*****Angolo autrice*****
Scusate se il ritmo sarà serrato, è stato un capitolo piuttosto difficile da scrivere perché fa da passaggio a una fase in cui i nostri angioletti saranno più grandini. Ricordate che accetto pareri e consigli di ogni tipo :D. Nel capitolo successivo ci sarà una svolta molto importante. Stanno andando bene le vostre vacanze? A me una meraviglia *_* tra una settimana parto, ma per fortuna avrò abbastanza giga sul cellulare per continuare a leggere le vostre storie e pubblicare la mia. Grazie di tutti i commenti e i voti che mi lasciate, siete fantastici <3 buona lettura!
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Con il passare delle settimane e poi dei mesi, Uriel imparò a tollerare lo stress e la stanchezza molto meglio di prima, ma al contempo iniziò a nascere in lui una sorta di ansia costante. Non per se stesso, ma per me: temeva che potesse accadermi qualcosa di brutto mentre lui non c'era.
Con Abel non aveva problemi, forse perché anche lui stava crescendo più forte e resistente di com'era prima, mentre io, in confronto a loro, apparivo sempre più minuta e fragile.
Non me la sentivo di biasimarlo, in fondo chi non sarebbe entrato in paranoia verso i propri cari, vedendo persone nei guai ogni giorno? E tra tutti i suoi cari, l'unico anello debole ero io.
Per farlo stare tranquillo imparai ad evitare i ritardi, le lamentele e tutto ciò che poteva farlo stare in pensiero. L'apprensività era diventata parte integrante del suo carattere, ma col passare del tempo imparò a gestirla e a canalizzare la sua preoccupazione nel semplice aver cura di me. Ben presto quelle sue piccole attenzioni iniziarono a piacermi: si preoccupava che non mi stancassi troppo, che bevessi o che mi esponessi abbastanza al sole, e lo faceva con una dolcezza che ogni volta mi scaldava il cuore.
Si tranquillizzò definitivamente quando iniziò a sentire il bisogno d'aiuto dei suoi protetti. Questo progresso poteva dircelo, così ci raccontò tra orgoglio e sollievo che finalmente era in grado di sentire se io o Abel avevamo bisogno di lui, senza dover aspettare che fosse Raphael a riferirglielo. In più, anche se di questo non poteva farne parola, stava imparando a sentire le emozioni nostre e degli altri suoi protetti anche quando eravamo lontani. I suoi poteri aumentavano a vista d'occhio.
Qualche giorno dopo, arrivando nel bosco, lo trovammo raggiante perché aveva svolto per la prima volta uno dei suoi incarichi interamente da solo. Non poté dirci nulla, oltre al fatto che fosse un compito semplicissimo, ma a questo episodio ne seguirono altri sempre più ravvicinati nel tempo, fino a che il nostro amico non iniziò a svolgere in autonomia tutti gli incarichi più leggeri, in preparazione al momento in cui - al quinto passaggio - si sarebbe reso completamente indipendente dal suo mentore.
Purtroppo, però, non fu sempre facile come la prima volta. Con così poca esperienza, Uriel non poteva scongiurare il rischio di commettere errori, e la paura di sbagliare si fece più pressante ogni volta che faceva correre ai suoi protetti un rischio che Raphael avrebbe sicuramente saputo evitare. Tutto ciò lo stressava terribilmente, ma decise di non parlarne mai con noi per non farci preoccupare, e questo lo costrinse a diventare sempre più evasivo anche sulle questioni che prima avrebbe potuto raccontarci.
A volte gli vedevo in viso lo stesso sguardo assente di quando era crollato accanto a me, ma ormai il nostro amico non crollava più; si chiudeva semplicemente in se stesso, e in quei momenti né io e né Abel riuscivamo a raggiungerlo.
Ben presto iniziammo a preoccuparci. A volte sembrava che Uriel nemmeno si accorgesse di quanto si estraniava dalla realtà, e temevamo che tutto questo prima o poi potesse portarlo a diventare come Raphael.
Solo l'insistenza di Abel riuscì a intaccare, almeno parzialmente, quella specie di scudo: un giorno in cui mi ero intrattenuta con le mie amiche, Abel lo trovò in quello stato di chiusura e, forse proprio per la mia assenza, stavolta si permise di insistere molto più del solito.
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My Archangel
FantasyIn un mondo parallelo al nostro, simile ad un paradiso terrestre, vivono angeli dalle candide ali molto più simili agli esseri umani di quanto potremmo immaginare. Ogni angelo trascorre la sua vita in tranquillità, attendendo con ansia di poter inc...
