Jack
<<Ciao amico>> io e Carl siamo amici da sempre, è uno dei pochi amici che ho.
Prima che possa dire altro, qualcuno sgattaiola giù dalle scale e si piazza accanto a noi.
Devo costringermi a non guardarla troppo, è talmente bella che so che cederei alla tentazione se la guardassi a lungo, ma non lo ammetterei mai.
Carl sembra impalato a guadarla, ma che ha da guardare.
<<Lei è la tua amica?>> mi chiede, ma non mi guarda nemmeno in faccia, continua a guardare lei, solo lei.
Una sensazione di fastidio risveglia i miei muscoli che lo colpiscono al braccio istintivamente.
Fortunatamente distoglie lo sguardo e riesco a concentrarmi di nuovo sulla domanda.
<<La figlia del compagno di mia madre>> mi guarda stranito così accelero la cosa <<si roba complicata>>.
<<Piacere Carl>> il mio amico le allunga la mano.
La osservo, ogni suo minimo movimento, della bocca, degli occhi, delle mani. Come vorrei che ci facesse altro con quelle mani.
<<Sophie>> la sua voce.
Gli stringe la mano e Carl non ne vuole sapere di togliere la mano.
Poi ci annuncia che esce e la seguo arrivare alla porta e poi rivolgerci sguardi affrettati.
Sta diventando un'ossessione, quando è nella stessa stanza come me non riesco a toglierle gli occhi di dosso.
Mi segue in cucina con un fastidioso sorriso in faccia, è il tipico sorrisetto che fa quando è soddisfatto.
<<Grazie per la roba>> rompo il silenzio mentre mi siedo di fronte a lui.
<<Nulla di che, sei mio amico>> continua a non guardarmi e a rivolgere la sua attenzione alla porta da cui è uscita pochi secondi fa lei.
<<Mi spieghi che hai?>> sbatto il pugno sul tavolo per attirare la sua attenzione.
<<Ma che problemi hai tu, sono solo distratto>> sbotta infastidito, ma lo conosco non è questo.
<<Fai così da quando l'hai vista infondo alle scale>> la mia voce risulta infastidita e più dure del solito.
<<Qualche problema? Mi sembri disinteressato a lei>> non ci posso credere.
<<Non significa che tu..>> non riesco a trovare le parole.
<<Che io cosa?>> si avvicina alla mia faccia sfidandomi con gli occhi.
<<Senti amico, potresti fartene andare bene una, che ne so, Lisa.. è figa, scopa bene, cosa vuoi di più dalla vita, e ti metteresti l'anima in pace>> sta spacciando queste parole come consigli da amico.
<<Senti, vai via>> mi alzo e vado verso la porta.
<<Oh stai calmo, si parla tra amici>> mi porge la mano come segno di pace, la stessa che ha stretto
a Sophie.
Non dico nulla e continuo a tenere la porta aperta.
<<Torno più tardi quando sarai calmo, eh?>> mi guarda in cerca di approvazione.
Annuisco con un movimento impercettibile della
testa e gli richiudo la porta alle spalle quando finalmente esce.
Sono innervosito, parecchio, ma non so perché.
Lei mi tormenta.
Le sue mani, la sua bocca, i suoi capelli, il suo profumo.
Mi sono sentito così strano, improvvisamente infastidito provai disprezzo nei confronti del mio amico, solo perché aveva detto che era carina.
È una pazzia.
È uno scherzo. Deve essere così.
Salgo al piano di sopra, poi vedo un foglio stropicciato per terra.
Dubito che sia roba che mi riguardi ma che importa.
Lo apro e i primi due nomi scritti sopra mi saltano all'occhio.
Per il signor Evans e la signora Williams
Documento da tenere con assoluta riservatezza.
Cosa è sta roba?
Deve c'entrarci sicuramente lei, per ora i fogli non camminano da soli, le deve essere caduto dalla borsa.
Cosa sta tramando?
La sento rientrare.
Sale frettolosamente le scale fino al piano di sopra ma si blocca quando mi vede appoggiato allo stipite della sua porta.
<<Cosa posso fare per te?>> mi guarda incerta.
Metterti in ginocchio.
<<Spiegarmi questo>> le alzo il figlio davanti alla faccia e la guardo in attesa.
La sento trattenere il respiro.
Cosa mi nascondi Sophie?
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Amore e odio
ChickLitSophie ha avuto un'infanzia memorabile nella grande città di Manchester finché alla tenera età di cinque anni non ha perso sua madre in un incidente stradale. Suo padre ha sempre lavorato molto e rimanendo per lo più sola, dalla solare bambina che...
