POV EVELYN
Con titubanza Brian accetta di seguirmi all'interno. Non ho idea del motivo che lo abbia spinto a non fare domande, ma meglio così. Quello che mi ha rivelato sul suo passato mi ha scossa e non poco. Per un attimo è stato come se ad essere nel corpo di quel piccolo bambino ci fossi io. E non tanto per le parole: Brian è stato il più sintetico possibile. Ma il suo corpo ha parlato per lui. Le mani sudate, i pugni stretti, le unghie affondate nei palmi, forse anche inconsciamente. Il labbro stretto tra i denti nei momenti di silenzio, le vene in risalto sul suo braccio, i muscoli dell'addome contratti. E poi, la cosa più importante. Il nero dei suoi occhi era diventato più intenso, più profondo. Per molti sarebbe stato spaventoso. Io, invece, riuscivo a scorgervi un'anima fragile. Un'anima che per qualche secondo è sembrata mettersi in connessione con la mia. Perché si, la paura, l'ansia, il terrore di quel bambino li ho percepiti fin dentro le ossa, tanto da dover ricercare conforto proprio tra le braccia di colui che invece avrebbe dovuto ricercarlo, ma che nonostante tutto mi ha stretta a sé, senza alcuna lamentela.
Ora più che mai sono convinta di aver preso la scelta giusta.
Tempo di mettere piede in palestra che subito gli sguardi si calamitano su di noi, attivando per propagazione il chiacchiericcio da me tanto odiato.
Uno sguardo tra tutti lo sento bruciare fin sottopelle. Gli occhi di James sprigionano fuoco e fiamme. Vedermi rientrare con Brian non deve essergli piaciuto per nulla. Come al solito rabbrividisco dinanzi a lui, una reazione incontrollata del mio corpo, che ancora rimanda la mia mente a quella notte, ma non solo. Tanti ricordi si accavallano nella mia mente, sovrapponendosi al primo, causandomi un senso continuo di nausea e debolezza.
Brian, nonostante abbia gli occhi puntati addosso più della sottoscritta, avanza fino a circondarmi le spalle con il braccio destro, avvicinandomi a sé. Io invece mi irrigidisco, per l'imbarazzo, e lui ovviamente lo percepisce.
<<Muovi il culo, non mi va di trascinarti per tutta la palestra>> mi dà una leggera spinta come incoraggiamento, e sempre tenendomi stretta a lui, iniziamo a camminare in direzione dei nostri amici.
<<Guardate chi è tornato. Avevate bisogno di una stanza per caso?>> sorrisetti stentati si propagano sui volti degli altri componenti del gruppo.
<<Sei un coglione Liam, non che la cosa mi sorprenda>> afferma Brian staccandosi da me e accendendosi una sigaretta.
<<Mai quanto te amico>> ribatte il primo alzando un bicchiere nella sua direzione.
Mi limito a scuotere la testa, ma un lieve sorriso si accenna anche sul mio volto. Infondo mi sto abituando a queste battutine del cazzo. E non so se riuscirei più a farne a meno.
<<Vomito>> afferma Alisia spingendo tutti noi a voltarci in direzione del suo sguardo. James sta limonando e palpeggiando Chloe, incurante di trovarsi in un luogo pubblico. I suoi occhi, però, cercano i miei. Sento la nausea assalirmi, ma non mi volto, non gli nego il contatto visivo, se è quel che vuole. A parte lo schifo, non provo nulla.
Se non la sensazione di non essere abbastanza. Per lui non ero abbastanza. E se non sono stata abbastanza per una persona di merda quale James, come potrò mai esserlo per qualcun altro?
Il suo sorrisetto di scherno aumenta mentre vedo Chloe intenta a lasciare l'impronta del rossetto sul suo collo, intenta a marchiarlo. Alza un calice nella mia direzione, percorrendo con sguardo lascivo il mio intero corpo. Ingoio a vuoto, la sensazione di essere troppo scoperta, troppo esposta, si impadronisce di me.
Poi una presa sui fianchi mi fa sobbalzare. Un odore di tabacco e menta colpisce le mie narici. Un miscuglio che non avrei mai pensato potesse piacermi così tanto.
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My Weakness
RomanceA Evelyn Turner non è mai mancato nulla. Una villa enorme con piscina annessa, un bagno privato in stanza con vasca idromassaggio, vestiti e trucchi delle migliori marche, sfoggiati durante le cene e i gala dell'alta società. Studentessa brillante d...
