59.

243 5 3
                                    

"È così che ci vedi? Due anime sole, che riempiono un cuore?"
Archie Andrews.

"È così che ci vedi? Due anime sole, che riempiono un cuore?"— Archie Andrews

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.


59.

M a d d i e



Non so come ci ritroviamo rinchiusi in camera mia, illuminati solamente dalla poca e flebile luce che dal lampione fuori dalla finestra si imbatte sui nostri corpi dalla carnagione chiara. Mi ritrovo ad essere sovrastata dal corpo di Jona che con tutta la sua forza mi tiene stretta, senza mai staccare le labbra dalle mie. Lascio che le mie mani vaghino inesperte sulla sua pelle e sotto il mio tocco riesco a percepire i brividi che le mie dita stanno causando. Sorrido mentre mi morde il labbro inferiore con i denti, emettendo successivamente un verso di piacere puro che riesce a smuovere qualcosa dentro di me. Lascio che mi tiri su con le braccia e allaccio le gambe sulla sua vita senza mai staccarmi dalle sue labbra e senza mai aprire gli occhi.

Li riapro solo nell'istante in cui il mio corpo si lascia sprofondare nella morbidezza del materasso e quando non sento più il sapore delle sue labbra sulle mie. Li riapro per ritrovare il ragazzo a contemplare il mio viso arrossato e tremendamente accaldato. Riesco a prendergli la mano per stringerla nella mia e in quel momento, dove mi sorride, penso di aver trovato finalmente il mio scorcio di luce nel buio, la mia piccola percentuale di felicità.

«Voglio riuscire ad amarti in tutti i modi possibili» sussurra in modo impercettibile, ma le mie orecchie riescono a catturare quel silenzioso desiderio che mi fa muovere in tutte le direzioni, non facendomi stare ferma. Lascio che le sue labbra si approprino nuovamente delle mie e che le sue mani vaghino desiderose sotto il vestito, sfiorandomi dolcemente le gambe, il ventre, il petto.

Nonostante tutto, mi sento sicura.
Nonostante tutto, mi sento amata.

Ad ogni tocco che Jona esercita su di me mi sento sempre meglio. Sento come se finalmente tutto fosse andato nell'ordine giusto, come se i tasselli della mia vista avessero finalmente trovato il proprio posto. Con un veloce movimento riesco a strappare la camicia nera che ancora teneva il suo corpo nascosto ai miei occhi; rimango immobile a fissare i suoi tatuaggi, le sue cicatrici, tutti i suoi segni nascosti dove vi traccio la traiettoria con i polpastrelli, cercando di assorbire il più possibile le informazioni che esse trasmettono. Mi si ferma il fiato in gola quando il corvino alza di poco il mio vestito, lasciando vedere l'intimo spuntare al di sotto della stoffa.

Non cerco di coprirmi, non cerco di nascondermi. L'unica cosa che faccio è cercare i suoi occhi perché sono l'unica cosa che riesce davvero a tranquillizzarmi. Lascio che la loro oscurità mi avvolga e mi accolga tra le sue braccia, proprio come sta facendo lui, mentre il pantalone nero elegante viene fatto scivolare via dalle sue gambe. Non sento niente se non la gioia. Faccio scorrere le mie mani sul suo petto ben definito e non stacco gli occhi dai suoi, che mi guardano come se non ci fosse niente di più bello al Mondo.

Lui è come il nero Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora