46. L' Attesa

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Alexis.

"Wi... Wise..." riuscii a dire. - Ho le allucinazioni? Sono morta e non lo so?- pensai.

Riconobbi quello sguardo; era di nuovo il suo. Scosse la testa guardandomi,  notando la ferita chi mi aveva inferto lui stesso ed iniziò ad andare nel panico.

"No no no! Cosa ho fatto! Alexis..." e fissò la mia ferita con gli occhi pieni di disperazione quasi non fosse stato lui ad infliggermela. Allora si strappò via la manica del costume, appoggiandomela sullo squarcio che mi stava uccidendo, premendo contro per evitare che mi dissanguassi.

Posai inebetita i miei occhi su di lui e sui suoi gesti. Tra il dolore estenuante ed il sangue che stavo perdendo ero sempre meno vigile e ad un tratto ebbi un altro mancamento. Wise mi fece stendere a terra, mettendosi seduto dietro di me, prendendomi tra le sue gambe stese e le sue braccia, così da permettermi di appoggiare la testa al sulla sua spalla.

 Wise mi fece stendere a terra, mettendosi seduto dietro di me, prendendomi tra le sue gambe stese e le sue braccia, così da permettermi di appoggiare la testa al sulla sua spalla

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"Tra poco... tra... tra poco... ti passerà! Ora ti darò un' altra goccia del mio sangue e starai benone..." affermò e lo sentii muovere un braccio, probabilmente per mordersi un dito.

"N-no Wise... se il sangue che mi hai fatto ingoiare l'altra volta è ancora in circolo nel mio corpo... un'altra goccia mi ucciderebbe all'istante" gli dissi sforzandomi di tenere gli occhi aperti.

"...Cosa? Tu... tu come fai a saperlo?!" Chiese agitandosi e notando che stavo chiudendo gli occhi mi scrollò.

"Io... non..." mi sentii scrollare ancora.

"Alex tieni gli occhi aperti! Ti prego!" Disse stringendomi, appena, per non causarmi altro dolore.

"Io ... non lo so" risposi riprendendomi. In effetti non sapevo perché mi fossero uscite dalla bocca quelle parole, ma sentivo che era proprio così che stavano le cose.

"Maturin..." gli sentii sussurrare.

"Ma... come facciamo a sapere se il mio sangue è ancora dentro di te??!" Chiese  palesemente preoccupato.

"Beh... se tra poco... la mia ferita si richiude... vuol dire che è ancora dentro di me" sussurrai e nel mentre sentii come se centinaia di aghi si fossero conficcati nel mio stomaco facendomi irrigidire, senza però avere la forza di gridare.

Wise mi accarezzò le braccia e mi baciò la testa strusciando subito dopo il suo viso tra i miei capelli.

"E cosa succede... se..." non terminò la frase, fu come se le sue parole non avessero il coraggio di uscire.

"Credevo... fossi tornato ad essere... quello di un tempo" gli chiesi sfinita, cambiando discorso. Tanto non potevamo far altro che aspettare e l'attesa sembrava essere infinita.

"Era così infatti. Poi... quando mi hai toccato e baciato ecco... l'amore che provo per te è riaffiorato"

"Vuoi dire che... che l'umanità  che hai ridato a Georgie... ti è ritornata?"

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