10. Riscke

1.5K 141 190
                                        

Alexander marciò velocemente lungo il viale degli alberi rossi, seguito dagli unicorni che si guardavano attorno attenti a ogni minimo movimento. Il Vulcano sbuffava in lontananza e man mano che si avvicinavano i contorni di demoni alati che si intravedevano all'orizzonte diventavano più nitidi e definiti. Il vampiro cacciò sul fondo del suo cuore tutta la paura e il senso di solitudine che provava nell'affrontare quegli esseri senza il resto della squadra.In aggiunta alle sue frustrazioni altri mostri corazzati di pungiglioni e squame si stagliarono lungo il perimetro della grande montagna. Sembrava li stessero attendendo.

Prendendo un ampio respiro si trasformò, toccò il jewlarc* e la familiare luce blu gli avvolse la mano lasciando posto alla spada di suo padre. Gli unicorni dietro di lui scalpitarono battendo gli zoccoli a terra, pronti a scatenarsi. - Non fatevi toccare da quelli con la pelle viola. Hanno veleno sull'epidermide - li avvertì Alexander.

I demoni alati sembrarono attendere che fosse Alexander ad avvicinarsi, al contrario i mostri avanzarono lenti e minacciosi verso di loro. L'aria era densa di adrenalina e pregna di odori nauseabondi. Il famigliare puzzo di zolfo e cenere che scaturiva dal Vulcano si disperdeva costante ai piedi del monte e inondava il viale degli alberi rubino.

Oltre le truppe mostruose si poteva intravedere una serie di gabbie. Se la fortuna era dalla parte giusta, probabilmente i folletti erano solo stati fatti prigionieri.

Senza indugiare un momento di più i cavalli magici si lanciarono all'attacco contro i demoni in prima linea colpendone alcuni con gli zoccoli e infilzandone altri con i corni. Li abbattevano rapidi e nitrivano infuriati contro di essi.

Alexander corse in direzione del Vulcano brandendo la spada. Saltò sui mostri superandoli e cercò di raggiungere le gabbie alle loro spalle. Annullò la distanza in pochi veloci salti e appena vi fu davanti i demoni scesero in picchiata verso di lui.

Ghignò soddisfatto: erano caduti nella sua trappola. Alzò verso il cielo la spada e pronunciando un incantesimo di ghiaccio ne congelò una decina con un solo fendente. - Ghiaccio sovrasta, ghiaccio proteggi, ghiaccio paralizza. - I demoni caddero a terra frantumandosi in mille pezzi.

Prima che altri insorgessero all'attacco, percorse velocemente i pochi passi che lo distanziavano dalle gabbie e vide i folletti stesi inermi sul fondo. Si aggrappò alle sbarre con disperazione, spiandovi all'interno e chiamando a gran voce il suo amico Flin.

Vide sulla roccia di fronte l'ombra massiccia di qualcuno alle sue spalle. - Non possono sentirti. - Udì la voce dell'ombra profonda e cavernicola.

Alexander si voltò innervosito: davanti a lui un demone di alto livello dalla forma umana, minacciosa, la cui pelle tendeva all'arancione acceso e le spalle interamente ricoperte da tatuaggi tribali.

- Li abbiamo addormentati - continuò quello - qualcuno anche ucciso. Non si decidevano a dirci dove avessero nascosto il loro tesoro - il suo intero aspetto sembrava da cavernicolo e da gradasso, quale si mostrava, si passò la lingua all'interno della bocca come a volersi togliere qualche rimasuglio dai denti, con tanto di schiocco.

Alexander strinse la mano attorno all'elsa della spada, mentre i canini gli pungevano le labbra. Non poteva credere che Flin fosse morto, quell'ominide si stava prendendo gioco di lui, ne era certo. Stanco del suo blaterare lo attaccò ferendolo a un braccio. Il demone rise sprezzante fermando la lama della spada sulla pelle, Alexander tentò di ritrarla, ma quello la strinse ancora di più facendo avanzare il vampiro verso di sè. Alexander lasciò andare l'arma, mentre con un calcio alto colpì in faccia il demone.

Gli unicorni nel frattempo erano riusciti ad avere la meglio sui mostri, ma erano esausti. Il corno del cavallo giallo si era spezzato e questi stava soffrendo immensamente, accovacciato a terra e protetto dai suoi compagni. Alexander invocò un vortice d'acqua, approfittando della distrazione del nemico, che stava massaggiandosi la parte lesa, e soccorse gli unicorni. La grande massa di liquido azzurro si riversò sui mostri affogando i superstiti. I puledri magici galopparono, scavalcando la massa di cadaveri, fino a raggiungere il loro salvatore.

Prophecy - Sapphire [Completa]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora