POV EVELYN
Libertà: assenza di impedimenti, costrizioni, restrizioni. Capacità dell'individuo di agire -o scegliere di non farlo- in assenza di pressioni esterne, autodeterminandosi secondo fini e mezzi scelti in piena autonomia.
Qualunque significato le si voglia attribuire, queste lettere combinate tra loro hanno assunto l'identificazione del mio stato attuale.
È come riemergere da un'apnea interminabile. Mi sento svuotata. Un vuoto privo, però, di connotazione negativa. Un vuoto che appaga, che non impoverisce, ma piuttosto mi restituisce me stessa.
Stordimento, leggerezza, euforia. Sono queste le sensazioni che hanno preso possesso del corpo e dell'anima da ieri sera e non si sono più scollate di dosso.
Appena Alisia mi aveva riferito che Brian si fosse recato a casa loro, l'ho pregata di accompagnarmi da lui, e lei e Noha hanno esaudito di buon grado la mia richiesta. E ringrazio la determinazione che mi ha assalita dopo le dichiarazioni di Chloe.
Quando Brian mi ha riaccompagnata in dormitorio temevo che la magia si sarebbe dissolta, che tutto sarebbe rimasto confinato tra le mure di quella soffitta.
A tranquillizzarmi, poi è stato proprio il suo messaggio che, poco prima che il sonno avesse la meglio, ha continuato a farmi ardere di emozioni.
Ricorda, era solo un assaggio. Preparati alla perdizione più totale.
Nuove fitte avevano preso a divampare nel mio basso ventre, e ho dovuto stringere talmente forte le gambe tra loro da sentire dolore. Un piacevole dolore.
E una morsa mi attanaglia al pensiero di dover passare l'intera giornata senza vederlo. Di dover aspettare ore e ore prima di poter nuovamente anche solo osservare il suo corpo statuario, o far sfiorare la nostra pelle.
«Finito di contemplare il nulla cosmico? Hai un sorriso smielatamente dolce.» Guardo Alisia di sbieco, ben consapevole di quanto possa essere l'ultima a farmi la predica.
«Te hai finito di contemplare il telefono invece?» Colpita e affondata, le guance assumono una leggera tinta scarlatta, che subito riesce a ricacciare indietro.
«Sto solo aspettando che l'oggetto dei tuoi pensieri, nonché desideri, si degni di passare a prendermi.» Il cuore accelera, complice la sua allusione. Ma è proprio l'ultima notifica in anteprima sullo schermo del suo telefono a offrirmi il pretesto perfetto per ribattere.
«E quand'è che dovresti urlare?» Aggrotta le sopracciglia per poi realizzare e osservare il telefono abbandonato pochi secondi prima sul tavolo della cucina, dove il 'preparati a urlare' si è messo in risalto dallo sfondo chiaro.
Un'imprecazione davvero poco principesca le abbandona le labbra, e mi lascio andare a una fragorosa risata.
Finché il suono di un clacson porta la nostra attenzione sulla McLaren che, come se uno non fosse sufficiente, sprigiona un secondo suono nell'aria silenziosa che si respira oggi alla Stanford.
«Sicura di non volere un passaggio?»
«Si, verrà a prendermi mio padre a breve, non preoccuparti.» Cerco di rassicurare anche me con queste parole, e soprattutto di autoconvincermi della loro veridicità, del fatto che non ci sarà alcun inconveniente che gli impedirà di tener fede alla sua promessa.
Ma Alisia lo sa. È consapevole del mio essere guidata dalla speranza di risanare le ferite inflitte con lame affilate dalle amare delusioni accumulate nel corso di questi anni. La speranza di poter instaurare di nuovo un rapporto con la mia famiglia. Quella che ho, ma che sembro non avere.
STAI LEGGENDO
My Weakness
RomanceA Evelyn Turner non è mai mancato nulla. Una villa enorme con piscina annessa, un bagno privato in stanza con vasca idromassaggio, vestiti e trucchi delle migliori marche, sfoggiati durante le cene e i gala dell'alta società. Studentessa brillante d...
