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Dal primo momento in cui avevo aperto gli occhi non avevo fatto che pensare a come potessi sorprendere il mio ragazzo con un bell'outfit per la cena di Natale.
Eravamo tornati a Milano da una settimana e non ero ancora andata a casa da mio padre.
A casa di Luca non era cambiato niente, tranne per quegli oggetti sistemati in giro, comprati l'ultima volta insieme da Ikea, prima che io partissi per Roma a settembre.
Volevo che tutto fosse impeccabile e speravo il regalo gli potesse piacere, anche se non era niente di materiale.
La cognizione del tempo un po' mi sfuggiva di mano, soprattutto dopo mesi di una routine serrata.
Questa situazione non era limitata solo alle vacanze natalizie ma a tutto il futuro immediato. Non ero iscritta all'università, non avevo un lavoro.
Ero in una situazione completamente precaria.
Percependo la mia inquietudine e probabilmente anche scocciato dal mio continuo rigirarmi, Luca mi aveva tirata a sé bloccandomi, facendo aderire il suo petto alla mia schiena e mettendo le mani strette sui seni.
"Devi mangiare di più" - furono le sue prime parole della giornata. Parole di preoccupazione e di riguardo nei miei confronti.
E così la perplessità e l'indecisione che attanagliavano il mio stomaco si trasformarono in farfalle, che ruotavano vorticosamente scontrandosi le une con le altre.
"Se non trovo niente da fare, passerò le mie giornate a mangiare"- mi lamentai, raggiungendo le sue mani e carezzandole.
"Amore..."-iniziò, sicuramente soppesando le parole- "Le cose non ti verranno servite su un piatto d'argento, questo lo sai benissimo. Alla fine di queste feste ci organizziamo per bene insieme e iniziamo l'anno nuovo con una lista di buoni propositi. Intendo cose realizzabili e concrete non le solite cazzate".
"Non ho il tuo coraggio, Lú" - mi girai, nascondendo il viso nel suo petto.
"E io non sono riflessivo quanto te, per questo ci completiamo" - passò le dita tra i miei capelli.
"Lo sai che ti amo?" -gli domandai, alzando il viso e guardandolo negli occhi.
"Beh, saresti una sciocca a non farlo" - rise, sfottendomi.
"Lo sai, sì, che non ho mai smesso?" - gli domandai, sulla scia dei lasciti della nostra breve, ma lunga separazione.
"Nemmeno io, Gre, questo tu lo sai"- affermò, convinto, baciandomi le labbra con delicatezza.
"Devo uscire tra un po' "-lo avvisami, scontrano il mio naso col suo.
"Perché esci la mattina del 25 Dicembre? Perché non resti e facciamo l'amore per tutto il giorno? Fuori fa freddo, lo sai che io invece sono caliente" - scherzò come al solito.
"Ho tutti i muscoli indolenziti dopo ieri notte, Lú" - risi, maliziosamente- "Devo uscire con Mario, comunque"- misi a tacere la sua curiosità.
"Ma fallo venire qui, stiamo tutti insieme, no?" - propose lui.
Mi alzai, infilandomi la camicia da notte di seta.
Man mano che allacciavo i bottoni lo guardavo dritto negli occhi.
"Con noi viene anche Gionata" - gli rivelai, senza troppi giri di parole.
"Ora non riesco a non pensare a tutte le volte che ha toccato i tuoi seni! Ah, voglio morire! Che palle Gre, ma non me lo dire almeno!" - iniziò a rigirarsi nel letto, facendo i capricci e sbattendo i piedi e i pugni contro il materasso.
"Dovrei mentire? Luca, non iniziamo. Ho appena finito di dire che ti amo! Sono sincera, cazzo" - presi ad agitarmi.
"Forse è meglio se ci vediamo stasera, Greta" - la finì lui, alzandosi dall'altro lato del letto e andando dritto in bagno.
"E non mi chiamare Greta, mamma mia che palle!" - sbuffai, seguendolo
"Non mi stare addosso, non iniziamo ti ho detto" - aprí la dispensa e richiuse lo sportello sbattendolo.
"Non ti sto addosso, Luca, però non possiamo aprire sempre lo stesso discorso dopo mesi e mesi! E che palle, finiamo bene l'anno" - passai una mano tra i capelli.
"Sembriamo mio padre e mia madre" - rise, ma non sembrò inopportuno e nemmeno snervante.
"Ci sto male tutti i giorni della mia vita Lu, mi dispiace averti ferito e ti giuro con tutta la sincerità del mondo che io ti amo. Ti amo Luca e non c'è nessun altro oltre te" - gli tenni con saldezza il viso guardandolo negli occhi e convincendolo.
"Sì, scusami tanto. Non lo faccio di proposito. Esci e divertiti, ogni tanto ci sentiamo okay? A pranzo che facciamo?" - domandò.
"Stai con i tuoi amici, visto che per stasera ci eravamo promessi di fare una cena intima solo noi due"- gli ricordai ciò che avevamo iniziato a programmare nei giorni precedenti.
"Non puoi passare a salutare Ava e Lollo dopo?"- sottolineò il fatto che non avessi visto così frequentemente i suoi amici, anche se dall'inizio dei tempi ci andavo d'accordo. Temevo il loro giudizio e non li avrei biasimati se avessero aperto gli occhi a Luca su una come me, poiché sapevo che poteva avere molto di più.
"Vedo cosa riesco a fare Lu, voglio fare un po' di shopping e se non trovo l'abito perfetto per stasera e anche per Capodanno non torno a casa. Non aspettarmi sveglio" - scherzai.
"Dovremmo vestirci matchati, comunque"- mi sfotté.
"Certo, vestiti di pizzo rosso" - incalzai facendo l'occhiolino e alzando la camicia oversize, mostrando i miei slip.
"Magari certe scene non di prima mattina, che ho già l'alzabandiera. Oi, dove vai? Devi fare colazione, su"
"Amore, mangio fuori te lo prometto" - lo rassicurai.
Così mi allontanai per prepararmi e scesi quando il rombo dell'auto di Mario si impose su tutti gli altri rumori del quartiere.
"Dove andiamo? Ma è un'occasione importante? Perché sei in fibrillazione?"- mi domandò Gionata.
"Ma no, alla fine è solo Natale e di certo non siamo i più religiosi, però non lo so... ho il presentimento che accadrà qualcosa di bello. E giustamente voglio essere esteticamente pronta, perché psicologicamente non lo sarei nemmeno se conoscessi in anteprima ciò che mi accadrà nel corso della vita"- raccontai, ironizzando.
"Andiamo da Stefano allora" - propose Mario, volendosi dirigere verso lo store di Dolce&Gabbana
"Possiamo anche andare da Dior" - controbatté Gionata
"Devi sostenere il business italiano"- incalzò il mezzosangue ligure, sorridendo.
"Contatto Ylenia Puglia, la mia stylist e facciamo fare a lei?" - propose il rosso e acconsentii.

Ne è valsa la pena - Capo PlazaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora