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"Il dolore è una dote per un animo puro."
J. R. R. Tolkien.

 Tolkien

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48.

M a d d i e

Rimango a fissare il ragazzo per intensi secondi finché non si decide ad aprir bocca. «Io non so niente di te, che cosa dovrei sapere?» mi domanda in modo veloce, alzando nuovamente gli occhi verso di me; rimango spiazzata dalla sua domanda mentre mi asciugo le ultime lacrime. «So solo ciò che mi hai raccontato tu Mad, non so di cosa tu stia parlando...» mormora un po' meno sicuro di prima, rimettendosi l'elastico al polso.

Lo guardo, cercando di capire se mi stia dicendo la verità oppure no, ma dai suoi occhi non riesco a percepire altro se non la freddezza che vi aleggia all'interno. Non riesco a capire che cosa gli sia preso, dato che è diventato scostante e quasi brusco. Prendo un profondo respiro e decido di incamminarmi per la strada, incurante se sia quella giusta o meno per l'Istituto; l'importante è non stare vicino a lui in questo momento, dato che sembra non abbia voglia di parlare ulteriormente. Mentre cammino velocemente non mi pongo neanche la domanda se Jona mi stia inseguendo o meno, percorro a passo svelti il marciapiede senza distogliere lo sguardo dai miei piedi.

Non so che cosa mi spinga ad allontanarmi da lui, ma la mia mente mi sta pregando di non stargli vicino in questo momento in cui non riesco a capire se mi stia mentendo e che cosa voglia; il nostro rapporto è già in bilico e abbastanza precario dato che non so cosa realmente si aspetti da me, e la probabilità che mi stia mentendo va vacillare tutto ulteriormente. Alzo di poco lo sguardo sulla strada non troppo illuminata, stringendomi un po' di più nella sua giacca che mi ricorda di essere attaccata inevitabilmente a lui.

Probabilmente non riuscirei a spezzare del tutto il nostro legame, in quanto da una parte è forte e stabile, mentre dall'altra è precario e fragile; qualcosa però mi spinge a credere che in realtà sappia delle cose in più su di me e che stia tramando altrettanto alle mie spalle. Finché però non ne avrò la certezza non potrò prendere una decisione definitiva, nonostante anche in quel caso sarebbe fin troppo difficile allontanarmi da lui; ormai sono ancorata a quel ragazzo come se fosse la mia unica forza, anche se non so ancora spiegarmi il perché.

«Dove stai andando?» lo sento urlare a squarciagola da dietro le mie spalle, mentre dei passi pesanti e sempre più vicini mi arrivano alle orecchie; aumento il passo, incapace di prendere una reale decisione sul da farsi. Nonostante la mia velocità, Jona mi prende per il braccio e mi costringe a voltarmi verso di lui nello stesso momento in cui le prime gocce cominciano a scendere giù dal cielo. «Non puoi andartene di nuovo così...» sussurra lentamente, incastrando i suoi occhi nei miei.

Scuoto leggermente la testa e abbasso gli occhi, questa volta non volendo guardare nei suoi; ho sempre pensato che Jona fosse trasparente per me, in quanto grazie alle sue iridi scure ho sempre percepito ogni singola sua sensazione, ma in realtà non ho mai capito nulla. Con un movimento veloce riesco ad evadere dalla sua stretta, lasciandolo piuttosto perplesso e lo ritrovo a guardarmi in modo triste quando rialzo gli occhi. «Perché dovrei rimanere con una persona che sa solo mentire?» mormoro indispettita, incontrando nuovamente le sue iridi.

Lui è come il nero Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora