Capitolo 17

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La stanza dove Talo lavorava assomigliava di più a un laboratorio di un ricercatore ossessionato piuttosto che a un semplice rappresentante edile. Progetti appesi ai muri, disegni e geometrie gli uni accanto alle altre circondavano i tre mentre si facevano strada all'interno.

«Mia moglie può cacciarmi di casa per i miei vizi, ma non può negare di essere una visitatrice abituale del mio laboratorio.» Talo annuì con le braccia incrociate mentre spinse la schiena contro lo stipite della porta. Nonostante loro fossero molto più giovani di lui, Lawnard non poté non pensare che quella fosse "una vera e propria stanza da nerd".

La verità era che Talo andava particolarmente fiero del suo angolo privato. Ogni centimetro era ricoperto da qualcosa di interessante e all'apparenza parecchio complesso. Il più curioso di tutti fu proprio Valk, che ispezionò con attenzione una tela appesa alla parete in un punto alto.

Quando Lawnard lesse il titolo della tela, Talo si avvicinò grattandosi la testa.

«Sono passioni difficili da realizzare in un luogo così chiuso. Se resto qui è per mia moglie. Mi piacerebbe che queste creazioni prendessero vita e potessero vedere la luce, magari nelle mani di giovani come voi.»

Dopo aver regalato a entrambi una pacca sulla spalla, Reux e Gan erano fermi dall'altra parte della stanza, dove una scrivania e diversi fogli sparsi che ne ricoprivano la superficie erano presenti.

«Giusto. La Villa Rema» disse Talo avvicinandosi e raccogliendo da un cassetto un paio di piccoli occhiali da lettura. «Una costruzione ammirevole, perfettamente notabile lo stile usato alla capitale reale per le loro costose abitazioni. Se non fosse stato Kraig a commissionarla, probabilmente avrei accettato di portarne avanti la lavorazione. Dovrebbe essere... proprio qui.»

Un cesto a lato della scrivania era pieno di fogli di progetti arrotolati e legati con degli spaghi. Alcuni apparivano particolarmente polverosi, ma assieme a essi venivano dei certificati firmati dall'associazione locale che Talo rappresentava. Apparentemente il suo nome era "Kronos Edilizie".

Lawnard si avvicinò, notando che il logo sull'angolo più in alto a destra del lungo foglio arrotolato era molto simile a qualcosa di già visto.

«Assomiglia alla Solas Company.»

«Conosci la storia di Karim Solas? Anche tu sei hai la ricerca nel cuore, una passione per l'antico e lo strambo?» Talo si sentì capito, nonostante le sue improvvise domande inaspettate.

«E-Ehm... Diciamo che è un altro motivo per cui siamo qui.» Lawnard guardò Valk, che era di fianco a lui, come per chiedere aiuto. Quest'ultimo sorrise e allungò un braccio attorno alle spalle dell'amico, facendo il segno della pace.

«Oh, lo strano è il dittatore della nostra vita. Come scordare i più famosi letterari del genere: "Filian Asmon", "Erana Malodia"! Autori del genere sono il nostro pane quotidiano e il nostro interesse è smodatamente aperto a una piacevole condivisione.»

Lawnard guardò con un certo imbarazzo Talo, che sorrise nel riconoscere nomi simili. Valk N. Zoras nascondeva mille segreti dietro un'immagine sorridente e ripudiata da parte di Reux.

«Com'è bello avere dei giovani interessati alla lettura. Potete venire nel mio laboratorio quando vorrete per ritrovare nelle mie invenzioni un'ispirazione nuova, per come la dettava Asmon.»

Lawnard nuovamente non capì i nomi che i due dovevano conoscere molto bene. Quando tentò di rivolgere uno sguardo pietoso al suo compagno di squadra, quello gli sorrise come per fargli intendere di non preoccuparsi.

Valk si avvicinò dunque al suo orecchio per sussurrargli: «In questo modo avremo la facile fiducia di un pezzo forte del villaggio. Vedrai, ci tornerà utile.»

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