Cormac McLaggen

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Il passo successivo di McLaggen fu di andare da Harry, che incontrò nell'ufficio della McGranitt, assieme alla preside, Draco,Luna, Neville ed Hermione. Nonostante fosse uno degli Auror più bravi (dopo Harry, naturalmente), Cormac si sentì in imbarazzo davanti a tante paia d'occhi, soprattutto perché erano la sua ex-professoressa e i suoi ex- compagnia pendere dalle sue labbra; e tra le iridi colorate ce n'erano due che lomettevano particolarmente a disagio: quelle di Hermione Granger. Cormac, ai tempi della scuola, aveva avuto una cotta disperata per lei, e non era mai neanche riuscito a parlarle; ora che era quasi riuscito a dimenticarla, se la trovava davanti di nuovo e il suo cuore non voleva smettere di correre come un cavallo impazzito. Si tolse il soprabito, visto che gli sembrava che la temperatura della stanza si fosse alzata d'improvviso, diventando tuttavia rosso come un peperone quando lei gli sorrise. Era proprio come se la ricordava: quei capelli ribelli, quelle iridi color cioccolato, le sue labbra sottili e delicate...quel corpo che era sbocciato diventando quello di una donna...deglutì, ricordando quante notti aveva sognato di averla accanto, quante volte aveva sperato di poterle dormire vicino e trovarla accanto a sé al risveglio, quanta immaginazione c'era voluta per vederla fare l'amore con lui...sospirando forte, cercò di abbandonare ogni pensiero lascivo nei confronti della ragazza, anche perché c'era un certo Malfoy che lo squadrava come se volesse cruciarlo all' istante. Cormac si concentrò sulla McGranitt e cominciò a raccontare ciò che aveva visto: dall' arrivo di Malfoy, all' uccisione del preside, al risveglio dello stesso dalla morte tramite il bezoar e all' omicidio di tanti ragazzi innocenti. "Lui cerca morte e disperazione, fanno accrescere la sua forza : colpisce i mezzosangue perché sono molti di più e possono far affluire più potere nelle sue vene. Non sappiamo se è proprio Malfoy o una entità che ha preso possesso di lui, ma comunque va fermato. Se ha deciso di colpire tutte le scuole e assoggettarle adesso colpirà Salem, è lì vicino, poi andrà in Africa, Sud America...e poi ci saremo noi" disse l'Auror con un filo di voce. "Andremo a Salem allora- fece Harry-e proteggeremo quelle povere ragazze""No, Harry, il Ministro ha deciso che tu devi rimanere a proteggere Hogwarts. Andrò io con una squadra di sei Auror e proveremo a metterlo in difficoltà.Daremo la vita per sconfiggerlo..." "Senti Cormac, la vostra vita..." ""La nostra vita serve a proteggere chi ha bisogno, Harry. Anche se sembra una missione suicida, abbiamo il dovere di correre in soccorso e, se ci saranno dei caduti,saranno degli eroi." fece Cormac alzando la mano "E poi sabato abbiamo appuntamento ai Tre Manici di Scopa, ricordi?" disse Harry facendo l'occhiolino. Ad Hermione si lucidarono gli occhi, come a Luna e alla McGranitt; pensare che questi ragazzi potevano non tornare a casa era terribile e soprattutto andavano incontro alla morte consapevolmente, e senza paura.Harry si alzò e abbracciò Cormac. Non c'era bisogno di dire altro. A spezzare l'atmosfera fu Neville: "Ma se non sappiamo con chi abbiamo a che fare, come potete sconfiggerlo? Finora abbiamo visto quello che fa, ma non sappiamo chi è...andrete solo al macello...." Hermione lo guardò e il suo cervello cominciò a lavorare ad un ritmo frenetico: tutto era cominciato da quando Draco aveva risanato la bacchetta, c'era Malfoy senior che se ne andava in giro ammazzandola gente, la McGranitt era tornata dopo l'onda di energia della bacchetta di sambuco...doveva indagare cosa era successo al Manor in quel poco tempo tra l'onda di energia e le prime morti.. "Preside, mi scusi – fece Hermione- a quando risale l'assalto a Beauxbatons?" "Dieci giorni fa, Hermione." "E la giratempo mi permetterebbe di andare così indietro?" La McGranitt la guardò allargando gli occhi e capendo subito cosa voleva fare, con un pizzico di orgoglio per la sua professoressa che arrivava sempre a brillanti conclusioni. "Hermione, no. E' troppo pericoloso" "La giratempo mi permetterebbe di andare così indietro?" ripeté Hermione alzando il tono di voce. Anche gli altri presenti nella stanza cominciarono a capire cosa intendesse fare la ragazza e si scatenò un coro di proteste: la riccia alzò la mano zittendoli tutti. "La giratempo mi permetterebbe di tornare così indietro?" La McGranitt sospirò. Era proprio cocciuta. "Si, Hermione, a patto che costruiamo un legame con il presente e torniate subito qui una volta risolto il mistero." Disse la preside, ormai sconfitta. "Bene – fece lei tendendo la mano – facciamolo subito" "Non è così semplice Hermione- fece Draco- se ho capito bene vuoi andare al Manor per vedere cosa è successo a mio padre" Lei si girò e lo guardò con gli occhi limpidi di chi non aveva segreti. "Devo accompagnarti allora. Il Manor è pieno di trappole e passaggi segreti...ti perderesti senza risolvere nulla." "Oh, Draco, faresti questo per me?" "Non solo per te, ma per tutto il mondo magico." Lei gli sorrise e la McGranitt sospirò di nuovo. Quei due erano così teneri! "Ragazzi, ragazzi, voi mi farete morire prima del tempo." Disse e alzandosi si diresse verso un cofanetto vicino alla finestra, tirando fuori la giratempo, consegnandola poi ad Hermione. "Ho bisogno di un giorno per preparare tutto e, Harry, ho bisogno di una mano da parte tua." "Bene, preside. La riunione al momento è conclusa. Prepariamoci tutti quanti" fece Harry.

