Aggiorno a 30 🌟.
"Respira profondamente"- mi disse mio padre.
"Non ce la faccio, mi metteranno 60 per compassione" - mi lamentai ancora, quasi sull'urlo di un pianto isterico.
"Greta, sono stato cordiale fin'ora, ma adesso basta: ci hai rotto così tanto il cazzo in questi giorni visto che non hai fatto altro che ripetere 'sta cazzo di tesi, mi sono scocciato io che sto in casa pochissimo, figuriamoci quella poverina di tua madre. Smettila immediatamente oppure corrompo i professori per farti bocciare direttamente."- mi disse mio padre, tenendo le mani bel salde sulle mie spalle, coperte dalla parte superiore di tailleur formale, data l'occasione.
Mi stavo per laureare ufficialmente ed ero in ansia come mai prima, improvvisamente aver avuto ansia per gli esami di terza media e delle superiori mi sembrò di una stupidità enorme.
Nonostante le parole di mio padre potessero risultare dure a chiunque si fosse trovato ad ascoltare per caso, io risi. Risi perché mio padre era un carabiniere, ma non uno semplice: era ossessionato dalla legalità più di Cicerone in persona. In aggiunta, era sempre una persona temperata e pacata, perciò il suo comportamento mi fece capire quanto stessi risultando pesante.
Lessi un messaggio di Luca appena arrivatomi.
"Amore il treno sta facendo ritardo, mi sto mangiando le mani, non vorrei mai perdermi la tua laurea. 😭😭"
Se prima ero ansiosa, di seguito quasi spensierata, ora ero proprio arrabbiata.
Vidi Gionata arrivare con Grace in braccio, il che attutí il colpo.
" Ciao amore"- la salutai, nuovamente, dato che avevamo fatto colazione tutti quanti insieme.
Alla fine erano passati due mesi dal mio compleanno, da quando non vedevo di persona mia figlia e da quando avevo tradito il mio ragazzo.
Io e Gionata non ci eravamo più visti, eravamo usciti poche volte in gruppo insieme e senza calcolarsi molto, ma essendo uno di famiglia doveva esserci ed era comunque importante anche per me, nonostante tutto.
Finalmente avemmo l'okay per entrare nell'aula, studenti e parenti.
Mi consultai con qualche compagno di corso per scaricare la tensione, distraendomi in qualche modo
Quando il mio nome fu pronunciato, sedetti dinanzi alla commissione tremando. All'inizio non facevo che esitare, ma ad una certa mi concentrai sul viso del presidente e esposti tutto con chiarezza, cavandomela bene anche quando fu il momento delle domande.
Quando mi alzai la prima cosa che vidi fu il volto di Luca e mi emozionai tantissimo.
Ero arrabbiata con lui perché credevo che non ce l'avrebbe fatta in assoluto ad esserci, ma invece ci era riuscito.
Andai nuovamente a posto, aspettando la fine della seduta altrui. Quando comunicarono i voti mi ritenni abbastanza soddisfatta in quanto il mio risultato fu di 108 su 110.
Mi avvicinai alla mia famiglia, che si congratulò con me, soprattutto mia madre che era in lacrime, mentre mia sorella cercava di acquietare Grace.
Mi ricongiunsi con Luca, che rivelò di essersi perso solo l'inizio (fortunatamente) e anche lui aveva gli occhi lucidi. Lo abbracciai forte mentre lui, con le mani sui miei fianchi, mi sussurrava quanto fosse fiero di me.
Mi fece sentire speciale, poiché solitamente ero io che ammiravo il suo lavoro.
Sfera aveva invitato Lorenzo affinché facesse le foto e ci mettemmo tutti in posizione.
Luca mi condusse verso lo spiazzale esterno all'università, liddove trovai tutti i miei amici: Erika, Mario, Mirko, Andrea, Matteo e Elia.
Appena mi videro stapparono lo spumante, iniziando a riempire i flûtes. Ognuno mi abbracciò e si congratulò, soprattutto Mario, che a nome di tutti mi porse un grande e ricco mazzo di fiori e una busta da lettere.
La aprii non vedendo l'ora di scoprirne il contenuto: la prenotazione di un'agenzia con ogni minimo dettaglio curato per un viaggio a Parigi.
Saltai addosso a Mario, facendogli quasi perdere l'equilibrio e poi chiamai a rapporto gli altri per un abbraccio di gruppo.
