Hermione uscì dalla biblioteca con il sorriso ancora sulle labbra, stupendosi del pensiero elaborato dal suo cervello. La guerra era finita da quindici anni ormai, i sopravvissuti erano cambiati, le priorità erano state stravolte. Avrebbe dato una possibilità a Draco. Andò nel salone principale, convinta di trovare Narcissa, invece erano inviati del Ministero. Si rabbuiò e pensò che erano venuti a portarglielo via. "Rettore Granger" la salutò un uomo sulla cinquantina. "Rettore Granger" fece la sua assistente, molto giovane. Lei li salutò con un cenno del capo. "Siamo qui per avvisarvi. Sono stati notati dei movimenti e delle concentrazioni di magia oscura che si stanno dirigendo verso questa scuola, ma per adesso non sappiamo l'intensità e la gravità dei fatti. Teniamoci in contatto. Se assiste a qualcosa di strano ci comunichi l'accaduto immediatamente." "Senza dubbio." Fece risoluta lei. I due si smaterializzarono, mentre Hermione risaliva le scale, sperando che la vacanza di Madame Hook finisse in fretta. Ci voleva anche il Ministero a ficcare il naso! "Hermione - fece Luna spuntando da chissà dove - Ti stanno aspettando nello studio." "Grazie Luna" Appena aprì la porta dello studio, le sue labbra si incurvarono in un sorriso. "Narcissa carissima." "Hermione, cara." Le due donne si abbracciarono "Ti ho preparato un piccolo appartamento, certo qui è una scuola, niente rispetto al lusso a cui sei abituata" "Hermione, cerco solo un po' di pace." Disse Narcissa in tono stanco. La riccia batté le mani e un elfo arrivò subito. "Comandi preside" "Merry, porta per favore la signora Narcissa alle sue stanze e assicurati di aver cura dei suoi bisogni" poi rivolgendosi alla sua ospite "Narcissa, scegli liberamente se unirti a noi. Inutile dire che saremmo felici di averti a cena." "Certo, Hermione, ti farò sapere" fece la donna seguendo l'elfo. Hermione si sedette e pensò a Draco. Di nuovo. A come l'aveva fatta soffrire, a come l'aveva umiliata; poi a come nel mezzo della guerra magica aveva trovato il coraggio di salvare Harry e di schierarsi a modo suo dalla parte giusta. Anche se suo padre era come un avvoltoio che si nutriva della sua ingenuità. Oggi era una persona diversa, tollerante, aveva dimenticato le sciocchezze sul sangue, pronto a vivere senza condizionamenti. Le piaceva quel nuovo Draco, da quando era arrivato aveva cominciato ad avvicinarla pian piano, incerto, come un adolescente alla sua prima cotta. Sorrise. Se non avesse avuto in testa il ricordo di tutte le lacrime versate a causa sua, avrebbe potuto pensare che fosse tenero e dolce. Anche nella situazione ideale la sera prima non aveva ceduto, nonostante lei avesse mandato chiari segnali e lui fosse piuttosto turbato. Un gentleman. Si alzò e andò a prepararsi per la cena.
Draco dalla biblioteca era andato nelle sue stanze, anche se "accidentalmente" era passato dal salone d'ingresso, dove aveva visto e sentito Hermione parlare con due emissari del ministero: questa cosa lo stava preoccupando molto. I sogni di Ginny, le ombre oscure in movimento, i suoi incubi, la bacchetta che invadeva a sua mente...non sapeva se confidarsi con qualcuno. Ma qualcuno chi? Potter? Sua madre? Hermione? Chiunque fosse venuto a sapere, sarebbe stato in pericolo. Si cambiò per scendere a cena, con nuovamente quel senso di oppressione sul petto; pregò solo di non svenire davanti a tutti.
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Il bibliotecario - Dramione
FanfictionDopo 15 anni tutto nel mondo della magia è cambiato. Draco si è trovato un buon lavoro al Ministero, Harry si è sposato con Ginny, Hermione è rimasta ad Hogwarts. Ma un nuovo pericolo incombe sulle loro teste e li porterà a riunirsi di nuovo per sal...
