Ci stiamo preparando per partire: chiudendo le ultime valigie, prendendo spuntini o altro che sarebbe potuto servirci per le lunghe ore di viaggio che ci attendono.
Rovisto nella dispensa in cerca di qualcosa per una merenda veloce, ma trovo solo delle fette biscottate ancore chiuse nella confezione e burro d'arachidi.
Mi accontento.
Mentre sto spalmando il burro d'arachidi sulla fetta un rumore alle mie spalle mi fa girare di colpo.
Mi rilasso quando mi accorgo che è solo Jessica e allo stesso tempo il ricordo di come ci siamo lasciate l'ultima volta mi rattristo all'improvviso.
Non voglio litigare con lei, non lo farei per nulla al mondo. Abbiamo litigato tanto in passato, siamo molto diverse, non riuscivamo mai a trovarci in accordo e non facevamo altro che litigare credendo che per essere amiche bisognasse essere uguali o per lo meno simili.
Invece abbiamo saputo riconoscere le nostre diversità e apprezzare l'una quella dell'altra, questo ha reso il nostro rapporto ancora più stretto, ci ha legate come sorelle ed ora ci completiamo a vicenda.
Sono stata io la prima a sbagliare in quel momento, ad insinuare che Carl è innamorato di me quando è chiaramente perso per la mia migliore amica.
Le sue parole sono state pesanti, ma io tra le due sono stata la prima a commettere un errore.
<<Erano buoni i biscotti?>> mi domanda, quando quegli attimi di silenzio si trasformano in secondi rendendo la situazione imbarazzante.
<<Erano ottimi, ma non avevo dubbi>> rispondo in fretta, finendo di preparare la mia merenda.
<<Scusa, Sophie, non volevo dire quelle cose, non le penso davvero, non penso che tu creda che tutti ti amino, ero solo arrabbiata, tanto arrabbiata, credevo che le tue parole fossero vere e che Carl per tutto questo tempo mi avesse presa in giro. Me la sono presa con te e ho sbagliato, mi dispiace tanto>> butta fuori tutto d'un fiato.
Rimango per qualche secondo ferma sul posto cercando di assimilare le sue parole e risponderle.
<<Non devi essere tu a scusarti, Jessica, io ho detto una gran cazzata, ero furiosa anche io e non ho ragionato sulle mie parole, non penso nemmeno che Carl sia innamorato di te, voglio dire è chiaro che ti sta sotto come un treno, sono stata stupida, mi dispiace>> non mi riconosco nemmeno a parlare.
Credo in vita mia di aver chiesto scusa due volte. Non sono solita ammettere le mie colpe, preferisco fare l'orgogliosa e fingere di non avere mai torto.
Riesco appena a vedere il suo sorriso prima che si fiondi tra le mie braccia, stringendomi forte a se.
Io ho il coltello da una parte e la fetta biscottata con il burro d'arachidi nell'altra e, non pronta, quando mi abbraccia li faccio cadere entrambi.
La fetta biscottata cade dalla parte della crema e mi maledico per non averla appoggiata prima.
<<Regola dei cinque secondi>> grida Jessica, si affretta a staccarsi da me e si accascia per raccogliere la fetta caduta.
Scoppio a ridere perché fa questa cosa da quando abbiamo nove anni e ogni volta sempre con la stessa enfasi.
Me la porge dopo averla raccolta e ridendo ancora la ringrazio, per poi appoggiare la fetta sul bancone.
Inaspettatamente riprendo io il nostro abbraccio da dove ci eravamo fermate e mi rendo conto di quanto le sue braccia per me siano un posto sicuro di cui non posso fare a meno.
STAI LEGGENDO
Amore e odio
Genç Kız EdebiyatıSophie ha avuto un'infanzia memorabile nella grande città di Manchester finché alla tenera età di cinque anni non ha perso sua madre in un incidente stradale. Suo padre ha sempre lavorato molto e rimanendo per lo più sola, dalla solare bambina che...