Mia madre si presentò con dei vassoi con cibo da aperitivo, cosa di cui non ero a conoscenza, e con lo sguardo ne fui infinitamente grata.
Grace tirò appena la stoffa del pantalone per richiamare l'attenzione e mi diede un disegno, che raffigurava me con il tocco da laureanda, e un buono aereo da spendere sul sito della Swiss Airlines per andarla a trovarla.
Le raccomandai di ricordarsi di ringraziare Monika e Daniel.
Luca si avvicinò, mentre prima stava parlando con i miei genitori. La cosa non mi preoccupava molto, perché ormai stavamo insieme da quasi 4 mesi e lui bazzicava casa mia. Sorprendentemente mio padre ci andava d'accordo, ma questo soprattutto perché Luca era riuscito a seguire il mio consiglio spassionato "sii te stesso ma non troppo, non essere né sulle tue né troppo estroverso, ma sii del tutto pacato". D'altronde Luca generalmente lo era, raggiungeva i picchi di euforia solo con gli amici e il massimo della sua chiusura nei momenti di estrema difficoltà, da cui usciva proprio con la sua parte razionale e placida.
Mise le mani sulle mie spalle, da dietro, scuotendomi ripetutamente: era contentissimo. "Ho comprato il tuo stesso pacchetto di viaggio, così ci andiamo insieme. Decidiamo meglio la destinazione stasera o domani, così partiamo il prima possibile, così riesco a conciliare bene gli impegni di lavoro". Annuii solamente, ma in modo tranquillo e sereno. Mi sentivo al settimo cielo e la ciliegina sulla torta fu il risuonare di una notifica con il suono personalizzato delle e-mail.
Mentalmente pensai che fosse una pubblicità, ma quando lessi che il mittente aveva un indirizzo di posta elettronica istituzionale, decisi che quello era un buon momento per leggere.
Urlai, scalpitando coi tacchi sul pavimento.
"Mi hanno presa! Mi hanno presa! Me ne vado a Roma, ciao poveri!" - esclamai, nel modo più teatrale possibile, rompendo la tranquillità sulla faccia di Mirko quando presi a schiaffeggiargli il braccio al settimo cielo.
Vidi Luca, strofinare una scarpa contro la superficie ruvida del piazzale, con la testa tra le nuvole e un cipiglio sulla fronte.
Durante il tempo trascorso a Roma, due settimane prima, aveva cercato di screditare la città a favore di Milano, come se davvero quest'ultima fosse perfetta. Era anche divertente sentirlo chiacchierare e dire stupidaggini, perché comunque avevamo passato dei bellissimi momenti, perdendo autobus e stando con mia nonna, ma ora la tensione era tangibile e mi sentivo male.
Non mi capacitavo di come lui, un sognatore e un amante della libertà, che viaggiava tantissimo per lavoro, mancando per lunghi periodi, non riusciva ad accogliere questo cambiamento nella mia vita. Era inutile che io fossi a Milano quando lui non c'era, eravamo ugualmente distanti; tanto valeva essere produttivi. Tanto valeva costruirmi un futuro, soprattutto perché avevo smesso di credere nel per sempre e sarebbe stato ridicolo rinunciare per un dissenso esterno.
Distolsi lo sguardo, chiamando i miei genitori vicino a me, per fare delle foto anche fuori dall'università.
"Stasera siete tutti invitati all'Healthy Color per festeggiare come si deve, puntuali alle 21"-annunciò mio padre e Sfera, come un cretino, fece partire un applauso in suo onore, il ché fece divertire Grace.
Il mio ragazzo mi si avvicinò, esprimendo una timidezza mai mostrata, nemmeno i primi giorni della nostra conoscenza stava così. Piuttosto faceva il sostenuto, diceva che i milanesi erano strani: freddi e taciturni.
"Ammò facciamoci un'altra foto, i ricordi sono importanti" - indugiò.
"Certo. Lory bi-acca-emme-giiii! Una foto, grazie" - richiamai l'attenzione di Lorenzo sfottendolo.
Luca gli diede anche il suo cellulare, cosicché la foto fosse già pronta per la condivisione.
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Ne è valsa la pena - Capo Plaza
Fanfiction#4 in sferaebbasta e #3 in capoplaza il 23/04/2021 Greta e Gionata sono diventati migliori amici quando avevano solo pochi anni e il loro rapporto non ha mai smesso di essere affiatato. Quando il loro più grande segreto non può più essere custodito...