"Happiness feels a lot like sorrow ( la felicità assomiglia un pò al dolore.) " - The Fray.
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A volte, non importa quanto forti e potenti le persone possano essere, sono comunque degli umani, e ciò non si può cambiare. Io pensavo che Harry, essendo un leader di una gang, credesse di essere più di un semplice umano, ma nel profondo, sapeva che non avrebbe potuto ignorare la sua evidente influenza.
Sapevo che alla fine si sarebbe arreso. Per quanto grave o meno potesse essere ammalato, non poteva curarsi da solo, ma ero davvero curiosa di vedere per quanto tempo avrebbe resistito.
Dopo essere andata in camera mia, di lui più nessuna traccia, non lo avevo neanche sentito salire le scale, prima che mi addormentassi. Ma, come avevo presagito, alla fine si era arreso; sapeva fosse inevitabile.
Nelle prime ore del mattino, era piombato nella mia stanza, con le guance arrossate e il corpo ricoperto di sudore. I pantaloni grigi della tuta a malapena si mantenevano fermi sui suoi fianchi, mentre muco e catarro riempivano la sua sua bocca e il suo naso. Sembrava distrutto, i suoi occhi erano lucidi per i troppi colpi di tosse e il suo naso screpolato per essere stato costantemente sfregato. Per un brevissimo istante, avevo provato un po' di compassione, ma poi mi ricordai di chi stessimo parlando.
Dopo avergli detto di tornare nella sua stanza a dormire, lui aveva protestato. Non mi voleva nella sua camera e sapeva che, se avessi dovuto aiutarlo sarei dovuta entrarci molteplici volte per controllarlo costantemente. Tutto ciò, lo convinse a sistemarsi su uno dei grandi divani del salotto, il volume della TV basso e il riscaldamento al massimo per favorire la sua guarigione. Solitamente, quando si svegliava così presto, era scortese e irritante, ma, ora che era malato, sembrava essere troppo debole per discutere con me. Grazie a Dio.
Se il suo comportamento rude si fosse presentato anche quando era malato, non sarei stata in grado di controllare la mia rabbia. Del resto, ero ancora arrabbiata con lui per ciò che era successo lo scorso fine settimana, ma sapevo che non era neanche giusto continuare a tormentarlo mentre stava male. Molte volte mi aveva detto che fossi io la causa dei suoi mal di testa, magari, dopo che si fosse ripreso, avrei potuto rinfacciargli il suo cattivo comportamento nei miei confronti ma sapevo che, alla fine, avrebbe continuato a fare ciò che faceva ogni qualvolta cercavo di esprimere una mia opinione, ovvero controllarmi.
Entrai in cucina e diedi un'occhiata all'orologio; 9:38, eravamo svegli da quattro ore. Sembrava essere passata un'eternità da quando lui era venuto nella mia stanza, ma era sempre così quando Harry rimaneva a casa. Non c'era davvero nulla da fare, la cucina era già stata pulita e i vestiti erano già nella lavatrice; per una volta, non sapevo davvero cosa fare, ma non era di certo una cosa che avrei detto ad Harry. Con tempismo perfetto, sentii un forte colpo di tosse, accompagnato da una voce debole che chiamava il mio nome.
"Arabella," Harry tossicchiò dal salotto. Mi incamminai nel soggiorno, trovandolo stravaccato sul divano. Era una scena davvero divertente; la sua grande statura accartocciata sul divano mentre i suoi muscoli sembravano essere alla ricerca di un po' di spazio per potersi rilassare. Mi morsi il labbro e mi avvicinai a lui. Alzò lo sguardo per guardarmi mentre si strofinava gli occhi con entrambe le mani. "Ara, ho fame, ma mi fa ancora male lo stomaco. Cosa faccio?" Mi domandò, mentre metteva il broncio.
"Beh, avevo intenzione di prepararti del brodo di pollo per pranzo. Ce la fai ad aspettare o hai davvero tanta fame?" Domandai, nella speranza che decidesse di aspettare l'ora di pranzo, visto che avevo appena finito di pulire la cucina e che di conseguenza non avevo nessuna voglia di rimettermi all'opera. Aggrottò la fronte e scosse la testa.
"Sto morendo di fame. Non mangio da ieri sera," si lamentò, incrociando le braccia al petto. Volevo scoppiare a ridere per il suo comportamento infantile ma mi morsi il labbro per trattenermi; se gli avessi riso in faccia per i suoi modi di fare, non avrei potuto neanche immaginare come avrebbe reagito. Era così diverso quando era malato, si comportava come se finisse il mondo se avesse saltato la colazione.
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Excessive (Italian translation)
Fanfiction"Ormai è da un po' che ti sto osservando, amore mio," sussurrò profondamente nel mio orecchio. "Perché mi stai facendo questo?" Squittii, provocando una risatina da parte sua. "Perché," disse, facendo scendere le sue mani, dapprima poggiate contro i...
