La domenica sera era arrivata molto presto, portando con sé quei momenti lieti che ci avevano resi protagonisti in quel weekend improvvisato. Eravamo rientrati al college prima delle undici, beccandoci una strigliata dalla bidella che stava per chiudere le porte e lasciarci fuori. Rispettare gli orari era legge, ma nessuno lo faceva sul serio, quindi, ormai anche il personale scolastico si era stancato di ripetere la stessa tiritera.
Ero andata direttamente nel dormitorio maschile, nonostante Rosie mi pregasse di tornare a dormire con loro. Volevo approfittare dell'ultima settimana che mi era concessa per sentirmi sul serio al sicuro da Colton. Quando entrammo in camera, ne approfittai per gettarmi subito sul morbido letto, sfinita dai due giorni nel bel mezzo del caos. Amavo la mia famiglia, ma stare lontano da loro per un periodo di tempo mi faceva perdere l'abitudine di tutto quella confusione.
Osservai Cognac intento a scegliere cosa indossare per il suo appuntamento con Santiago, anche se dalla sua espressione voleva solo mettersi a dormire. Il suo ragazzo, però, era un tipo pretenzioso e non riusciva a stare più di quarantotto ore senza vederlo.
«Ehi, Ril!» richiamò l'attenzione del mio migliore amico, mostrandogli due felpe a tinta unica ma di differenti colori. «Quale delle due?» chiese, incerto.
Riley lo guardò in silenzio, senza mostrare nemmeno una minima espressione che potesse fargli capire quale apprezzava di più. «Boh, che importanza ha? Non terrai quella felpa per più di venti minuti.» disse con indifferenza. A volte sapeva essere molto menefreghista e cinico.
Cognac ruotò gli occhi, sbuffando leggermente. «Okay, se tu fossi gay quale ti ispirerebbe sesso?» domandò subito dopo, facendomi ridacchiare mentre leggevo Vogue con profondo interesse. Stavo per arrivare nell'intervista che mia madre aveva fatto a Kj Apa, adoravo quell'attore.
«Oh, allora la bianca. Non so, sa di purezza. Non è vero, Luke?» domandò, rivolgendo uno sguardo al riccio.
I suoi occhi si illuminarono quando sentì il suo nome pronunciato in inglese e non in spagnolo, come spesso accadeva. «Sì, il bianco sta bene con il tuo incarnato.»
Cognac annuì, per poi gettare la felpa scelta sul letto dove era solito dormire. «Riley non è che hai un condom? Oddio, mi sento anche in imbarazzo a dirlo davanti a Jasmine. Solo che Santiago li dimentica spesso e mi scoccia dover andare a chiederli al suo coinquilino.» sbuffò, mentre alzai lo sguardo verso di lui e feci un'espressione beffarda.
Riley alzò le spalle, distogliendo l'attenzione dal suo cellulare per guardare l'amico. «Boh, controlla nel secondo comodino in basso. Dovrei averne qualcuno disperso, credo.» mormorò annoiati.
Cognac lo guardò male, scimmiottandolo e beccandosi l'espressione di Riley toltamente indifferente. «Ma sai dire solo boh, cristo santo? Ti detesto quando sei così noncurante!» passò in rassegna il cassetto, tirando fuori mutande e calzini e lanciandoli erroneamente addosso a Lucas che imprecava in spagnolo. «Zero! Mi spieghi come fai a consumarli tutti se il padre di Jas te ne dà almeno cinque pacchi per tutto l'anno scolastico?» domandò esterrefatto.
Riley rise, guardandomi sottecchi. «Mica li ho consumati tutti io, ne ho prestati alcuni a quel coglione di Zack che non li compra quasi mai. Fregane qualcuno a Lucas, magari può aiutarti.»
Lucas scosse il capo, mangiucchiando le sue solite caramelle gommose. «Negativo. Non li compro nemmeno considerando che non lo faccio da più di un anno. E ora che ci penso è davvero molto triste.»
Scoppiai a ridere, non riuscendo più a fare la recita della persona indifferente. «Siete tre coglioni dalle sembianze umane.» scossi il capo, sorridendo poi a Cognac. «Vai da Rosie, dovrei averne qualcuno che tenevo da parte per quando Riley rimaneva senza e veniva a chiedermi aiuto. Sono in bagno, dentro il borsellino dei trucchi.» spiegai, ricevendo un sorriso timido.
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Heartbeats
RomanceLa vita di Jasmine Olsen è perfetta. Una famiglia numerosa, un college di prestigio e un migliore amico a cui raccontare tutte le sue disavventure. Riley Jones è la sua spalla. Conosce tutto di lei, la comprende, la stima e la sostiene nei momenti d...