I ragazzi uscirono dalla porta dello studio e si stavano avviando verso le rispettive aule quando Cormac chiamò Hermione. Draco e la riccia si voltarono. "Vai, Draco, non preoccuparti per me, comincia i preparativi" Appena il biondo si fu allontanato, Cormac si avvicinò ad Hermione; si vedeva che stava sulle spine. "Ciao" "Ciao Cormac" "Hermione, io non so che situazione tu abbia adesso, sono quindici anni che non ci vediamo" Hermione aprì la bocca per parlare ma lui la precedette " Ma prima di andarmene volevo che tu sapessi che sono sempre stato innamorato di te, dal primo giorno che ti ho vista su quel treno, e che sono stato sempre un coglione perché non te l'ho mai detto. Ho sempre immaginato come sarebbe stato averti al mio fianco, ma ero troppo codardo per dirtelo. E ora che so che forse non tornerò..." improvvisamente le prese il viso tra le mani e la baciò, un bacio che sapeva di amore, di disperazione. Con la lingua entrò nella bocca di lei e la costrinse ad una lunga battaglia: troppo sconvolta per reagire, Hermione si lasciò andare a quel bacio, consapevole che per lui poteva essere l'ultimo, afferrandogli la nuca con una mano. Dopo un tempo che le parve interminabile, Cormac si staccò e la guardò: era bellissima come sempre, con le guance arrossate ed un leggero fiatone, causati da lui questa volta. Ma a lui bastava così. Si allontanò di un passo e dopo averla guardata di nuovo ed essersela impressa bene nella mente, le mormorò:" Morituro te salutat" si girò e scappò via. Hermione rimase lì alcuni istanti, toccandosi le labbra con la punta delle dita, guardandolo fuggire e quando si girò, incrociò due occhi color tempesta che mandavano lampi di collera. Rimase paralizzata. Abbassò la testa. Draco si girò e se ne andò. Il primo istinto di Hermione fu quello di corrergli dietro, ma non lo fece. Se Draco aveva assistito alla confessione del ragazzo, avrebbe capito da solo cosa era successo, aveva solo bisogno di riflettere. Con passo stanco si avviò verso l'aula, ormai vuota, mentre gli ultimi ragazzini uscivano dalle stanze per andare a prendere le carrozze che li avrebbero portati al treno.

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