CAPITOLO 29

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POV EVELYN

«Elias sembra sia tornato alla carica.»

«Le minacce di James avevano terrorizzato anche lui a quanto pare.» Non nascondo il disgusto dinanzi questa constatazione.

«Hai intenzione di dargli una possibilità?» Alisia mi osserva curiosa, rigirandosi una penna tra le mani.

Il nostro studio intensivo ha necessitato di una pausa dopo che per più di mezz'ora lo sguardo del ragazzo in questione era rimasto incollato su di me, il tutto confermato anche da Andrew, che da dietro al bancone dell'angolo bar aveva tenuto sott'occhio tutta la situazione.

«No.» Arcua un sopracciglio, puntandomi interrogativa.

«E perché mai?» Mi prendo qualche secondo prima di risponderle. 'Già, perché no?'

«Si è fatto surclassare dalle parole di James. Troppo facile entrare in gioco quando si ha già la strada spianata e priva di ostacoli.» Ammetto con totale onestà.

«Non ti farebbe male uscirci. Non dico debba nascere qualcosa tra voi. Ma ti farebbe bene svagare un po' la testa.»

«Non eri tu la prima a sostenere che Elias non facesse per me?» La riprendo scherzosamente, anche se stranita da questo cambio di opinione nei suoi confronti.

«Oh sì, e lo penso ancora. È troppo perfettino e precisino per te, insieme sareste di una noia mortale. Inoltre è un donnaiolo. Però, per quanto sia pronto a infilare il suo amichetto nel primo buco disponibile, è anche abbastanza rispettoso verso il rifiuto di una donna. In genere lascia sempre che sia lei a prendere iniziativa. Per cui potrebbe essere un'ottima fonte di distrazione, visto che si nota da lontano un miglio che stravede per te.»

«E tutte queste informazioni da dove derivano, scusa?» Circospetta analizzo la figura della mia amica, improvvisamente trasformatasi in una sorta di enciclopedia ambulante.

«Voci di corridoio, racconti di Jasper. Si conoscono da un po' di anni a quanto ne so.»

Sospiro. «Ad ogni modo, la mia considerazione non cambia. Non illuderò Elias dandogli false speranze, più di quante già non ne abbia.»

Alisia annuisce, e un leggero sorriso compare sulle sue labbra, un piccolo ghigno che mi rimanda a quello di qualcuno ormai fin troppo familiare.

«Perché quel sorrisetto?» Domando sospettosa, non capendo cosa le stia frullando per la testa.

«è peggio di quanto pensassi.» Sussurra, ma riesco a sentirla lo stesso.

«Di che parli?»

«Nulla, nulla.» Afferma prima di alzarsi e avviarsi nuovamente verso la biblioteca.

«Alisia non puoi fare così!» Mi alzo anch'io, iniziando a seguirla. «E aspettami dannazione.»

Passiamo la successiva ora a studiare, anche se la domanda della mia amica continua a serpeggiare nei meandri della mia mente. Perché non darei una possibilità a Elias? Subito due occhi scuri come la pece si fanno largo tra i pensieri, imponendosi come protagonisti indiscussi della risposta.

Giunto il momento per Alisia di prender parte alla sua ultima lezione della giornata, decido di lasciare anch'io quell'ambiente che, seppur spazioso, stava divenendo troppo angusto per lo sguardo persistente che, inevitabilmente, percepivo addosso.

«Buona lezione Alisia cara.» La saluto ironicamente, guadagnandomi come risposta il terzo dito ben in mostra.

Con ancora il sorriso stampato in volto mi avvio verso il dormitorio. Avrei sfruttato il tempo libero per pulire un po' la mia stanza e il resto dell'appartamento.

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