POV EVELYN
Volontà e costrizione. Un dualismo ossimorico, che però, a volte, è meno figurato di quanto possa sembrare all'apparenza. A separarli una linea talmente sottile da essere quasi spaventosa. Ogni gesto, azione, persino pensiero, apparentemente libero, nasce da un intreccio di spinte interne ed esterne. Volere: scegliere secondo la propria coscienza. Ma questa non si è sviluppata per coercizione? Contesto sociale, scuola, compagnie, persino i rapporti interpersonali obbligati, non sono forse loro a plasmare la volontà?
E ancor di più quanto distano tra loro? L'opposizione a una costrizione è una volontà, ma non è in fondo l'opposizione dettata da una indiretta costrizione? In quale range le scelte sono veramente frutto del volere? E soprattutto di quale volere?
Causa e conseguenza l'una dell'altra in un continuo loop circolare senza fine, così vicine da poter essere quasi sovrapponibili.
Ciò che hanno in comune, quello da cui nessuna delle due si può sottrarre, è la responsabilità: qualunque sia il motivo, qualsiasi sia il contesto, esterno o interiore, quella sarà tua. Potrà essere gratificante e motivo di vanto, o scabrosa al punto da doverla occultare al mondo intero. In ogni caso, dovrai imparare a conviverci. Perché lei, la responsabilità, ti apparterrà sempre.
«Questo esame sta compromettendo le tue facoltà mentali e cognitive.»
Sobbalzo e la sedia arretra bruscamente, stridendo contro il pavimento. Mi ritrovo con i sensi tesi, in allerta, pronta a reagire a un pericolo inesistente. Poi, nel millisecondo seguente, la mano finisce sul muscolo cardiaco, a placare quella che somiglia terribilmente a una tachicardia premonitrice di infarto fulminante.
«Cristo Liam, stavi per privarmi del privilegio di respirare su questo pianeta del cazzo.» Inspiro a fondo, cercando di domare il ritmo impazzito del cuore. Mentre butto fuori l'aria osservo il ragazzo in questione guardarmi sbalordito e in parte realmente preoccupato.
«Si, confermo la mia teoria. Che cazzo devi fare con questa merda?» Domanda prendendo posto al mio fianco nel soggiorno della confraternita e indicando con un cenno del capo la pagina aperta del libro sul tavolo.
Ci siamo riuniti qui per un'intensa giornata di studio, ma al finale, dopo una mattinata piena e un paio d'ore dopo pranzo, siamo rimaste solo io e Carol, entrambe con lo stesso esame imminente.
«Ho scelto un esame del settore forense infantile e adolescenziale; non basta conoscere le leggi in merito alle responsabilità giuridiche minorili, ma anche lo studio della psicologia e delle comprovate correlazioni tra comportamenti e mente a quell'età, in modo da poterne avvalere in tribunale se necessario.»
Sorrido fiera della mia delucidazione.
«Avrei definito il tuo studiare legge solo da questa risposta anche senza conoscerti» Noha appare dalla cucina, portando con sé un paio di ciotole di pop corn, e depositandoli al mio fianco.
Grave errore. Lo stomaco brontolante non perde tempo a palesarsi, infatti, cosa che porta il ragazzo a sorridere.
«Direi che sia ora di smetterla, percepisco i vostri ultimi neuroni sull'orlo della carbonizzazione.» Con un gesto secco chiude i miei appunti e quelli di Carol, scatenando lievi lamentele della mia amica.
Io, invece, non ho la forza di oppormi.
«A breve avrai di meglio a cui assistere, tranquilla.» L'occhiolino non è particolarmente gradito da Liam, che lo trucida nell'immediato, guadagnandosi di rimando un'espressione scocciata dell'amico.
«Marchi il territorio anche con noi, adesso?» Una leggera tensione inizia a sollevarsi attorno a me, facendomi sentire quasi di troppo.
«Liam» Basta che Carol pronunci il suo nome affinché la sfida abbandoni i suoi occhi, lasciando spazio al pentimento.
STAI LEGGENDO
My Weakness
RomanceA Evelyn Turner non è mai mancato nulla. Una villa enorme con piscina annessa, un bagno privato in stanza con vasca idromassaggio, vestiti e trucchi delle migliori marche, sfoggiati durante le cene e i gala dell'alta società. Studentessa brillante d...
