34.

248 11 16
                                    

"Il presentimento è una lettera anonima allarmante che inviamo segretamente a noi stessi."
— Angelo Frattini.

"— Angelo Frattini

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.



34.

M a d d i e


Dal momento in cui ho messo piede nella camera di Austin, nel primo pomeriggio di un sabato piuttosto autunnale, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto rispecchi la stanza di un ragazzo; le pareti sono dipinte di una tinta leggermente più scura rispetto a quella dei dormitori delle ragazze. Gli arredi sono di un legno più scuro, così come la moquette distesa sul pavimento. Ma oltre a questi dettagli, si intuisce che sia di un ragazzo per il semplice fatto del disordine: nulla in questa stanza sembra messa al posto giusto.

Arriccio il naso mentre avanzo nel centro della stanza con un passo, non appena calcio sbadatamente un paio di boxer grigi lasciati malamente sul pavimento. Immediatamente diventi paonazza, non sapendo bene come comportarmi mentre Haley, al mio fianco, sghignazza divertita. L'attenzione del biondo viene a spostarsi su di noi, guardandoci con un sopracciglio alzato.

Piuttosto in imbarazzo, indico leggermente il punto colpito dalla punta delle mie Converse, tirando velocemente via lo sguardo subito dopo che gli occhi marroni di Austin si posano sui boxer. Si alza velocemente, tirando la maglietta per liberarla dalle pieghe, prima di affrettarsi a raccogliere da terra l'oggetto della mia persa sanità mentale. Mi sorride, scusandosi con lo sguardo, prima di correre alla volta del bagno; la mora al mio fianco, in tutto ciò, ha continuato a ridere senza dare per nulla un peso al nostro teatrino.

«Che cosa abbiamo da studiare?» domanda il biondo, uscendo dalla porta del bagno con il viso piuttosto rilassato; la maglietta bianca leggermente sgualcita, il pantalone griglia della tuta e gli occhi ancora socchiusi mi fanno pensare che si sia svegliato da poco. Tolgo dalle spalle lo zaino appoggiandolo in uno dei pochi punti liberi del pavimento; mi affretto a tirare fuori il diario, per poi seguire la mora e sedendomi vicino a lei, già accomodata sul letto del biondo.

Mentre Austin cerca il suo quaderno ad anelli magicamente scomparso, Haley si lascia completamente andare sul letto di quest'ultimo e, senza farsi beccare dal proprietario, comincia ad annusare spudoratamente le sue lenzuola. Mi costringo a non interrompere il suo momento di estasi, mettendo a freno la lingua per non urlarle contro chiedendole che problemi l'affliggono, ma non riesco a trattenere l'occhiataccia che mi parte nei suoi confronti.

Che razza di persona sana di mente si mette ad annusare delle lenzuola?

«Eccolo!» annuncia con un tono vittorioso, alzando verso l'alto il famoso quaderno ad anelli verde. Trattengo una smorfia nel vedere un colore tremendamente troppo acceso per essere un porta appunti, e scuoto leggermente la testa quando il biondo, con fare disperato, si lascia cadere sulla sedia della scrivania. «Io non ho per niente voglia di studiare Filosofia, uccidetemi pure, ma rimarrò di quest'idea» borbotta, imitando la voce di un bambino capriccioso.

Lui è come il nero Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora