Capitolo 3

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Con il cuore in gola sono uscita dal suo edificio..
Rivederlo e guardarlo negli occhi dopo tanto tempo mi ha destabilizzato..

Quei sentimenti che credevo sepolti sono riaffiorati non appena l ho visto..
Come posso credere di andare avanti se la sua sola presenza riesce a portare a galla tutto?

Ho sbagliato...ho sbagliato tutto..
Ho lavorato sulle emozioni per un anno intero...ho dovuto lottare contro la voglia di arrendermi..contro la rabbia...contro quello che nonostante tutto il mio cuore desiderava ma allo stesso tempo mi annientava..

I ricordi sono riaffiorati e con loro tutto il peso che ne portavano..

Anche lui soffre...l ho visto..l ho visto nei suoi occhi..l ho percepito nella sua voce..
Eppure non riesco a capire più che cosa provo io...ricordare fa male..ricordare quanto un tempo ho amato quella persona è come un veleno che ti infetta lentamente..perché oggi quell amore che un tempo mi rendeva felice...oggi mi intossica l anima e cuore..

La consapevolezza di amare cosi tanto il tuo demone è un tormento..

Non posso più permettermi di soffrire...Non posso più ricadere nel baratro dove lui mi ha trascinata e da cui con fatica sono riuscita ad uscire..

Devo lasciare il passato al suo posto..soffocare tutti quei sentimenti che adesso mi provocano ulteriore dolore..

Non potrà più esserci un noi...abbiamo avuto la nostra occasione ed ha portato solo dolore nelle nostre vite e purtroppo lo abbiamo capito troppo tardi..

Il nostro rapporto sarà e deve essere solamente professione..senza nessun coinvolgimento o altro..

Con le spalle poggiate al muro cerco di regolarizzare di nuovo il respiro..

- signorina si sente bene?

Sussulto dallo spavento...presa da tutto non mi sono nemmeno preoccupata di trovarmi fuori dall edifico sotto gli occhi dei passanti..

Mi stacco dal muro cercando di ricompormi..ma subito vengo catturata da due pozze castani misto al verde che mi guardano in attesa di una qualsiasi risposta..
Imbarazzata sorrido..

- ehm..si grazie..avevo solo bisogno di riprendere fiato..

Adesso sorride anche lui..

- capisco..sta fuggendo da qualche pazzo che la inseguiva?

La sua battuta questa volta mi fa scappare un vero sorriso..

- fortunatamente no..con questi tacchi poi non avrei avuto tanta fortuna..

Mi scruta per poi ritornare a guardarmi negli occhi..

- allora è un bene che non sta fuggendo da nessuno..altrimenti mi toccava intervenire e a dirla tutta..

Si avvicina come a volermi confidare qualcosa di segreto..

- nemmeno i miei tacchi sono tanto comodi...odio doverli indossare..

Conclude facendomi l occhiolino..
In risposta mi scappa una risata..

- comunque grazie..

- di nulla..anche se l avrei salvata con piacere nonostante "i tacchi"

Rido ancora...quest'uomo ha un aria familiare..ho come la sensazione di averlo già conosciuto o visto da qualche parte..

- bene..è stato un piacere non averla salvata da nessun pazzo..vorrei trattenermi ma devo proprio andare..arrivederci..

E dopo averlo salutato mi giro per ritornare in macchina..ho appuntamento con Elisa e non voglio fare tardi..

JAMIE

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