesi, fingendosi fedelissimi seguaci di Re Jujus, ma insieme ad altri ribelli, arruolati negli anni da Kalì stessa, si occupavano di organizzare un vero e proprio colpo di stato. Non tutti i demoni presenti in quella dimensione godevano nel torturare o vedere torturati i prigionieri. In realtà molti degli abitanti di quella dimensione erano viaggiatori incauti, finiti là per caso o spinti da nemici, che volevano liberarsi di loro. La dimensione infernale di Jujus era stata resa infernale proprio da lui, coi suoi atti efferati e il suo gusto perverso per il sadismo.

Con l'arrivo di Milacre, Kalì aveva visto l'opportunità di rovesciare il potere di Jujus una volta per tutte, così attraverso riunioni segrete e l'uccisione dei servitori più devoti al Re erano riusciti a fargli terra bruciata attorno. Una volta rimasto solo, Jujus aveva cercato di scappare, ma grazie ad alcuni poteri da Druido che Milacre era riuscito a preservare, fu fatto prigioniero e privato dai poteri demoniaci, rendendolo innocuo.

Kalì, Milacre e i loro amici rivoluzionari iniziarono a rendere la dimensione Infernale, un po' meno infernale e più vivibile per tutti, anche se, dopo anni, erano ancora costretti a sopprimere piccole sovversioni di chi adorava il modo di governare, basato sulla sofferenza, di Re Jujus.

Il palazzo di Milacre si stagliava su una duna del deserto e si affacciava sulla cittadina dalle case di terracotta, dominandola dall'alto. Molto simile allo stile arabeggiante, aveva torri dalle cupole dorate e finestre formate semicerchi e colonne. Si respirava un'aria umida che sapeva di deserto e di sole scottante.

Quando Roxen, Eros e Merlino misero piede all'interno del palazzo, videro diversi demoni accogliere Milacre con un inchino e altri con un saluto militare.

Roxen si guardò attorno meravigliata: non aveva idea che le dimensioni infernali potessero essere così sontuose. Eros e Merlino, invece, non sembravano stupefatti, quasi fossero abituati a simili meraviglie. Annuivano compiaciuti mentre Milacre illustrava loro le varie parti del palazzo, come fossero a una visita guidata in un museo. Roxen li trovò assurdi.

Dopo l'escursione dettagliata voluta da un pomposo, quanto orgoglioso Milacre, i tre giunsero infine nella sala dai damaschi blu e oro, dove l'ex druido era stato trasformato in demone, e lì al centro della stanza stava seduta Kalì, aspettando con impazienza che il suo sposo tornasse.

Quando la porta si era aperta la donna aveva sussultato entusiasta, per poi correre tra le braccia di Milacre e baciarlo con estrema passione.

Roxen roteò gli occhi al cielo imbarazzata, poi tossicchiò attirando la loro l'attenzione.

Kalì si staccò da Milacre lasciandogli prendere fiato, puntò il suo sguardo felino su di lei squadrandola per una manciata di secondi, finché Kalì non le si avvicinò. La raggiunse muovendosi sinuosa: le girò attorno e le carezzò i capelli con cupidigia. Si fermò accanto a lei posandole un braccio attorno alle spalle, mentre con le dita dell'altra mano le sfiorò il mento alzandoglielo.

Roxen rabbrividì: quella donna demone era inopportuna. Non le piaceva il contatto fisico con gli sconosciuti e per di più, Kalì sembrava una priva di decenza, abituata ad agire secondo quello che le saltava in testa, senza filtri.

La donna demone continuò a dedicarle attenzioni un po' troppo intime per i suoi gusti, stava per diventare molto scortese quando la sentì declamare complimenti rivolti a lei, tutta concitata. - Mi piace! È molto bella, è il mio dono di nozze, Mil? -

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