Maddie Wilson ha visto cose di cui non doveva sapere nulla.
La ragazza fugge da una vita che tutto le ha tolto e niente le ha dato; scappa lontano dai peccati e dai segreti dei suoi genitori, gli stessi genitori che sempre avrebbero dovuto protegge...
"Ci hanno promesso che i sogni possono diventare realtà, ma hanno dimenticato di dirci che anche gli incubi sono sogni." — Oscar Wilde.
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10.
M a d d i e
Ho la vista annebbiata, senza contare che intorno a me c'è solo il buio più totale. Non riesco a vedere ad un palmo dal mio naso, e l'atmosfera che si respira qui dentro mi mette i brividi.
"Mi sembra di conoscere questo posto" penso, mentre lentamente continuo a farmi largo tra gli oggetti messi lungo questo corridoio. Se solo trovassi l'interruttore per accendere una luce.
Sento improvvisamente un lamento che mi spaventa, facendomi sobbalzare all'istante, ma decido di non farci troppo caso scuotendo la testa ripetutamente. Probabilmente è solo frutto della mia immaginazione. Trovarmi in un posto come questo non può di certo farmi bene.
Eppure ha qualcosa di familiare. Con il piede sbatto contro qualcosa che emette un rumore metallico, alquanto fastidioso. Ma è come se l'avessi già sentito. Come se avessi già provato le stesse sensazioni.
Un secondo lamento mi convince di non essere sola in questo posto. Alzando gli occhi davanti a me, noto uno spiraglio di luce entrare dall'alto di quella che penso sia una porta. Senza pensarci troppo, mi avvicino.
Capisco ben presto che è dietro questa porta la fonte da cui provengono i lamenti. Con il groppo in gola ed il respiro affannato, appoggio lentamente l'orecchio sulla porta, venendo travolta dai brividi dovuti al freddo del metallo.
Si sentono solo mugolii strozzati provenire dall'interno. Il cuore mi martella nel petto quando percepisco una strana sensazione di vuoto dentro di me. Che cosa sta succedendo? Dove mi trovo?
«Okay Mad, prendi coraggio» sussurro a me stessa chiudendo per qualche istante gli occhi. Non posso starmene qui ferma a non fare niente. Dopo aver preso una massiccia dose di coraggio, mi abbasso piegando le ginocchia all'altezza della serratura.
Faccio un balzo all'indietro, mentre il mio cuore perde il battito per qualche secondo. Appoggio una mano sul petto e cerco di rallentare il respiro che sembra stia correndo una maratona.
Non ci posso credere.
Non di nuovo.
Una marea di flashback mi inondano la mente, costringendomi a premere le dita contro le tempie pulsanti.
"Non posso lasciarli di nuovo lì, non posso fare lo stesso sbaglio!" urlo dentro la mia testa, alzandomi con forza dal pavimento.