Sara sembrò non aver capito le parole di Alexander. I suoi occhi dorati erano spalancati in una smorfia mista tra stupore e orrore. Un ciuffo di capelli biondi le cadde davanti agli occhi e se lo tolse stizzita, in attesa di spiegazioni.
Samuel li guardava sconcertati, con una vena che gli pulsava vistosamente sulla tempia.
Mirijana si accorse degli sguardi sgomenti che le stavano lanciando e, soddisfatta, si strinse al braccio di Alexander ridendo divertita delle loro facce.
- Cosa gli hai fatto? - Sara scattò con le mani in avanti, come volesse cavarle gli occhi.
Mirijana inclinò la testa e alzò le sopracciglia con fare altezzoso, poi si spostò appena per guardare in faccia Alexander, che tentava palesemente di nascondere la sua angoscia sotto quella maschera di serenità. Gli carezzò il braccio, avvertendo chiaramente la pelle di lui accapponarsi sotto il suo tocco.
- Io non gli ho fatto proprio niente, vero Alexandrei? - Sbatté le lunga ciglia argentate civettando con lui sfacciatamente.
- Io penso che voi abbiate giocato sporco, invece - Il volto di Samuel sembrava essere una maschera di rabbia, le sue mani continuavano a tremare, era abbastanza chiaro che fremesse dalla voglia di sbatterla fuori dal Castello.
Mirijana finse di scandalizzarsi davanti all'accusa fattale, mentre con le unghie perforava il bicipite di Alexander, che digrignando i denti sosteneva il controllo della propria persona.
- Non mi ha fatto niente, Sara. E non ha giocato sporco, Sam. Ho trovato la mia pietra e le avevo promesso che una volta tornato dal viaggio avremmo parlato. Alla fine non avevo alcun vero motivo per rifiutare la sua proposta, quindi per il bene del Regno, prenderò in moglie lady Mirijana - concluse piatto, Alexander.
Un ruga di disapprovazione spuntò sulla fronte di Sara, che non poté fare a meno di controbattere - Non c'era nessun motivo? E i tuoi valori? E Roxen? Questi non sono motivi validi? -
Alexander fece un respiro profondo e si voltò verso Mirijana, fingendo a sua volta uno sguardo accattivante e complice, invitandola a reggergli il gioco. - Oh Mirijana rispetterà i miei valori, sa perfettamente che non rinuncerei a loro per nulla al mondo... - le strinse forte la mano per farle capire che non aveva intenzione di cedere su quelli.
Le sparì il sorriso soddisfatto e divenne improvvisamente seria. Forse non tutto sarebbe andato secondo i suoi piani.
- Roxen è la mia alleata e tale resterà - Alexander concluse la frase fissando Sara e facendole capire che non doveva andare oltre.
Mirijana tornò a sfoderare la sua espressione da signora per bene e inchinandosi chiese ai tre vampiri di lasciarla sola con il suo futuro marito - Sapete ci sono alcune cose che una coppia deve discutere in privato. - Sorrise beffarda, prendendosi chiaramente gioco di loro.
Samuel la fissò truce e se uno sguardo avesse potuto uccidere, lei sarebbe morta in quell'istante. Lo vide cercare conferme nell'amico che lei aveva alla sua mercé, ma Alexander non cedette.
Prima di abbandonare la sala del Trono assieme a Sara e Christian, Samuel si fermò, puntando un dito minaccioso contro di lei. - Se scopro che lo avete circuito, ricattato o controllato mentalmente per farlo cedere, sappiate che dovrete trovare un buon nascondiglio, perchè io vi troverò e vi spellerò viva. -
Quelle parole le suonarono come una nefasta promessa e le gambe le cedettero per un istante, ma si riprese subito, affondando gli artigli nel braccio di Alexander, che aveva un viso parecchio affaticato.
- Quell'impudente! - ringhiò Mirijana - Voi non dovrete permettergli mai più di rivolgersi a me in quel modo, sono stata chiara? - sbottò, battendo i piedi a terra come una bambina capricciosa.
Alexander l'afferrò per un braccio, sovrastandola con la sua altezza e minacciandola con lo sguardo - Senti... forse è il caso che mi spieghi per bene... - strinse ancora di più la presa - tu non mi darai ordini e non mi intralcerai con la missione e... NON MINACCERAI I MIEI AMICI! -
Mirijana indietreggiò leggermente spaventata dall'espressione furibonda di Alexander: aveva notato i suoi canini allungarsi pericolosamente e le sue iridi diventare per un attimo rosse. Credeva che il sigillo tenesse a bada il Principe delle Tenebre, ma quegli vermigli non lasciavano scampo.
