"Vuoi dirmi dove stiamo andando?" tento per l'ennesima volta di estorcere una minima informazione dal ragazzo al mio fianco, alla guida della mia macchina, con un sorriso sul volto. Sono troppo emozionata.
"Mi conosci, non ti dirò nulla, è una sorpresa!" afferma Justin, ridendo, o almeno è quello che sembra. Sono bendata, e questo mi fa pensare a quella serata indimenticabile di anni fa, che sembra ripetersi come un deja-vu, un bellissimo deja-vu. "Ci stiamo mettendo più del previsto perché in questa città c'è sempre traffico ovunque" mi spiega, mostrandomi tutta la sua indignazione su New York, turbandomi particolarmente. Se oggi io e lui riusciamo a parlare, e mi aprirà il suo cuore, cosa succederà poi? Dovremmo riprovarci avendo ancora una relazione a distanza? Non voglio che accada di nuovo. Dopo tutto quello che abbiamo passato, non è questo il modo giusto di riprovarci. Dall'ultima volta ho capito che noi non siamo fatti per le relazioni a distanza, o almeno non così in fretta, senza nemmeno provare a passare del tempo insieme. Non voglio ricadere negli stessi sbagli, come abbiamo fatto anni fa, dividendoci l'attimo dopo esserci chiariti. E' stato proprio quello l'errore più grande, e non lo farò ripetere. "Comunque siamo quasi arrivati, non ti preoccupare" sobbalzo quando Justin mi prende la mano, troppo immersa dai miei pensieri, e da poi un bacio sul dorso. "Perché non sorridi più?" mi domanda subito dopo, accorgendosi del mio cambio d'umore, nonostante lui non possa guardarmi negli occhi.
"Sono solo agitata" mento, anzi, è una mezza verità, perché è vero che sono nervosa per questa nostra prima serata insieme, da soli, ma sono anche pensierosa, tanto.
"Non ce n'è bisogno, davvero" cerca di tranquillizzarmi Justin, ignaro di tutto ciò che mi turba ancora. "Fidati di me" continua, accarezzandomi la mano che ha ancora stretta alla sua.
Annuisco e prendo un lungo respiro. Voglio solo cercare di godermi questa serata il più possibile, senza preoccupazioni, e Justin fa sembrare tutto così semplice, come se non ci fossero più ostacoli tra noi, quando invece ce ne sono eccome, sempre pronti ad incombere sul nostro rapporto.
"Siamo arrivati, aspettami" la macchina si ferma, e sento la porta sbattere, segno che Justin è uscito dall'auto, e dopo sento aprire lo sportello dal mio lato, venendo subito a contatto con l'aria ancora fredda di aprile. "Sono qui" Justin mi prende le mani, e mi aiuta a scendere dalla macchina. Ho messo dei tacchi ai piedi, ed in questo momento me ne sto pentendo. Mi sono fatta consigliare dalle mie amiche, essendo ancora tutte qui, ed essendo a quanto pare a conoscenza della sorpresa di Justin. Le ragazze mi hanno fatta anche mettere un vestito corto, rosso, il colore che Justin ama addosso a me, è molto semplice, è di seta e scende morbido lungo il mio corpo. "Fatti guidare da me" aggiunge lui, stringendo forte la mia mano, mentre mi trasporta verso la destinazione segreta.
Mi accorgo subito che siamo entrati in ascensore, ed inizio a sorridere, pensando a qualche anno fa, alla sensazione bellissima che ho provato quando mi ha portata all'ultimo piano di quel grattacielo. Gli stringo a mia volta la mano e poggio la testa sulla sua spalla, avendolo proprio al mio fianco.
Quando le ante dell'ascensore si aprono, e Justin mi guida fuori, vengo di nuovo a contatto con l'aria fredda, facendomi capire che siamo all'aperto, esattamente come anni fa. Senza che lui dica niente, mi toglie la benda dagli occhi, e riconosco immediatamente il posto. Quel posto.
Mi ha portato proprio su quel terrazzo di anni fa, quando voleva farsi perdonare per essere stato distante, e mi organizzò quella meravigliosa sorpresa.
"Justin..." sono senza parole, non riesco a dire nulla mentre guardo cosa ha preparato per me, per noi. E' tutto magnifico, e penso si sia fatto aiutare da quelle pazze delle mie amiche, che per tutta la mattinata sono scomparse dalla circolazione. Proprio come anni fa, ha preparato un tavolo per noi due, con sopra un bouquet di rose rosse, ed affianco un carrellino dove c'è la cena, ed un cestello con una bottiglia di champagne. Ci sono candele accese ovunque, e più lontano, c'è un piumone abbastanza doppio, bianco, con sopra un grande plaid, e tanti petali di rose sparsi ovunque. E per completare il tutto, ci sono le milioni di luci di New York, che arricchiscono questa atmosfera, rendendola ancora più magica. Mi volto verso di lui con gli occhi lucidi e la bocca socchiusa.
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SAME OLD LOVE 2
Fanfiction"Promettimi che ce la faremo" "Te lo prometto amore mio, e ti prometto che ci vedremo presto, prima di quanto immagini" Justin e Faith si sono lasciati così, con questa promessa e tanta speranza. Sono pronti a superare un'altra grande prova nella l...
