AGGIORNERÒ SOLO E SOLTANTO UNA VOLTA RAGGIUNTE LE VENTI STELLINE.
A Chiara."Muoviti Greta, hai ventitré anni, non quaranta"- brontolò Luca, anche se non sembrava disposto a cedere.
"Ma la smetti di dire cavolate? Ne ho ancora ventidue! E poi non voglio uscire, devo studiare."- spiegai, sapendo di non essere stata però convincente.
"Mancano pochi giorni al tuo compleanno e tra l'altro sappiamo tutti che nessuno studia alle nove di sera perciò alzati e vai a vestirti."- pronunciò per poi serrare la bocca e mettersi a braccia conserte.
Era terribilmente sexy.
"Greta guarda che se non lo ascolti, ti caccio io di casa. Luca vuoi qualcosa da bere?"- si intromise mia madre che ricevette un'occhiataccia da parte mia.
Dopodiché mi alzai dal comodo divano e iniziai a prepararmi.
Luca aveva in mente di andare a ballare insieme, per tirarmi su il morale a sua detta.
Ormai mi aveva convinta e davanti all'armadio stavo dando il meglio di me.
Misi un crop top nero velato e dei semplici pantaloncini in jeans neri, calzando poi ai piedi i soliti anfibi, i quali mi conferivano centimetri che mi facevano superare il mio solito metro e settanta e anche quello di Luca.
Misi su un bomberino nero e tirai su la zip per non sentire le prediche di mia madre.
Iniziai a truccarmi e ad una certa pensai di aver applicato troppo illuminante, ma la verità era che non era mai abbastanza.
Sciolsi i capelli biondi che a furia di essere raccolti in un tuppo erano diventati leggermente mossi.
Nella solita borsetta nera ci misi il portafoglio, le sigarette e le chiavi di casa.
Spuntai in salotto e vidi mia madre e Luca che ridevano per chissà cosa e ricevettero un mio sguardo perplesso.
Feci cenno al mio ragazzo di andare, che ero pronta e lui salutò mia madre con due baci alle guance.
Che scena inquietante.
"Torni stanotte?"- mi domandò mia madre sulla porta mentre ormai io stavo scendendo le scale, giustamente prima era troppo impegnata a fare l'interrogatorio al mio fidanzato.
"Non lo so"- urlai ormai a piano terra.
Uscimmo dal portone e vidi Gionata che stava parcheggiando.
Cercai con lo sguardo l'auto di Luca e fortunatamente era dal lato opposto.
Intrecciai la mia mano a quella del moro e lo coinvolsi ad alzare il passo.
Sfrecciammo verso il locale tra una sigaretta e una canzone e prima di giungere a destinazione rimasi intrappolata tra il petto di Luca e la lamiera dell'auto.
"Sei bellissima"-mormorò e spontaneamente abbassai il capo per la lusinga.
Seguì i miei movimenti e mi guardò a lungo negli occhi.
"Forse è una cosa stupida o imbarazzante e dovrei tenerla per me perché potrebbe essere un'arma a doppio taglio ma...credo di star perdendo la testa per te come mai prima d'ora"- mi rivelò con un po' di difficoltà.
"Non ti ferirei mai, Lù, non di proposito. Se mai lo farò potrai picchiarmi"- la buttai sull'ironia.
"Io, invece, non ti toccherei con un dito, è bene che tu lo sappia"- precisò.
Io annuii e lo baciai voracemente.
"Beh tranne per gli schiaffi sul culo quando scopiamo"- rise sulle mie labbra.
"Ecco, Luca, io invece sono molto ben disposta a darti qualche schiaffo educativo!"- dissi dopo aver sgranato gli occhi alle sue parole.
"Andiamo"- mi prese per mano.
Saltammo la fila per entrare nel locale e dopo esserci destreggiati tra l'eccessiva quantità di gente arrivammo nel privè.
Dopo un giro di saluti Luca si sedette su un divanetto studiando la situazione.
Mi tolsi il bomber; ormai il caldo mi stava asfissiando.
Lo feci mettere al sicuro da un ragazzo che si stava occupando delle bibite e poi tornai da Luca.
Il suo sguardo bruciava su di me e per un attimo mi parve di leggere la noncuranza dei suoi occhi circa gli atti osceni in luogo pubblico.
"Greta, ma sei impazzita?! Il reggiseno è fuori moda? Vieni qui, ti guarderanno tutti!"- la disperazione nella sua voce era evidente, anche se faticava a rimanere concentrato.
Camminai verso di lui e mi misi a sedere sulle sue gambe, petto a petto.
"Luca"- sussurrai- "tutti guardano, solo uno mi ha. Solo tu, hai capito?"
"Si, solo io"- annuì- "andiamo a ballare".
Ci alzammo e mentre giungevamo a destinazione scorsi il volto di Mario tra molti volti e parve fosse successo anche a lui.
Gli corsi incontro e mi trovai praticamente in braccio a lui, uniti in un lungo abbraccio.
"Uè bauscia"- lo presi in giro.
"Greta, non ti fai mai viva! Ho saputo della biondina dalle pagine di gossip!"- mi rimproverò.
"Oh si, Grace... Non sai che casino"- risi appena.
"Eh, immagino. Vieni qui dai"- mi attirò a sé e ci rincongiungemmo in un abbraccio.
Un abbraccio caloroso che mi fece comprendere quanto Mario mi mancasse nel quotidiano.
"Ciao Plaza"-- si salutarono i ragazzi.
"Ciao Ted, gli occhi della mia ragazza sono più sopra"- precisò Luca.
"VI SIETE FIDANZATI?"- urlò spontaneamente, come era suo solito.
Annuii, appoggiandomi alla scapola di Luca col mento.
"Va be', son sempre l'ultimo a sapere le cose"- fece il finto offeso Mario interrompendo il contatto visivo.
"Ma grazie a Dio non siamo ancora stati scoperti, non sono psicologicamente pronta a riaffrontare qualcosa di simile al periodo in cui pedinavano me o Gionata"- dichiarai.
Mario annuì e poi si propose per andare a prendere da bere.
Io e Luca proseguimmo per uno spazio più sgombro e quando vedemmo Giaime, Andry e il resto della loro compagnia, Luca decise che ci saremmo uniti a loro.
Rallentai quasi inconsciamente il passo.
Lui si voltò verso di me, con il braccio ancora teso e le nostre mani unite.
"Qualcosa non va?"- urlò.
Annuii, ma senza continuare fin quando Luca non mi esortò a parlare.
"È che Gimmi mi fa sangue"- dissi, senza mentirgli e senza mezzi termini.
Mi incenerì con lo sguardo e lasciò immediatamente la mia mano.
"Trova il modo e tornatene a casa, altrimenti conciata...così qualcuno vedendoti sola potrebbe farti del male. E impara ad essere rispettosa"- disse guardandomi sprezzante, senza darmi l'opportunità di ribattere e si allontanò da me.23/09/2019
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Ne è valsa la pena - Capo Plaza
Fanfiction#4 in sferaebbasta e #3 in capoplaza il 23/04/2021 Greta e Gionata sono diventati migliori amici quando avevano solo pochi anni e il loro rapporto non ha mai smesso di essere affiatato. Quando il loro più grande segreto non può più essere custodito...