Eros si coricò sul letto con un braccio sotto la testa e l'altro lungo il fianco. Si rilassò, vagando con la mente verso ricordi passati e possibilità future.
Senza accorgersene sbuffò, cacciando fuori l'aria. Un gesto di frustrazione il suo, ma diventato quasi un'abitudine, quando si metteva a pensare alle sue origini.
Ormai era giunto il momento di dire la verità: i tre prescelti si erano riuniti, due pietre erano state assimilate e quattro frammenti di Profezia ritrovati.
Nel trambusto generale non era stato in grado di parlare con Demian di Psiche. Solo Milacre, Merlino e Demian erano a conoscenza di ciò che era accaduto alla sua amata e voleva essere lui a dirlo agli altri.
Si girò verso la finestra e vide il sole sorgere, che colorò il laghetto di un bel rosa-arancio e si riflesse sulla superficie dell'acqua. Sospirò, sentendo la mancanza di una parte di sè con cui era abituato ad ammirare certi spettacoli della natura.
Ogni volta che chiudeva gli occhi la rivedeva: bella e giovane, la sua Psiche aveva affrontato tutte quelle prove per lui, per essere la sua sposa. Lui ne era perdutamente innamorato, era andato contro tutti gli dei per lei e quando infine erano riusciti a coronare il loro sogno, Origine l'aveva...
Ogni volta che ci ripensava veniva invaso dalla rabbia. Dannata Minaccia Primordiale! Tutta colpa di chi ti ha invocato! Ma gliela farò pagare! Con l'aiuto dei prescelti e Merlino ha i giorni contati!
Improvvisamente avvertì una fortissima aura d'amore che lo scrollò dal suo stato di ira. Si alzò di scatto e mettendosi a sedere alla finestra la vide: era Roxen che camminava spedita, senza guardare realmente dove mettesse i piedi, mentre la chioma rossa, ormai sfatta, le ondeggiava sulle spalle accarezzandole. Si stava tormentando le labbra, a volte s'imbronciava altre sorrideva. Il suo viso sembrava brillare di luce propria. Doveva esserle successo qualcosa di bello.
Eros sorrise nel vedere che il doppio marchio era tornato a essere bello evidente e questo voleva dire che lei e Alexander avevano fatto pace e, dal viso sognante di Roxen, forse erano andati anche oltre un semplice chiarimento.
Il dio dell'amore scese velocemente le scale e le andò incontro con finta noncuranza. In realtà non vedeva l'ora di assaporare quell'aura così intensa, intrisa d'amore. Era da tantissimo tempo che non ne sentiva una così.
Mostrò il suo sorriso da conquistatore e camminando lentamente si mise sul sentiero della strega, che si accorse di lui solo scontrandovisi.
Roxen alzò la testa di scatto, incontrando gli occhi color petrolio di Eros. - Scusa, non ti avevo visto - disse, per poi scostarsi e oltrepassarlo, ma il dio la fermò.
- Tu che chiedi scusa? Che ti è successo, Rox... qualcuno ti ha ammorbidita? - la punzecchiò.
Eros la vide avvampare e la cosa lo divertì parecchio, ma lei pareva voler mantenere la sua facciata da dura.
- Ma che cosa vai blaterando? Come se fossi un troll che si diverte a sbattere contro la gente! -
Eros non resistette oltre e l'abbracciò, cogliendola di sorpresa. La strinse a sè, beandosi di quella magnifica onda d'amore. L'aveva sempre sentita attorno a lei, come se Alexander la proteggesse anche da lontano, solo che Roxen era così cocciuta da non volerla riconoscere e la macchiava con i suoi turbamenti. Ora, però, era libera da ogni dubbio e si sprigionava come una calda mattina d'estate. Splendida.
- Sono contento per te - le sussurrò, lasciandola andare.
Appena si allontanò si beccò un bel calcio da Roxen, che come sempre non tollerava il contatto fisico altrui. E lui avrebbe dovuto ricordarlo bene!
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Prophecy - Sapphire [Completa]
VampireSecondo libro della Saga Prophecy. Abbiamo lasciato tutti i membri della squadra in partenza, ognuno con il cuore colmo di dolore per la morte di un caro amico. Le loro vicissitudini non sono però terminate: ostacoli imprevisti, pietre da ritrovare...
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