Quella mattina, il giardino del college si svegliò tinto di arancio. Le prime foglie secche erano già cadute, donando uno spettacolo senza pari in quella piccola cittadina della California appena destata. C'era un lieve freschetto che entrava dalla finestra socchiusa, un piacevole venticello che finalmente ci separava dalle giornate di caldo umido. Ero seduta sul letto della mia stanza, con il sole a riscaldarmi la schiena senza risultare fastidioso. Mancavano una sola ora alle lezioni, ma di voglia di affrontare una giornata con Colton a piede libero non era di certo una di quelle cose che avrei voluto volentieri fare.
Ma come diceva spesso la nonna di Riley, nella vita le cose bisognava affrontarle di petto, per quanto queste ci spaventassero.
Fu il mio monito per quella giornata, già iniziata male a causa del mal di testa che mi massacrava la tempie. Mi stiracchiai, sbadigliando e cercando con tutte le mie volontà di aggrapparmi a quel briciolo di forza che mi era rimasto per vestirmi e uscire da quella stanza. Megan e Rosie erano già uscite, probabilmente erano già al bar a consumare la loro ricca colazione.
Feci una doccia veloce, indossai un paio di jeans e una maglia aderente e legai i capelli in una coda. Niente cosmetici che potessero darmi un'aria meno malaticcia, non avevo la ben che minima voglia di truccare il viso. Raccolsi le cose che mi sarebbero servite per la giornata e uscii in corridoio, con il cellulare tra le mani pronta per chiedere a Riley dove fossero.
Mi guardai intorno, in silenzio. Gli sguardi degli studenti mi bruciavano addosso: chi esprimeva pietà, chi rammarico e chi invece sembrava ardere di curiosità per la mia prossima mossa. La questione di Colton era girata piuttosto in fretta, dopo che lui si era presentato alla festa malmesso e aveva accusato Riley di averlo conciato in quel modo. Allo stesso modo, la voce della violenza era arrivata anche alle orecchie indifferenti, spartendo il college in due fazioni opposte: chi credeva che Colton fosse colpevole e pretendeva l'espulsione, chi invece era convinto che il mio era un solo uno stratagemma per spillare soldi alla famiglia Barrymore.
Non mi interessava delle loro dicerie, né di cosa ne pensassero al riguardo. Sapevo solo io cosa avevo vissuto davvero, il resto erano solo chiacchere inutili. Onestamente non avevo nemmeno il tempo e la voglia di convincere chi non credeva nella mia innocenza.
Mi diressi spedita al bar e cercai con lo sguardo i ragazzi, adocchiandoli tutti riuniti nel tavolo centrale. Li raggiunsi, aspettando che qualcuno mi facesse spazio per sedere. Avevano tutti delle facce orribili: Riley stava crollando per il sonno da un momento all'altro, Cognac era in un altro pianeta, Lucas aveva gli occhi chiusi e Zac mangiava a ripetizione come se non si cibasse da secoli. L'unica a sembrare normale era Rosie, che sicuramente aveva riposato meglio rispetto ai ragazzi. Loro a causa di Colton avevano fatto ronde notturne e sicuramente il solo sonno della domenica sera non era bastato.
«Dovremmo parlare.» disse Zac, rivolgendomi un lungo sguardo serio.
Presi una mela dal cesto esposto al centro del tavolo, mordendola lentamente e tenendo gli occhi sui suoi. «Tu credi?» risposi tagliente, facendogli ruotare gli occhi.
«Sì, lo credo! Vuoi seguirmi? Facciamo una passeggiata per il campus.» esclamò, sospirando.
Riley alzò la testa di scatto, storcendo le labbra. «Non vi allontanate troppo e attenti a Colton. Zac, se lui...»
«Dovesse avvicinarsi ti chiamo immediatamente, prendo Jas per mano e ci allontaniamo in silenzio. Niente pugni, niente provocazioni e niente di niente. Te la sbrighi tu, lo so.» recitò le parole a memoria, come se Riley avesse dato loro istruzioni precise per ore intere.
Aggrottai la fronte, per poi schiarirmi la voce e agguantare di nuovo la mia mela. Percorremmo il corridoio in silenzio, raggiugendo il giardino fianco a fianco. Zac non parlava, forse per ponderare bene su cosa dirmi. La cosa cominciava a farsi imbarazzante.
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Heartbeats
RomanceLa vita di Jasmine Olsen è perfetta. Una famiglia numerosa, un college di prestigio e un migliore amico a cui raccontare tutte le sue disavventure. Riley Jones è la sua spalla. Conosce tutto di lei, la comprende, la stima e la sostiene nei momenti d...
