PREMESSA
So che non nutrite particolare simpatia nei confronti di Brian al momento, MA vi chiedo di leggere questa prima parte con la massima imparzialità, cercando di entrare nel groviglio contorto della sua mente. Ci vediamo a fine capitolo, love u! <3
POV BRIAN
Non ho mai aspirato a essere perfetto. L'idea di perfezione non ha mai sfiorato neanche le parti più recondite del mio essere. Tantomeno ho mai invidiato chi ostenta perfezione: non ho motivo di invidiare l'inganno dell'apparenza.
Ho sempre vissuto con un unico obiettivo: mai e poi mai diventare come lui. Il solo pensiero mi fa contorcere le viscere. Piuttosto, preferirei piantarmi del piombo nel cervello.
Tuttavia, una parte di me, quella che cerco di sopprimere costantemente, ogni tanto riesce a emergere dalla profondità in cui l'ho confinata, per ricordarmi che il sangue che mi scorre nelle vene è il suo, che i geni sono i suoi. E quando la sua parte si manifesterà non avrà compassione. Spezzerà chiunque le sia abbastanza vicina, senza favoritismi, senza pietà. Non risparmierà nessuno. E per questo tutti dovrebbero starmi lontano. Così non troverà alcuna persona innocente, e riverserà la sua abiezione su chi prima le capiterà sottomano.
Ed egoisticamente, preferisco sia così. Che a pagarne le conseguenze sia qualcuno a me ignoto. In questo modo la percentuale sarà perfettamente equa sul suo meritare o meno tale ferocia.
Eppure, negli ultimi mesi ho mandato a puttane anni e anni di sacrifici. Anni in cui gli unici a cui ho permesso di correre il rischio sono state sempre e solo le stesse tre persone. Liam, Noha, Alisia.
La profondità del sentimento che mi lega a loro è tale da essere radicata in me. E non nego che l'idea di abbandonarli tra pochi anni mi manda fuori di testa, specialmente se penso a mia sorella. Ma non voglio spezzare nessuno di loro, lei soprattutto. Ha ricostruito se stessa con così tanta fatica che solo il contemplare l'idea che qualcuno, compreso io, possa farle del male, mi manda in cortocircuito, portandomi sull'orlo di una crisi di rabbia.
Andarmene è sempre stata l'unica opzione possibile e valutabile, nonostante nessuno di loro ne sia a conoscenza.
E poi è arrivata lei. Lei che ha stravolto ogni cosa. Ogni certezza, ogni piano per il futuro, tutto mandato al diavolo.
Non è mai stato nelle mie intenzioni avvicinarmi così tanto, né tantomeno renderla così importante. L'attrazione è subentrata subito, ma era paragonabile a quella verso qualsiasi essere femminile dotato di vagina, polmoni e forme al punto giusto. Poi, però, è subentrato l'istinto protettivo. Non ho idea di cosa lo abbia innescato, non credo ci sia stato un movente specifico.
Quel che so è che la cercavo. Sempre. Di continuo. Il mio sguardo cadeva inevitabilmente su di lei, anche quando era con quella troia della sua amica e ignorava beatamente la mia presenza.
I punzecchiamenti continui rendevano divertenti i nostri incontri casuali. Lì i suoi occhi si animavano e sprigionavano luce. Una luce che le stava divinamente, ma che non le avevo mai visto in altre situazioni.
E una volta realizzato ciò, l'istinto di protezione si è rafforzato, e anche la parte razionale è stata concorde con l'irrazionalità che talvolta mi porta a credere alla presenza di situazioni allarmanti nella vita altrui solo per un livido o un graffio di troppo, una lacrima trattenuta o un semplice sussulto improvviso.
Non era una mia illazione: qualcosa nella vita di quella ragazzina non andava. E il continuo osservarla l'ha resa un pensiero fisso nella mia testa.
L'avvicinamento non era assolutamente previsto, eppure c'è stato, e ne sono diventato dipendente. Nessun'altra riusciva ad appagarmi, nonostante ci abbia provato, per dimostrare a me stesso il suo essere una come tante. Ma non lo è, non lo è mai stata.
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My Weakness
RomanceA Evelyn Turner non è mai mancato nulla. Una villa enorme con piscina annessa, un bagno privato in stanza con vasca idromassaggio, vestiti e trucchi delle migliori marche, sfoggiati durante le cene e i gala dell'alta società. Studentessa brillante d...
