POV EVELYN
«Ma porca puttana»
Un'esclamazione poco elegante ma del tutto inevitabile è quella che rimbalza tra le pareti dell'enorme sala, propagandosi con zelo nella mia cassa timpanica con conseguente generazione di onde sonore destinate a schiantarsi senza pietà contro il centro di elaborazione sinaptica delle informazioni.
Comprimo le labbra tra loro fino a ridurle a una linea sottile, tanto da avvertire un dolore sordo alla mandibola per la contrazione innaturale a cui la sto sottoponendo.
Ma mi impedisco a ogni costo di serrare gli occhi, traditori infami delle emozioni, non intenzionata per niente al mondo a concedergli il lusso di farmi perdere il momento che avrebbe segnato la sua fine.
Ogni frammento di quiete che aveva scandito l'ultima ora delle nostre vite è ormai un lontano ed effimero ricordo; a far da padrona resta la consapevolezza amara dell'utopia di un ritorno a quello stato di pace.
«Io lo ammazzo.» Vorrei scattare in avanti, senza sapere neanche io stessa a che fine, ma due braccia possenti mi afferrano appena in tempo, favorendo lo schianto della mia schiena contro un muro di muscoli sodi, caldi e senza ombra di dubbio ben graditi.
«Brian.» lascio che sia il raziocinio a formulare il suo nome, tuttavia la psiche inconscia lo colora di una sfumatura di convinzione talmente precaria da creare un fraintendimento con l'originario intento.
«Marcirai su dell'umido terriccio, abbandonato alla putrefazione. Diventerai mangime per vermi e restituirai la materia organica che hai sottratto all'universo per la tua inutile esistenza.»
è inevitabile. Nonostante l'intenzione di Brian di trattenermi a sè, depistando i miei tentativi di sfuggirgli tramite la subdola via della seduzione, anche lui si ritrova impossibilitato dal non lasciarsi andare a una sonora risata, che trova riscontro nella mia. Nasce nello sterno, scende lungo l'addome, si accumula finché non diventa dolore puro: una fitta profonda e insistente, infatti, mi piega lentamente su me stessa. Eppure non riesco a smettere di ridere. I bulbi oculari iniziano a lacrimare, mentre l'aria sembra quasi venir meno, tra uno spasmo e l'altro.
La fronte di Brian trova giaciglio nell'incavo del mio collo, mentre si concede una più moderata reazione, se paragonata alla mia, ma degna di nota per essere lui il soggetto in cui è scaturita.
«Bambolina, penso tu stia un po' esagerando.» Noha incrocia le braccia al petto, sfoggiando un'aria di sufficienza che quasi suggerisce una potenziale offesa per l'immagine vivida usata dalla mia amica. «Per due gocce d'acqua...» Non fa in tempo a concludere la frase che si trova a parare istintivamente le mani davanti all'addome, evitando per un soffio l'attacco fulmineo di Alisia. Segue una corsa disperata per la sopravvivenza, mentre lei lo insegue, giurando vendetta e promettendo di fargli pagare, una per una, quelle singole 'gocce'.
Noha, infatti, ha avuto la splendida idea di riempire d'acqua un bacile che giaceva ignaro nel piccolo spogliatoio della piscina e sversarlo addosso ad Alisia, intenta a bere un cocktail improvvisato a bordo vasca. Il risultato è stato l'effetto barboncino bagnato sulla mia amica e la sua ira funesta, pronta a scagliarsi senza pietà sul malcapitato.
«Sono un caso perso» Scuote la testa a sottolineare l'irrecuperabilità dei nostri amici. Eppure trovo in loro il rapporto più vivido che conosca, costernato da tutte le sfumature emotive possibili. La loro relazione è una giostra continua, di quelle che sanno alternare l'impeto con la quiete, dissipando e regalando l'uno o l'altra senza preavviso. è come un turbine continuo, che li travolge senza fine, ma li mantiene al contempo, inspiegabilmente, in perfetto equilibrio. .
Con una strategia discutibile, Alisia devia improvvisamente la traiettoria, mentre Noha continua ad avanzare ancora di qualche metro prima di rendersi conto che Aly ha smesso di rincorrerlo. Ma tempo di voltarsi che un pallone da basket gli finisce in pieno petto, costringendolo a proiettare nuovamente la sua attenzione dinanzi a sè. Ma la sua ragazza gli compare alle spalle e inizia a esercitare una crescente pressione sul suo corpo che, cogliendolo alla sprovvista, Noha non riesce a contrastare, ritrovandosi, inevitabilmente, a testare la temperatura dell'acqua della piscina.
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My Weakness
RomanceA Evelyn Turner non è mai mancato nulla. Una villa enorme con piscina annessa, un bagno privato in stanza con vasca idromassaggio, vestiti e trucchi delle migliori marche, sfoggiati durante le cene e i gala dell'alta società. Studentessa brillante d...
