AGGIORNERÒ A 20 STELLINE ⭐⭐⭐, leggete lo spazio autrice.
"Sì, son d'accordo con te. Dovremmo vederci più spesso, ma non succede per forza di cosa"- asserì Mario, tirando dalla cannuccia ciò che ne rimaneva del thè ghiacciato alla pesca.
Annuii, troppo presa dal cellulare che più vibrava e più si muoveva sul tavolo.
"Perché non rispondi a Luca... orsetto?"- mi guardò interrogativo.
"M'ha fatto la scenata dopo che te ne sei andato ieri"- dissi dopo aver girato il telefono.
Fece un cenno con la mano per far segno di continuare e iniziai a spiegare.
"Tutto bene ultimamente, sesso grandioso, ci eravamo quasi detti chiaro e tondo di piacerci, il che non dev'essere scontato; allora tutto tranquillo, no? Viene da me, si intrattiene con mia madre, mi convince a venire al Prime e poi rovino tutto."- conclusi brevemente.
"Rovini tutto? Cos'è non gliel'hai data? Perché Plaza sa essere parecchio immaturo alle volte."- riflettè lui.
"Nono, niente di tutto questo. C'era Giaime e a viso aperto gli ho detto che mi faceva uno strano effetto il suo collega, perciò mi ha squadrata e con aria sprezzante, come fossi stata una puttana, mi ha invitata ad andarmene"- entrai malinconicamente nel dettaglio.
"Effettivamente quando ti ho visto i tuoi seni erano lì, quasi completamente in bella vista ed era difficile mantenere l'attenzione. Ma dopotutto Greta, tu sei uno spirito libero e ribelle, non ti ha ancora compresa, forse, eppure ringrazia che non abbia creato casino nel locale, eh. Non hai rovinato un cazzo, forse non siete compatibili oppure dovete ancora lavorarci su. Sei una persona esuberante e questo lui lo sapeva, sapeva a cosa sarebbe andato incontro, altrimenti avrebbe anche potuto non insistere."- ci pensò su esponendo la sua opinione.
"Grazie Mario, è sempre bello stare con te, ritorno sempre ragazzina"- gli sorrisi, rasserenata.
"Già, mi ricordo ancora quando arrivasti nel ristorante dove lavorava Mirko per chiedere di assumerti"- ridacchiò spolverando un vecchio aneddoto, divertente perché il giorno dopo mi presentai per disdire la richiesta.
"Sei una borghese del cazzo"- iniziò a sfottermi.
"E tu lo sei diventato"- ribattei.
"Non c'è nemmeno un giorno in cui non penso alle case-famiglia"- deglutì rumorosamente.
Mi alzai dalla sedia e presi posto sulle sue gambe, per poi abbracciarlo.
Una lacrima gli solcò il volto e le sue lunghe ciglia si inumidirono.
"Sai che c'è? Rimani qui, non andare in biblioteca, studiamo insieme"- mi lasciò un bacio sulla guancia, mi accarezzò un braccio e poi mi alzai dalle sue gambe per recuperare le dispense nella borsa.
Accettai, perché Mario era una persona molto curiosa e riflessiva e sarebbe stato molto più facile stimolare la conoscenza in compagnia di una mente come la sua che avrebbe scomposto i processi storici a fondo.
*
"Allora, Greta, o spegni il cellulare oppure rispondi"- pose come opzione definitiva Mario, scocciato dal continuo squillare dell'apparecchio.
"Nessuna delle due, Luca deve capire che lo sto ignorando"- ridacchiai, sebbene fossi molto nervosa.
Mario alzò gli occhi al cielo ma accennò ugualmente un sorriso.
A seguito spostò il cellulare dove non avrebbe potuto distrarmi e mi aiutò a memorizzare e ripetere.
Soltanto quando a Mario venne la voglia matta di andare urgentemente in studio ad incidere un pezzo venutogli in mente poco prima, sospendemmo l'attività.
Io me ne tornai a casa, nonostante Mario fosse disposto a farmi rimanere da lui, ma comunque non avrei fatto altro che stare al cellulare e sicuramente non sarei rimasta a dar da mangiare alla gatta Loreleine.
Tornai a casa e pranzai con mia madre dopo parecchio tempo.
Al pomeriggio uscii per fare un po' di commissioni a Ciny, in copisteria, al supermercato e dal tabacchi.
Quando tornai a casa, esausta per il sole cocente e per il caldo aggravato dallo smog, salendo le scale sentii un "ciao, mamma", pronunciato da quella voce da conduttore radiofonico che apparteneva a Gionata.
Mi fermai per capire se stesse scendendo a piedi o stesse prendendo l'ascensore; quando capii che era a piedi e che sarebbe stato inutile evitarlo ed evitare per tutta la vita il fatto che Grace e lui fossero due gocce d'acqua , allora procedetti fino ad incontrarlo.
"Hey Grè, da quanto! È successo qualcosa?"- mi domandò sorridente, probabilmente per avermi incontrata dopo due interi giorni.
Semplicemente mi avvicinai a lui e, sul pianerottolo, ci congiungemmo in un abbraccio lungo e carico di affetto.
"Scusami per non essermi fatta sentire affatto, ho avuto un bel po' di impegni"- tagliai corto- "ci vediamo e buona serata", conclusi sorridendo di rimando.
Quando, giunta a casa, superai l'interrogatorio solito di mia madre nonostante i miei ventidue anni suonati, mi gettai sotto la doccia, capii che questo semplice atto fosse davvero utile per riflettere.
Pensai a Gionata, ai ruoli che aveva sempre rivestito nella mia vita e mi ripromisi che avrebbe continuato a farlo senza mio alcuno impedimento, a meno che non lo avesse, appunto, voluto lui; pensai anche a Luca e pensai che ormai ci ero dentro e che tanto valeva chiarirsi.Ciao a tutte, mi spiace per il ritardo nell'aggiornare.
Capitolo apparentemente banale, ma di grande importanza.
Fatemi sapere cosa ne pensate e lasciate un commento. Inoltre, mi farebbe piacere se condivideste la storia sul vostro profilo o con i vostri amici.
A presto!💖10/10/2019
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Ne è valsa la pena - Capo Plaza
Fanfiction#4 in sferaebbasta e #3 in capoplaza il 23/04/2021 Greta e Gionata sono diventati migliori amici quando avevano solo pochi anni e il loro rapporto non ha mai smesso di essere affiatato. Quando il loro più grande segreto non può più essere custodito...