<<Ciao Jack>> la donna sorride amorevolmente al ragazzo accanto a me.
<<Ciao Sophie>> mi saluta mio padre e mi fa cenno di avvicinarmi.
<<Tesoro piacere io sono Grace, la compagna di tuo padre>> la donna bionda mi porge la mano da stringere.
La madre di Jack è la compagna di mio padre? Stiamo scherzando?
<<Non è possibile>> Jack agita nervosamente le mani mentre io stringo titubante quella di sua madre.
<<Vi conoscete?>> si aggiunge mio padre.
Se ci conosciamo? Anche troppo bene.
<<Quale sarebbe la notizia?>> liquido la domanda di mio padre chiedendo a proposito del vero motivo per cui siamo qui.
<<Innanzitutto, come probabilmente non sapete, io e Grace oltre a volerci un gran bene>> nascondo una smorfia di disgusto mentre Jack sbotta senza farsi troppi problemi <<siamo anche colleghi>>.
Si scambiano sguardi da innamorati e mi viene immediatamente da vomitare.
<<Perciò dal momento che a breve istituiremo una nuova azienda a Londra, partiremo per due settimane, e pensavamo che potreste stare insieme e farvi compagnia in questa casa>> strabuzzo gli occhi sconvolta.
<<Non mi sembra una buona idea>> il ragazzo accanto a me è visibilmente agitato <<infatti>> concordo con lui.
<<Beh dal momento che tra me e Grace le cose vanno alla grande potremmo anche diventare una famiglia a breve>> un brivido mi corre lungo la schiena.
Vedo Jack con la coda dell'occhio far cadere le mani lungo il corpo mentre guarda mio padre allibito.
<<Con calma Ken, una cosa alla volta>> la donna sorride a mio padre e si stringe a lui.
Per la prima volta guardo Jack e vedo nei suoi occhi la stessa sorpresa che c'è nei miei.
<<Grandioso>> esclamo sarcasticamente, ed esco dal salotto andando in camera mia.
Non ci posso credere. Jack Harrison? Sul serio?
Dopo qualche ora mio padre fa capolino nella mia stanza.
<<Usciamo a cena tutti insieme, Jack non viene in realtà, ma se ti va sei la benvenuta>> vedo nei suoi la speranza di una mia risposta positiva.
<<Preferisco rimanere qua>> rimetto le cuffie e lo guardo chiudersi alle spalle la porta, deluso.
Venti minuti dopo sono sola in casa con un ragazzo che sopporto a malapena.
Scendo a prendere qualcosa da mangiare sperando di non incontrarlo nello spostamento letto-cucina.
Mentre rovisto nel frigo mi sento osservata e come mi giro salto in aria dalla paura.
<<Ma che stai facendo?>> dico a voce troppo alta mente tengo una mano sul cuore per lo spavento.
<<Ti osservavo, poi ti sei girata>> fa un sorriso sghembo e si avvicina al frigo in cerca di qualcosa.
<<E come mai mi osservavi?>> prendo del prosciutto, un po' di pane.
<<In realtà guardavo il tuo culo>> ride di gusto per poi prendermi il prosciutto dalle mani.
<<Oh fanculo>> gli prendo dalle mani ciò che era mio e me ne vado a passo svelto.
Questa serata sta iniziando già male, figuriamoci due settimane così.
Appena Jessica lo saprà mi chiederà se voglio trasferirmi da lei, lo farei più che volentieri.
Piuttosto che stare con lui.
STAI LEGGENDO
Amore e odio
Chick-LitSophie ha avuto un'infanzia memorabile nella grande città di Manchester finché alla tenera età di cinque anni non ha perso sua madre in un incidente stradale. Suo padre ha sempre lavorato molto e rimanendo per lo più sola, dalla solare bambina che...
