Non accettai immediatamente la proposta di Abel. Temevo che, se mi fossi sbagliata, l'Arcangelo Uriel avrebbe coinvolto in quella storia anche il mio amico. Alla fine lui riuscì a convincermi grazie alla sua incondizionata fiducia nel prossimo, ma non me la sentii di tornare subito indietro: passai tutto il pomeriggio e la notte a calmarmi accanto ad Abel, senza riuscire ad addormentarmi per la seconda notte consecutiva. Eppure, la mattina ero così tesa da non sentire affatto la stanchezza.
Mi addentrai nel bosco insieme ad Abel, chiedendomi solo allora, per la prima volta, se avrei trovato l'arcangelo Uriel ancora lì. Sperai con tutte le mie forze che fosse così, che quella del viaggio fosse stata solo una scusa, o non mi sarei mai perdonata se il mio addio con quel bambino - qualunque fosse il suo nome - fosse rimasto quello drammatico del giorno precedente.
Fortunatamente lo trovammo subito. Era sdraiato proprio accanto alle grandi rocce, con il braccio appoggiato sul viso per fare ombra agli occhi che ora erano arrossati per via della luce. Sembrò sentirci anche se non avevamo fatto rumore, alzandosi con una calma quasi innaturale. Mi sentivo così tesa da non riuscire a staccarmi dal braccio di Abel né tantomeno a guardarlo in viso. Eravamo ufficialmente al cospetto del fantomatico Arcangelo dell'Ovest.
«Tu sei Abel, non è vero?» lo sentii chiedere con tono pacato. «Azalee mi ha parlato spesso di te».
«Sono io. Scusami se sono venuto insieme a lei, Azalee temeva che tu fossi arrabbiato e ho pensato... che sarebbe stato meglio accompagnarla».
Mentre premevo ancora il viso sul braccio del mio amico, mi chiesi cosa sarebbe accaduto se Uriel fosse stato realmente adirato per il mio comportamento. Di sicuro avrei dovuto tentare di allontanare Abel prima che ne subisse le conseguenze anche lui e...
«Non sono arrabbiato» mi tranquillizzò, invece. «Te l'ho detto prima di togliere le bende, Azalee, ricordi?».
Parlava con me, che imbarazzo. Mi feci forte di ciò che aveva appena detto e mi costrinsi a guardare verso di lui. Stava sorridendo... L'arcangelo Uriel mi stava sorridendo, non riuscivo quasi a crederci, ma quegli occhi chiari che illuminavano il suo bel volto non lasciavano alcun dubbio.
«Mi dispiace di avertelo nascosto» mi spiegò di nuovo, capendo che non mi era entrato in testa nulla di quelle sue parole. «Avevo paura di spaventarti. Ma ricorda che a prescindere dalla tua reazione sarò sempre pronto ad aiutarti, qualunque cosa accada ora».
Mi resi conto che, a causa del panico, avevo tralasciato delle parole estremamente importanti: Uriel mi diceva che nonostante tutto sarebbe stato disposto a prendersi cura di me in quanto mio arcangelo, se mai fossi finita nei guai, e continuava a pensarlo anche dopo la mia reazione irragionevole, quando chiunque altro se ne sarebbe risentito. Abel aveva ragione, Uriel era buono. Era esattamente il bambino con cui avevo passato quelle bellissime giornate nel bosco.
Lasciai il braccio di Abel e feci qualche passo prudente nella sua direzione.
«Scusami, sono stata una stupida. Le voci che girano su di te mi avevano spaventata così tanto che ho dimenticato tutto quello che avevamo vissuto insieme. Ma gli altri sbagliano, non è vero? Eri te stesso, con me?».
Mi rispose con un bellissimo sorriso, di quelli che ormai iniziavo a conoscere bene. «E' così. Ho tentato di essere sincero finché ho potuto, per questo non volevo parlarti del mio passato. Le uniche questioni su cui ho mentito erano quelle che mi avrebbero smascherato».
Annuii. Il mio Uriah era reale, che sollievo.
«Posso avvicinarmi?» preferii chiedere.
Qualcuno aveva detto che davanti agli arcangeli si doveva chiedere il permesso esplicito per qualunque azione, altrimenti si rischiavano grossi guai. E ora... come potevo capire quali voci fossero vere e quali no?
STAI LEGGENDO
My Archangel
FantasyIn un mondo parallelo al nostro, simile ad un paradiso terrestre, vivono angeli dalle candide ali molto più simili agli esseri umani di quanto potremmo immaginare. Ogni angelo trascorre la sua vita in tranquillità, attendendo con ansia di poter inc...