Dopo qualche secondo di instabilità scosse le spalle e riprese il controllo della situazione, sfoderando nuovamente i tre fili rossi. Sorridendo si portò indietro i lunghi capelli argentati e con un sorriso sghembo gli sventolò davanti la sua vita. - Io ti avverto, invece, che se dirai qualcosa ai tuoi amici, anche solo il minimo accenno a questi tre splendidi e importanti fili, io taglierò quello della tua preziosa strega. E tu non vuoi che lei si faccia male, giusto? - Glieli passò sul viso, solleticandolo.
Alexander scostò la sua mano infastidito, serrando la mascella. Inspirò a fondo ritraendosi dal suo tocco freddo. Lo nauseava e se ne rendeva conto, ma a lei non importava il suo intento era un altro e vi stava arrivando con una tale facilità da sorprendersi di se stessa.
- Va bene - le disse a denti stretti.
Mirijana gli passò una mano nei capelli, per poi afferrargliene una ciocca e tirare forte, costringendolo a inclinare la testa - Bravo il mio maritino! -
Alexander la spinse via sbattendola contro una delle sedie che circondavano la tavola.
- Perchè vuoi a tutti i costi che io ti sposi? Se sei arrivata a rubare alle Parche, c'è dell'altro sotto! -
Mirijana infilò immediatamente i tre fili nella sua pochette e veloce si diresse verso l'uscita della sala. - Io voglio solo il controllo sul Regno. - dichiarò, con sguardo glaciale.
- Non lo avrai - affermò sicuro Alexander.
- Staremo a vedere. - Mirijana aprì la porta e uscì.
***
Rimasto solo, Alexander si guardò il palmo della mano destra percorrendo con le dita il marchio del Sangue di Rosa. In quel momento, più che in qualunque altro, sentì di non voler interrompere il legame che aveva con Roxen. Anche se dall'attimo in cui aveva accettato la proposta, il loro sarebbe stato solo un legame platonico. Meglio platonico che inesistente, no? Non voleva morire senza di lei, non avrebbe potuto scegliere compagna migliore con cui finire la propria esistenza.
In quel momento si guardò attorno: passò dalla tavola al centro della sala, alle tende di velluto rosso e oro e infine caddero sul trono di legno intarsiato. Si sentiva vuoto, umiliato e schiacciato da un peso che non era in grado di sopportare.
La rabbia e la frustrazione iniziarono a dilagare nel suo corpo. Esplose. Prese una sedia e la scaraventò contro una finestra, rompendola. Ne prese un'altra e si lanciò con essa contro il trono. Frantumò un piede della sedia e scheggiò il trono. Si accanì ancora e saltò via lo schienale della seduta regale, mentre la sedia si spezzò completamente, scoppiando in una pioggia di schegge.
Alexander urlò, si batté i pugni sul petto e si passò le mani sul viso angosciato. Non sapeva cosa fare. In quell'occasione non sapeva proprio come agire. Avrebbe voluto disperatamente chiedere aiuto a Vlacu, ai suoi amici, ma se lo avesse fatto Roxen sarebbe morta e non voleva assolutamente che ciò accadesse.
Andò verso il tavolo, posò i palmi sotto di esso e con tutta la collera che aveva in corpo lo sollevò, rivoltandolo e colpendo i lampadari di cristallo, che si frantumarono in mille pezzi.
La luce si spense e rimase la buio. Lui e la sua ira infinita. Sdraiato sul pavimento gelido della sala, con l'aria fredda di una sera di febbraio che gli schiaffeggiava il volto, mentre soffocava grida e singhiozzi, mordendosi le dita.
Angolo Autrice
Buona Pasqua cari lettori e Buona Pasquetta per domani!
Spero abbiate passato e passerete queste giornate in serenità!
Io sono stata via ed ho raccolto un sacco di materiale per descrivere posti incantati, la realtà a volte è meglio della fantasia!
Ciao a tutti e a presto!
Commentate e votate se volete!
Anna
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Prophecy - Sapphire [Completa]
VampireSecondo libro della Saga Prophecy. Abbiamo lasciato tutti i membri della squadra in partenza, ognuno con il cuore colmo di dolore per la morte di un caro amico. Le loro vicissitudini non sono però terminate: ostacoli imprevisti, pietre da ritrovare...
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