Dovrò ammettere che i primi giorni passati qui, furono parecchio duri. Sembrava come se tutto ciò che facessi fosse sbagliato, il che era probabilmente vero ai suoi occhi. Le continue urla, pianti e litigi erano come un disco rotto, la stessa cosa si ripeteva più volte, e ogni giorno.
La cosa che mi impressionò di più fu constatare quanto fosse ordinario Harry. Ogni mattina, alle 8 in punto, sentivo il forte tonfo dei suoi stivaletti che scendevano giù per le scale, e ogni notte, alle 23:30, la porta d'ingresso si spalancava e un Harry dallo sguardo arrabbiato faceva il suo ingresso e si dirigeva nella sua piccola man cave con una bottiglia in mano, di quello che potevo solo presumere fosse liquore. Andò avanti così, dandomi il privilegio di non vederlo così assiduamente.
I primi giorni furono difficili. Immaginavo che Harry si aspettasse che mi lamentassi dei suoi ordini sulla pulizia e sulla cucina perché i primi tre giorni in cui non mossi dito, lui aveva urlato così tanto forte che non avevo mai sentito nulla di simile in vita mia. Ciò aveva portato a una terribile discussione che era terminata con una fresca macchia di impronte sui miei avambracci e lacrime sul mio volto. Dopo l'accaduto, mi ero lamentata un po' e avevo pulito solo il piano inferiore, il che lo fece incazzare ancor di più. Ovviamente cucinavo solo per me stessa, lasciandogli a malapena qualcosa, così da farlo protestare un po'. Mi arrabbiavo a mia volta per la mancanza di generi alimentari e fui costretta ad andare a fare la spesa con Sophia per le cose che lui voleva per cena.
Fondamentalmente, la settimana dal titolo "lotte e pianti" aveva dato spazio a quella di non vederlo per tutto il giorno. L'unica cosa negativa di restare a casa sola era che non ci fosse nulla da fare. Come avrebbe fatto chiunque, avevo provato a scappare la seconda volta in cui era uscito, ma lui era troppo intelligente. Ogni porta e finestra della casa era stata serrata, con l'eccezione del balcone della mia stanza. Sapeva benissimo che non avrei mai potuto saltare e neanche solo provarci. Per quanto riguarda la sua stanza e la stanza dalla porta serrata, anche quelle rimanevano ben chiuse; avevo provato ad aprirle ma non ci ero riuscita.
Qualche giorno Sophia era riuscita a sgattaiolare di sopra mentre i ragazzi erano a lavoro e mi aveva aiutata a pulire. Era davvero una persona dolce e ogni tanto se ne usciva fuori con delle battute divertenti. Qualche giorno mi aveva portata fuori per qualche ora, per un giro turistico o per fare shopping; avevo un disperato bisogno di vestiti nuovi. Tutto sommato era fantastico avere qualcuno con cui parlare quando ne avevo il bisogno.
Quel giorno, due settimane dopo il mio arrivo in Inghilterra, era Venerdì pomeriggio e io ero stesa sul letto a leggere un libro che avevo comprato in una libreria in cui ero andata la settimana prima. Harry sarebbe arrivato a casa in un paio di ore e io non avevo neanche pensato alla cena e neppure al bucato che si era accumulato nei giorni. Tuttavia, neanche un briciolo di desiderio aveva invaso il mio corpo per incitarmi a fare anche una sola delle faccende che si dovevano fare.
Il mio corpo aveva bisogno di stiracchiarsi e di bere. Infilai il segna libro nella pagina che avevo finito di leggere e chiusi l'ipnotizzante libro. Alzandomi, sentii i muscoli del mio corpo scricchiolare mentre mi tiravo su. Sbadigliai e mi diressi verso la porta e subito dopo nel corridoio. Il sudore che era venuto fuori con noncuranza sul mio corpo stava iniziando a perdere quella sensazione iniziale di tepore.
Iniziava a fare più freddo in quegli ultimi giorni a causa del passaggio dall'autunno all'inverno e la pioggia sembrava non fermarsi mai. Sophia era venuta a trovarmi soltanto per poco quel giorno, e le condizioni meteorologiche erano così atroci che avevamo rinunciato a uscire e lei era ritornata a casa, il che non era un problema dato che il giorno dopo saremmo andati da Liam per l'incontro settimanale dei ragazzi, e io e lei avremmo potuto parlare. Tuttavia, questo non aveva fermato la pioggia che aveva colpito duramente il tetto della casa. Era soltanto una pessima giornata, buia e fredda, come Harry.
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Excessive (Italian translation)
Fanfiction"Ormai è da un po' che ti sto osservando, amore mio," sussurrò profondamente nel mio orecchio. "Perché mi stai facendo questo?" Squittii, provocando una risatina da parte sua. "Perché," disse, facendo scendere le sue mani, dapprima poggiate contro i...
