POV BRIAN
Dicono che il futuro sia incerto, di godersi il momento perché non si sa cosa il domani possa avere in serbo per noi.
Eppure, non posso fare a meno di pensarci, al domani. Cosa succederebbe se non vedessi quelle striature color miele? O quelle labbra carnose, che sembrano urlare peccato da ogni angolazione? Cosa succederebbe se tutto ciò non si rivelasse altro se non un misero sogno?
Flash della vita prima di lei si parano dinanzi la mia coscienza. E un abnorme vuoto sembra accompagnarli. Non ricordo momento in cui, da solo, abbia provato qualsivoglia emozione al di fuori dell'autocommiserazione verso me stesso.
Ora, invece, pur in momenti di solitudine, mi basta pensare a lei per colmare la carenza emozionale o bilanciare il buio dentro me. Chiudere gli occhi comporta sostituire le immagini con la sua figura, i suoi sorrisi, i suoi sguardi, innocenti e non. E anche quelle ore della giornata ricche di vuoto e amarezza sono diventate più sopportabili.
«Ah, così assorto, in un'altra dimensione. C'est l'amour.» Il braccio di Liam sulle spalle mi fa sobbalzare, e di rimando gli fa guadagnare un'occhiata trasversale che avrebbe fatto rabbrividire chiunque. Ma, ovviamente, non lui.
«Piantala, coglione.» Me lo scrollo di dosso, alzandomi dal divano e avvicinandomi al balconcino per accendermi una sigaretta.
Devo smetterla anche con questa merda. Ma non è ancora il momento. O, perlomeno, non adesso che la mia vita sembra essere in balia di onde sconfinate, il cui approdo rimane a me ignoto.
«Perché tu te ne intendi, vero?» Noha subentra nella conversazione, distogliendo l'attenzione dal sottoscritto, causando l'insorgenza di sdegno sul volto del nostro amico.
«è un'insinuazione, per caso?»
«Perspicace, Liam.»
«Perché stai tergiversando l'attenzione su di me, quando è lui quello che sta di continuo a contemplare il nulla cosmico, con la bava che gli cola dal mento?»
«Perché fa ridere come il bue dia del cornuto all'asino.»
«Sono tutte insinuazioni campate per aria.» Quasi mi infastidisco dell'ingenuità di Liam e del suo non saper rispondere alle battutine altrui. Basterebbe rigirare la situazione su di Noha e passerebbe all'avere il coltello dalla parte del manico.
Ma non mi intrometto. Non quando l'intervento di Noha ha evitato a me il suo interrogatorio.
«La moretta che ti sei premurato di andare a prendere per portarla qui dalle sue amiche e che accompagnerai stasera alla festa è sicuramente il frutto di una mia illazione mentale, senza ombra di dubbio.»
«Aveva solo bisogno di un passaggio.» Allarga le braccia, probabilmente anche un po' infastidito. E posso ben capirlo, per questo decido di prendere parola prima che il tutto possa degenerare.
«Cristo, sembrate dei bambini. Cinque minuti che vi si lascia soli e rischiate di mettervi le mani addosso.» La soave voce incazzata di mia sorella entra nel nostro campo uditivo, evitando così anche a me la rottura di coglioni di intromettermi.
«Siamo qui da un'ora e mezza circa, bambolina. Se la tua constatazione fosse vera, a quest'ora qualcuno di noi si ritroverebbe senza testa.» Non mi sforzo neanche di guardare male il mio amico per l'appellativo utilizzato, anche perché, in compenso, è il cuscino lanciatogli addosso da mia sorella a rimetterlo al suo posto, e la sua esclamazione di dolore mi fa intuire che, anche questa volta, è la cerniera ad averlo colpito.
«Alisia, i capelli, maledizione.» è Liam a richiamarla, dato che il cuscino, nella traiettoria percorsa, ha sfiorato le sue ciocche più prossime alla fronte.
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My Weakness
RomanceA Evelyn Turner non è mai mancato nulla. Una villa enorme con piscina annessa, un bagno privato in stanza con vasca idromassaggio, vestiti e trucchi delle migliori marche, sfoggiati durante le cene e i gala dell'alta società. Studentessa brillante d...
