Non credevo di essermi portata dietro tutti quei vestiti per sole due settimane. Nonostante avessi ancora cinque giorni da poter sfruttare per dormire in camera di Riley, decisi di prendere la mia roba e tornamene nella mia. Trovavo insensato continuare a vivere in quella stanza e lasciare che lui dormisse ancora sul pavimento. Non erano bastate nemmeno le mie continue suppliche, diceva che avere un contatto troppo vicino non mi avrebbe di certo aiutata a stare meglio.
Così, nonostante Cognac mi avesse ripetuto che per loro era un immenso piacere avermi lì, decisi di andarmene. Era ora che ricominciassi a vivere e rimanendo nella stanza dai ragazzi per sentirmi meno in pericolo non era il metodo migliore.
Era pomeriggio inoltrato. Loro erano andati sul campo a fare qualche tiro, giusto per sfruttare la meravigliosa giornata soleggiata e poco umida. Io, da sola, cercavo di riprendere tutto quello che mi apparteneva e che avrei riportato in camera mia.
Nel corridoio dei dormitori maschili c'era un chiasso assurdo: chi correva, chi si dava cazzotti per puro scherzo e chi invece parlava a voce alta con persone dall'altro capo del corridoio. Zac era passato circa cinque volte, per assicurarsi che non avessi bisogno di qualcosa e per fregare puntualmente le caramelle di Lucas, lasciate aperte sul comodino. Era vigile e attento a ogni rumore circostante. Se lo chiamavo per aiutarmi a prendere qualcosa riposta in alto, era lì prima ancora che potessi finire la frase.
Sentii dei passi dietro di me, così feci un profondo respiro scocciato. Era sicuramente di nuovo lui, se avesse consumato tutto quel pacco di caramelle Lucas l'avrebbe fatto nero. «Zachary, non sono ancora rientrati.» dissi, piegando la mia maglia con poca voglia. Ero stanca. Avevo dormito poco quella notte e le lezioni erano state più dure del previsto.
«Non sono Zac.» mi voltai di scatto nel sentire la voce di mio fratello Josh. Nonostante frequentassimo lo stesso college, avevamo preso la decisione di vederci sempre meno. Insomma, non avevamo un rapporto meraviglioso e volevo evitare di litigare con lui anche a chilometri da casa. Era strano per me che fosse venuto a cercarmi.
«Che succede? Hai finito i soldi che ti ha mandato mamma? Io non ho molto, ma posso metterti da parte qualcosa per la mensa o chiedere a Riley se può prestarti qualche dollaro.» dissi, riportando l'attenzione sulla mia roba.
Josh sospirò, sedendosi dietro di me e giocherellando con i gadget sulla scrivania. Cognac era un nerd nato e aveva tanti piccoli pupazzetti esposti in giro per la stanza. Erano per lo più personaggi di videogiochi o serie tv, aveva una fissa per tutto quello che riguardava il mondo nerd. «In realtà sono venuto a farti una domanda: perché sono due settimane che dormi qui e non ti fai vedere in giro?»
Mi schiarii la voce, trafficando con i vestiti e cercando di mostrarmi tranquilla e normale. Non era facile spiegare a mio fratello quello che mi era davvero successo e di certo non avevo alcuna intenzione di farlo. «Sono stata male, te l'ho detto. Il medico dell'infermeria mi ha detto che ho preso un'influenza più aggressiva del solito ed era meglio evitare di prendere freddo.» mentii, mordicchiando l'interno della guancia. Odiavo farlo. Detestavo con tutto il cuore dire bugie a mio fratello. Per quanto a volte avrei voluto ucciderlo a mani nude, era parte della mia famiglia, era un pezzo del mio cuore.
Josh fece un lungo respiro, schiarendosi la voce. «Quando ci sei andata in infermeria? Quella notte in cui ci sei corsa insieme a Cognac, mentre del sangue ti colava dalle gambe?» chiese di colpo. Mi gelai sul posto, rimanendo in assoluto silenzio. Josh non era un tipo da mezzi termini o delicatezza, era abituato a dire tutto e subito e non temeva di ferire o infastidire chi aveva davanti a sé, motivo per cui eravamo molto propensi a litigare. «Sai? Ti ha vista Ruth ma credevo che fosse talmente fatta da averti scambiata per qualcuno. Eppure, Michelle quella mattina al bar ha detto che sei stata stuprata e per un attimo ho creduto che Ruth ci avesse visto bene. È così, Jasmine? Qualcuno ha abusato di te?» si alzò, mettendosi dietro di me e aspettando un mio cenno.
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Heartbeats
RomansaLa vita di Jasmine Olsen è perfetta. Una famiglia numerosa, un college di prestigio e un migliore amico a cui raccontare tutte le sue disavventure. Riley Jones è la sua spalla. Conosce tutto di lei, la comprende, la stima e la sostiene nei momenti d...
