Sapevo esattamente cosa stava facendo, lo faceva ogni volta che aveva torto. Andava di matto e mi insultava nel peggior modo possibile, per poi credere di poter risolvere tutto con un bacio o comportandosi in modo carino, ma questa volta non gliel'avrei permesso.
Con tutta la forza che avevo, premetti le mani contro le sue spalle larghe, mentre lui continuava a tenermi stretta per il collo. Con uno spintone, il suo corpo traballò un po', il necessario per liberarmi dal suo grande palmo e spezzare la presa che aveva su di me.
Harry cercò subito di riprendere con forza il bacio ma io riuscii a sottrarmi. Il suo corpo si avvicinò velocemente al mio mentre continuavo ad allontanarmi da quell'uomo intimidatorio. Immaginavo stessimo ritornando al punto di partenza.
"No Harry, non puoi farlo," gli dissi, fermandolo.
"Che vuoi dire?" Disse, corrugando la fronte per la confusione.
"Non puoi prima urlarmi contro che mi odi e subito dopo baciarmi. No, non se ne parla," dissi, incrociando le braccia al petto per affermare la mia posizione.
"Sta' attenta a ciò che dici. Sono nervoso e fottutamente arrabbiato, non provocarmi," sputò velenosamente.
"Ecco, vedi ciò che intendo! Ora mi dici cose così, poi domani mi racconterai qualche storia strappalacrime per impietosirmi," gli dissi di rimando, pentendomene subito dopo.
La sua espressione si tramutò in qualcosa che mai avrei creduto di poter descrivere. Aveva allargato le narici e aveva stretto la mascella, per un momento pensai che i suoi denti stessero per spaccarsi. Aveva stretto le mani in due pugni e credetti che fosse capace anche di usarli contro di me; era terrificante.
"Stai definendo come 'storia strappalacrime' la mia infanzia di abusi?" Mi chiese con voce bassa e profonda. Il sangue mi si raggelò per quel tono minaccioso e deglutii.
"No, non è così, lo stai facendo tu ora," mormorai, guardando nei suoi occhi scuri.
"Che cosa starei facendo?" Sputò di rimando, più forte questa volta.
"Stai cercando di farmi sentire in colpa," dissi e lui sollevò le sopracciglia.
"E perché?" Domandò. "Perché dovresti sentirti in colpa se hai appena affermato di non aver definito la mia infanzia difficile come una storia strappalacrime? Mi sembra che qualcosa non quadri," disse.
"Non è questo il punto, Harry. Non puoi semplicemente baciarmi per risolvere tutti i tuoi problemi," gli dissi, facendogli sollevare gli occhi al cielo.
"E allora? Ne stai facendo una tragedia. Non significano nulla, quindi che importanza ha?" Replicò, facendomi contorcere lo stomaco.
Non provavo minimamente nulla per Harry ma, per qualche ragione, quelle parole mi ferirono. Era crudele, duro, cattivo e qualsiasi tentativo volto a non fargli perdere la calma si era frantumato dal momento in cui Luchesi aveva messo piede nel club; era tutta colpa sua.
"Non farò più una cosa del genere, sei disgustoso, voglio solo andare a letto," dissi con un sospiro, rassegnata.
"Come vuoi," disse.
Lo superai e uscii fuori dalla sua camera. Una volta uscita, mi sbattei la porta alle spalle e in quel momento capii che sarebbe tornato il vecchio Harry, anzi, probabilmente non era mai cambiato. Mi incamminai verso la mia camera, scuotendo il capo per quei pensieri.
Una volta entrata in stanza, notai immediatamente il cambiamento di temperatura. Notai la porta del balcone spalancata e sentii la fredda brezza notturna penetrare in quella che prima era la mia calda stanza. Avevo dimenticato di chiudere il balcone prima di uscire?
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Excessive (Italian translation)
Fanfiction"Ormai è da un po' che ti sto osservando, amore mio," sussurrò profondamente nel mio orecchio. "Perché mi stai facendo questo?" Squittii, provocando una risatina da parte sua. "Perché," disse, facendo scendere le sue mani, dapprima poggiate contro i...
