CAPITOLO 26

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POV EVELYN

Scombussolata. Ecco il termine che descrive al meglio la mia attuale situazione.

Non riesco a ragionare, l'adrenalina mi ha del tutto abbandonata, per lasciar spazio alla metabolizzazione di quanto accaduto nell'arco di una sola serata.

Il discorso di Jessica, il mio discorso, le labbra di Brian sulle mie, non una ma più e più volte, i brividi sulla pelle. E poi James, la sua aggressione, l'arrivo del mio diavolo tentatore personale a salvarmi, ancora una volta. E lo sparo.

Chiudo gli occhi, scossa, prendendo un respiro più profondo del dovuto.

Mani calde mi accarezzano le spalle, coperte dal morbido tessuto bianco ancora impregnato del suo odore.

I brividi non accennano però a diminuire al solo ricordo del terrore che ha attanagliato il mio stomaco, e che ancora non demorde.

Due ore prima

Il rumore dello sparo precede di un solo frangente il bruciore che si propaga a partire dal bicipite destro per poi espandersi gradualmente in tutta la parte destra del mio corpo.

James ha fatto partire il colpo, che per fortuna mi ha preso solo di striscio, senza conficcarsi nella carne. Non ho idea di dove sia finito il bozzolo del proiettile, ma subito mi assicuro che non abbia colpito Brian, volgendo a lui la mia attenzione.

Tempo di sollevare lo sguardo che lo ritrovo al mio fianco. È la prima volta che vedo la sua mano tremare mentre si avvicina al mio corpo per accertarsi delle mie condizioni.

<<Dove ti ha colpita?>> La voce, nonostante tutto, è ferma e decisa, quasi meccanica, preimpostata.

<<Il braccio, fa male.>> Dico stringendo gli occhi mentre lui lo afferra delicatamente spostandolo dalla rigida posizione in cui l'ho inconsapevolmente bloccato dopo la mia rovinosa caduta a terra.

Lo ispeziona piano, valutando la gravità della situazione.

<<È una ferita marginale, però potrebbe servire qualche punto.>> Una nota di sollievo emerge dal suo timbro vocale.

<<Ma che scena commuovente.>> La voce alle mie spalle mi riporta con i piedi per terra. Metaforicamente. Ma ciò non vale per Brian, che invece scatta in piedi, ponendosi in modo tale da farmi scudo con il suo corpo.

Cerco di voltarmi nella loro direzione, ma mi riesce difficile. Il dolore sta iniziando a prevalere su tutto il resto.

<<Se non vuoi stare con me mi assicurerò che tu non possa stare con nessun altro.>>

Con la coda dell'occhio vedo i muscoli di Brian sempre più contratti, e i suoi pugni sempre più stretti, tanto da essere sicura che abbia conficcato le unghie nella pelle.

<<Perchè? Perchè vuoi a tutti i costi che io e te stiamo insieme? Cosa c'è in ballo?>> Domando esausta, non riuscendo a comprendere questo suo atteggiamento di rifiuto verso la chiusura della nostra relazione.

<<Perchè sei mia. Sei stata destinata a essere mia, fin da quando eravamo piccoli. Tutte le ricchezze delle nostre famiglie sono state intestate ai tre unici eredi. Ma Rosie è morta, e adesso la sua parte è nelle tue mani. Avrai tu il controllo di tutto. Ogni mia azione dovrà essere autorizzata da te, ogni mio cliente, ogni mia idea, tutto dovrà prima passare per le tue mani. Per cui, Evelyn Turner, o stai con me o risolverò il problema direttamente alla fonte.>>

E in attimo tutto acquista più senso.

È una questione di soldi? È arrivato a tutto ciò per una questione economica che avremmo tranquillamente potuto risolvere sedendoci a un tavolo e conversando civilmente?

My WeaknessDove le storie prendono vita. Scoprilo ora