Di Londra non vedo un accidente, almeno non durante il tragitto verso casa Ford. È buio, sono le dieci e l'appartamento di Harry si trova in una zona più isolata rispetto al centro. In macchina mi ha detto che preferisce la periferia perché c'è meno casino, soprattutto al mattino visto che i bambini vanno a scuola e i genitori vanno al lavoro. Ha scelto questa casa – arrivati ho scoperto si trattasse di una specie di villetta a sé – all'inizio dell'università perché sapeva che, essendo una matricola, gli avrebbero appioppato tutti i turni notturni e si sa, Londra è molto caotica ma il mattino è infernale e non avrebbe riposato a dovere. O almeno, questo è il suo parere.
Adesso, avvolta nella mia felpa morbida, mentre guardo dalla finestra i movimenti ondeggianti degli alberi, rilascio un sospiro e sorrido. La villetta non è enorme – nemmeno 'minuscola', come l'ha definita lui – ha uno stile abbastanza moderno e il pezzo forte sono i pavimenti in marmo lucido. Ci sono una sala da pranzo, salotto, due bagni, cucina, due camere – di cui una è diventata una piccola palestra e per finire uno studio. Questo all'interno. All'esterno, invece, c'è un ampio giardino con gazebo e jacuzzi. Io e Harry Ford abbiamo due idee differenti di 'minuscola', questo è certo. La mia dependance è minuscola, non questo posto.
Ad ogni modo, dopo aver sbadigliato all'incirca otto volte ed essermi cambiata in una tuta, più comoda dei jeans, ho chiesto a Harry di ordinare da mangiare. Non so per cosa abbia optato ma immagino che lo scoprirò adesso visto che si sta dirigendo nella mia direzione – riesco a scorgere il suo riflesso sulla finestra.
Mi volto e allungo la mano per accettare il calice che mi cede. «Grazie. Hai ordinato?»
«Hm-hm. Stasera il menù offre ravioli al vapore, involtini di gambero, pane cinese e spaghetti di riso con gamberi e verdure» spiega prima di prendere un sorso di quello che ha l'aria di essere prosecco.
Assaggio e annuisco. Sì, prosecco. Fresco e delizioso. «Non vedo l'ora. Quanto ci mettono?»
«Non molto. Mezz'ora e dovrebbero consegnarci tutto» risponde.
«Magnifico» mormoro soddisfatta.
«Ti piace?» indica la finestra con il mento.
«Sì, è pacifico e sembra quasi che al tuo fianco non ci viva nessuno. Non si sentono televisori, schiamazzi, gente che ride, nulla...» scuoto il capo.
«All'inizio ho creduto di aver fatto una stupidaggine: mi sentivo solo e per incontrare i miei amici dovevo per forzare usare la macchina. Poi ho iniziato i turni e ho capito di aver preso la decisione migliore di sempre. Questo posto è semplicemente diventato il mio rifugio. Beh, il nostro visto che un paio di volte all'anno verremo a fare visita a mio padre» sorride.
Ricambio il suo sorriso. «Prometto che sarò gentile. Non maltratterei mai il tuo tempio.»
«Il nostro. Una volta sposati quello che è mio, diventerà anche tuo e con questo intendo anche i soldi. Non voglio sentire discussioni» mi punta l'indice contro.
«Non userò mai i tuoi soldi, Harry. Ti avviso» sbuffo. A parte la spesa, le bollette e qualcosa per casa, non ho intenzione di sperperare il suo denaro. «Non è di certo per questo che ho accettato di sposarti.»
«Lo so» mormora osservandomi.
«Sono felice di fare altre esperienze, di andare alle Seychelles e di avere un gran bel matrimonio, ma mi sarebbe andato bene anche il gazebo qui fuori o la mia dependance, mi sarebbe andato bene anche non partire...»
«Lo so» ripete.
«Allora perché continui a dirmi che anche i tuoi soldi saranno miei?» domando.
«Perché è vero. Non voglio che ti privi di niente. Desidero solo che tu sia... contenta con me, non felice, ma contenta» spiega, posando il calice sul tavolino poco distante da noi.
Rimango spiazzata dalle sue parole.
Contenta.
Lui spera solo di farmi contenta.
«Harry» sussurro. Il mio calice raggiunge il suo sul tavolino e subito mi affretto a stringerlo in un abbraccio. Affondo il viso sul suo petto, beandomi del famigliare profumo che ormai da mesi mi culla e stringo le braccia attorno alla sua schiena, accarezzando piano il materiale della camicia.
«Sul serio, Rora. Lo capisco che non posso renderti felice, ma voglio solo che tu stia al meglio e che non ti penta della tua scelta. Tu sei... importante per me e non desidero affatto vederti triste come domenica.»
Deglutisco, sconvolta da ciò che mi sta dicendo. Ha a cuore la mia persona e non vuole che soffra. Santo cielo, ma come ho fatto a trovare un ragazzo dal genere? Il mio cuore scalpita nel petto mentre sollevo il capo, chinandolo un po', e sfioro il suo viso con la mano. «La mia infelicità non dipende certo da te, tesoro» rivelo. «Al contrario, a prescindere dalla finzione o dalla realtà dei fatti, tu sei il primo a farmi dubitare di tante cose, il primo a rendermi vulnerabile e sto cercando di capire se la cosa sia un bene o un male. Ti chiedo solo di non pensare mai di non rendermi felice. Fai del tuo meglio e io apprezzo ogni singola cosa, Harry. Ogni. Singola. Cosa» ignoro il nodo in gola e la vulnerabilità che mi avvolge come un manto gelido. Avevo bisogno di tirarle fuori queste cose, sentivo la necessità di rassicurarlo perché se c'è una cosa che Harry Ford non mi provoca, quella è l'infelicità. Lui è tutto quello di cui ho bisogno per riprendermi, lo sa il mio cervello e lo sa il mio cuore, sono solo ritrosi a lasciarsi andare e nonostante delle volte accada, non è mai al duecento percento, come vorrei. Dunque, ho bisogno di tempo per capire come comportarmi, ma soprattutto, ho bisogno di parlargli di Darren.
«Da cosa dipende allora?» chiede.
Ed è fatta.
Ha dato il via ad una conversazione che di leggero non avrà proprio nulla. E me ne dispiaccio, perché di sicuro non mi aspettavo di appesantire la nostra prima notte sotto il cielo londinese.
«Dall'uomo che ho perso anni fa in un incidente, Darren. Il mio migliore amico» ammetto.
«E di Devon» dice.
Non riesco a definire il suo tono di voce, si è solo... raffreddato.
Annuisco.
«Lo ami?»
Non mi sfugge l'utilizzo del presente e questo, sommato al suo sguardo e il tono di voce, mi mette i brividi.
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𝐀𝐔𝐑𝐎𝐑𝐀 [𝐁𝐨𝐬𝐭𝐨𝐧 𝐋𝐞𝐠𝐚𝐜𝐲 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞𝐬 𝐕𝐨𝐥.𝟐]
ChickLit𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐧-𝐨𝐟𝐟. 𝐏𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐯𝐞𝐫𝐲 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 �...
![𝐀𝐔𝐑𝐎𝐑𝐀 [𝐁𝐨𝐬𝐭𝐨𝐧 𝐋𝐞𝐠𝐚𝐜𝐲 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞𝐬 𝐕𝐨𝐥.𝟐]](https://img.wattpad.com/cover/307235428-64-k581119.jpg)