Dato che avete dovuto aspettare due settimane per il capitolo precedente, vi chiediamo scusa aggiornando di nuovo. . .enjoy, xx
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Quella notte non riuscivo a dormire, il mio cervello non me lo permetteva. Ogni volta che i miei occhi si chiudevano per alleviare il dolore, la mia testa me li faceva aprire di colpo. Avevo le palpebre pesanti ma non ero in grado di raggiungere lo stato di incoscienza tipico del sonno e di cui il mio corpo aveva disperatamente bisogno.
Il sedere mi bruciava ancora dalle sculacciate che Harry mi aveva dato poco prima. Proprio come mi aveva detto, c'era della crema sotto il mobiletto per alleviare il bruciore, ma non mi aveva aiutata molto. Era il dolore emotivo ad alimentare sempre più quello fisico.
Credevo, dopo il bacio, di aver finalmente abbattuto una piccola barriera con Harry. Sapere che fosse il primo per lui, aveva aperto una piccola porta per la speranza. Ma dopo avermi fatto del male, era come se questa porta fosse stata sbattuta e serrata, proprio come quella in fondo al corridoio.
Mi chiedevo ancora cosa ci potesse essere nascosto lì dentro, o anche se ci fosse davvero qualcosa. Ma che cosa stavo dicendo? Ovviamente c'era qualcosa lì, altrimenti perché avrebbe dovuto serrarla in quel modo? Forse c'era della droga oppure c'erano delle armi, o, peggio ancora, cadaveri. Scossi il capo, cercando di schiarirmi la testa da quei pensieri folli.
Il mio corpo si girava e rigirava, cercando di trovare la posizione giusta. Non mi ero presa neanche la briga di indossare i pantaloncini abbinati alla maglia. Le mie mutandine mi davano ancora una sensazione di bruciore, per cui, indossare i pantaloncini, fu abbastanza inutile.
Alla fine, avevo trovato la posizione più comoda dall'altro lato del letto. Mi girai da un lato in modo tale da non dover toccare il materasso con il sedere. Sospirai di sollievo, speranzosa di poter finalmente riuscire a dormire in santa pace. Portai le ginocchia al petto e chiusi con forza gli occhi.
Ma dato che la fortuna non era mai stata a mio favore e dato che l'ironia aveva deciso di non aver ancora finito con me, sentii dei passi, lungo il corridoio, avvicinarsi alla mia stanza. Gemetti, sapendo che Harry stesse per irrompere in camera, consapevole che non avrei avuto le forze per litigare con lui a quell'ora.
Chiusi con forza gli occhi e finsi di dormire mentre il rumore della maniglia della porta riempiva la stanza. Il mio respiro si regolarizzò mentre il rumore della porta, seguito da respiri pesanti, mi riempiva le orecchie. Lui era lì. Il suo respiro riempiva la stanza mentre rimaneva in piedi davanti la porta.
Rimase in silenzio per un po' mentre io continuavo a fingere di dormire e lui a stare lì in piedi. Sentii i suoi passi dirigersi verso il letto. L'altro lato del letto sprofondò per il peso e in quel momento mi accorsi di quanto fossero vicini i nostri corpo. Cosa voleva?
"Arabella," sussurrò. Riuscii a percepire il suo respiro mentre io continuavo a tenere gli occhi chiusi. "Per favore Ara, so che sei sveglia," disse, cogliendomi di sorpresa.
Rimasi immobile per un minuto, valutando le diverse opzioni. Avrei potuto aprire gli occhi e affrontarlo subito, o avrei potuto continuare a ignorarlo, affrontando poi la sua rabbia. Ma, ripensando all'ultima opzione, sapevo che non sarebbe andata a finire bene, per cui optai per la prima.
Aprii gli occhi e fissai il suo viso. Era sudato, tanto sudato. Perché era sudato? Il suo petto era ancora nudo, eccetto per la collana, e invece del paio di jeans che portava prima, indossava dei pantaloncini da basket con la banda dei suoi boxer in vista. Se non l'avessi conosciuto abbastanza bene, avrei pensato fosse figo, ma non era il momento di pensarla in quel modo.
Gli mancò per un po' il respiro mentre mi guardava, cercando di leggermi il viso ma mi rifiutai. Mantenni un'espressione vuota e fredda e lui rinunciò a cercare di capire quali emozioni provassi. Era strano vederlo in quel modo, così nervoso e impreparato. Di solito sapeva esattamente cosa stessi pensando ancor prima di me, ma non in quel momento.
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Excessive (Italian translation)
Fiksi Penggemar"Ormai è da un po' che ti sto osservando, amore mio," sussurrò profondamente nel mio orecchio. "Perché mi stai facendo questo?" Squittii, provocando una risatina da parte sua. "Perché," disse, facendo scendere le sue mani, dapprima poggiate contro i...
