POV EVELYN
Il tempo scorre inesorabile. Non c'è modo di interrompere la sua avanzata. Le lancette perpetuano nel loro moto, il buio soccombe alla luce, che, raggiunto il suo apice, torna a lasciar spazio all'oscurità. Ma mentre il ciclo vitale prosegue imperterrito, io resto ferma.
Non mangio, non dormo, non penso. Solo, ricordo. Vorrei spegnere il cervello, annullarlo come ho fatto con il mio corpo, ma il bastardo continua a proiettare gli scenari dell'altro pomeriggio. Non c'è via di scampo: non riesco a evadere da questi. In più, il senso di impotenza si alimenta di ora in ora, evidenziando la mia debolezza.
Sensi di colpa privi di fondamento bussano alla porta, e senza chiedere il permesso penetrano nel profondo con irruenza. Non è stata colpa mia. Io non c'entro. Ma perché mi fido sempre delle persone sbagliate?
L'altra sera, quando ho ripreso conoscenza ho dovuto fronteggiare un dolore lancinante in corrispondenza delle tempie. Crampi infernali si estendevano su ogni singola porzione della testa, tanto da necessitare di continui panni bagnati con acqua bollente. Liam mi ha portata a casa. Mi ha detto che avevo ripreso conoscenza già nel tragitto in macchina e lo avevo implorato di non portarmi né in dormitorio né in confraternita. Poi mi ha assistita per tutta la notte. Non ho la minima idea di come abbia fatto a convincerlo a non dire nulla a nessuno. Probabilmente grazie alla promessa di raccontare l'accaduto io stessa non appena me la fossi sentita. In realtà non ho proprio ricordi lucidi della serata, se non il senso di malessere, il mio rigettare succhi gastrici per ben quattro volte, e la voglia di chiudere gli occhi ed estinguere ogni forma di sofferenza. Ma ogni volta che le palpebre si abbassavano il volto di Simon prendeva forma, tanto da farmi sobbalzare e acuire i malori.
Non mi ha fatto nulla. Nulla che non abbia già passato. Eppure, per l'ennesima volta, mi sento sporca. Inizio a credere di essere io il problema. James, Flynn, Simon. Relazioni nate in maniera completamente diversa l'una dall'altra, eppure tutte con una conclusione similare. E forse la consapevolezza che la responsabilità di quel che mi succede ricada su di me è ciò che sto accusando maggiormente.
So di essere più intelligente di così; so che potrei sforzarmi e ricercare il vero motivo che si cela dietro le azioni di cui ciascuno di loro si è reso artefice, ma in questo momento non riesco a fare altro se non incriminarmi come colpevole.
L'intera giornata di ieri l'ho passata piangendo. A volte a dirotto, singhiozzando, a volte lasciando via libera alle lacrime di scorrere lungo il mio viso, passive. Lucy ha smesso di provare a bussare alla porta della mia stanza dopo che, al quinto o sesto tentativo, le ho urlato contro che l'avrei fatta licenziare se non avesse smesso. È stato un colpo basso e immorale: so quanto abbia bisogno del lavoro di governante per mandare avanti la sua famiglia, quanto i soldi le servano per accudire il marito allettato e pagare le rette scolastiche dei figli. Ma soprattutto, non se lo merita per tutto l'amore che mi ha riservato nel corso degli anni, in cui la sua figura ha sostituito quella dei miei genitori, durante le loro interminabili assenze.
E così i sensi di colpa sono aumentati. E quasi mi sono sentita meritevole di passare il resto dei miei giorni da sola, magari reclusa in una stanza, come in questo momento.
Liam mi ha contattata due volte, chiedendomi come stessi. Non ho potuto ignorarlo: non gli avessi fornito mie notizie, probabilmente avrebbe allertato mezzo mondo e ogni buon proposito di non coinvolgere nessuno in tutto ciò sarebbe andato miseramente a fanculo.
È l'unico a cui ho degnato di risposta. Alisia continua a messaggiarmi in continuazione. Dal mio canto ho tolto l'ultimo accesso, l'online e le spunte blu. Sono diventata un fantasma, e non solo virtualmente parlando.
Carol è meno insistente, probabilmente tenuta a bada anche dal suo ragazzo. E so di star mettendo Liam in una situazione difficile, obbligandolo a mentire alla sua dolce metà, ma sento di non poter fare altrimenti.
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My Weakness
RomanceA Evelyn Turner non è mai mancato nulla. Una villa enorme con piscina annessa, un bagno privato in stanza con vasca idromassaggio, vestiti e trucchi delle migliori marche, sfoggiati durante le cene e i gala dell'alta società. Studentessa brillante d...
